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	<title>Marileda Maggi</title>
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		<title>Suonala ancora, Lucio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 15:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di avventure, di musica, di sorprese e desideri. Ed è il ciclo dei Maya che si ripete a scadenza. Sempre più sanguinario e truculento, affondando le dita e la lingua di onice affilata nello scorrere dei giorni.  Ma, in fondo, chi l&#8217;ha detto che un rituale non possa esorcizzare i demoni del futuro, così, esattamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Di avventure, di musica, di sorprese e desideri.</p>
<p>Ed è il ciclo dei Maya che si ripete a scadenza. Sempre più sanguinario e truculento, affondando le dita e la lingua di onice affilata nello scorrere dei giorni.  Ma, in fondo, chi l&#8217;ha detto che un rituale non possa esorcizzare i demoni del futuro, così, esattamente, con chirurgica precisione, sezionando attimi e fendendo l&#8217;aria di nuove  sensazioni?</p>
<p><em>Poi parliamo delle distanze, del cielo, e di dove va a dormire la luna quando esce il sole e di come era la terra prima che ci fosse l&#8217;amore.</em></p>
<p>Il risveglio. E una. Dieci. Cento. Mille canzoni di Lucio. Gli astri brillanti, in fila, come un plotone di panni stesi sulla linea del deja-vu. Il Tevere e i suoi sussurri. Le nuvole in vacanza.</p>
<p>Anche il tempo muore di nostalgia. Aggirandosi tra luoghi, odori, sensazioni, labbra. Sempre le stesse. Nonostante cambino nomi e cognomi. I colori, anche. Ma, in fondo, cos&#8217;è un nome. Cos&#8217;è un colore. Non è nessuna parte di un uomo.</p>
<p><em>La passione per le cose, non possiamo farne senza, anche le pericolose. Come, ad esempio, una canzone.</em></p>
<p>-Ti ricordi, quella notte.-</p>
<p>-Correva l&#8217;anno&#8230;-</p>
<p>-Tu entravi da quella porta&#8230;-</p>
<p>-Sì.-</p>
<p>E Lucio usciva. Con lui quella memoria così strana. Affezionata alle note e alle rime.</p>
<p><em>Non fermarti, voglio ancora baciarti. Chiudi i tuoi occhi, non voltarti indietro. </em></p>
<p>Come potevamo saperlo. Le giganti nane danzavano tra fiati e percussioni, s&#8217;intrecciavano poesie nell&#8217;eco di sogni inespressi e sospiri mai consumati. O già finiti. L&#8217;Universo continuava a girare come una trottola impazzita, scattando polaroid ingiallite ad un presente troppo passato. Un passato ancora troppo presente. Troppo. Purtroppo.</p>
<p>Non si può fregare Dio. Non si può fregare il destino. Non si può crocifiggere la luce sul foglio chimico. E&#8217; solo un&#8217;illusione, come tante.</p>
<p>Suonala ancora, Lucio. Suonala ancora. <em>As time goes by&#8230;</em></p>
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		<title>Natale (punto)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 11:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il Natale della Crisi. Delle privazioni. Delle riflessioni filosofiche. Di pizze con le amiche e parole cristallizzate nel tempo. Perché le somme si tirano sempre, sotto le luci dell&#8217;albero. E le palle. Quante palle. Troppe palle. Incluse quelle che ci raccontiamo per dire &#8220;tuttobenesemprebene&#8221;, scavando con lo sguardo nelle unghie smaltate di rosso. Soffiando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	E&#8217; il Natale della Crisi. Delle privazioni. Delle riflessioni filosofiche.</p>
<p>Di pizze con le amiche e parole cristallizzate nel tempo. Perché le somme si tirano sempre, sotto le luci dell&#8217;albero. E le palle.</p>
<p>Quante palle. Troppe palle.</p>
<p>Incluse quelle che ci raccontiamo per dire &#8220;tuttobenesemprebene&#8221;, scavando con lo sguardo nelle unghie smaltate di rosso. Soffiando sulla lacca, neanche quel piccolo vento potesse portarsi via i pensieri.</p>
<p>E&#8217; il Natale del Signore. Il bambinello da festeggiare, pienamente consapevoli che, quando sarà diventato adulto, ci toccherà crocifiggerlo affinché risolva i nostri peccati. Se non è paganesimo questo, allora, ditemi cosa.</p>
<p>E&#8217; il Natale di Mariah Carey. Di All I Want For Christmas. Di John Lennon e di Band Aid.</p>
<p>Di frenetiche camminate per le strade brulicanti. E paranoie sotto il vischio.</p>
<p>Di auguri prestampati via sms e panettoni al supermercato. Bollicine, brindisi, carta da regalo. Fruscianti nastrini e cappelli da Babbo Natale. Perché Babbo Natale esiste. Fosse pure per un giorno. Crederci è la panacea di tutti i mali.</p>
<p>E&#8217; il Natale dei single. Quello degli amici che non senti da secoli e poi rispuntano come funghi &#8220;sto male. Malissimo. Mi ha lasciato. Ci beviamo una cosa?&#8221;. E dici, ok. In fondo non è una cosa terribile. Finché c&#8217;è la famiglia, i compagni di bicchiere, la voglia di stare insieme a tavola. Il sorriso scemo per una figurina del nonno di Heidi sul frigorifero rosso.</p>
<p>E&#8217; il Natale dei sogni. E delle speranze. E degli abbracci. E di una corsa nel treno strapieno, che avremmo fatto vestiti da renne. Come piace a te.</p>
<p>E&#8217; il Natale di chi non c&#8217;è. Ma, soprattutto, di chi resta.</p>
<p>Nonostante la Crisi. Privazioni a parte. Lasciando in un cassetto le riflessioni filosofiche.</p>
<p>E questo è l&#8217;unico valore che conta.</p>
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		<title>Coerenza.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente uno stupido, uno di quelli veri, mi ha detto per esperienza che solo gli sciocchi non cambiano opinione. E&#8217; lo stesso stupido che c&#8217;ha messo sei mesi a capire che amare e non amare sono la stessa identica cosa. Che puoi cancellare le persone con la gommapane. Che nella vita si fanno un mucchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Recentemente uno stupido, uno di quelli veri, mi ha detto per esperienza che solo gli sciocchi non cambiano opinione.</p>
<p>E&#8217; lo stesso stupido che c&#8217;ha messo sei mesi a capire che amare e non amare sono la stessa identica cosa. Che puoi cancellare le persone con la gommapane. Che nella vita si fanno un mucchio di cavolate. Che l&#8217;importante è accorgersene in tempo e saperlo ammettere.</p>
<p>Seguire gli stupidi è una cosa da stupidi. Specialmente se dicono, fanno, agiscono esattamente da stupidi.</p>
<p>Valutando e cogitando, mi sono resa conto di non essere stupida come lui. Credo nelle idee irremovibili come rocce, nella musica dei Diaframma e nella permanenza dei sentimenti. Anche quando possono fare male.</p>
<p>E credo che quando ci nasci, maledetta blogger, maledetta blogger rimani.</p>
<p>Volente o nolente.</p>
<p>Qualcuno, che non è uno stupido, la chiamerebbe &#8220;coerenza&#8221;.</p>
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		<title>Save the last post</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei scrivere mille cose. Duemila, forse. Ma non trovo le parole. Ho partecipato alla Blogfest e, sempre forse, sarà l&#8217;ultima. Io non sono più la stessa. Non sono più una maledetta blogger da troppo tempo. E non sono più l&#8217;allegra cazzara che si accoppia annegando il cervello in ettolitri di spritz. E questo sarà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Vorrei scrivere mille cose. Duemila, forse.</p>
<p>Ma non trovo le parole. Ho partecipato alla Blogfest e, sempre forse, sarà l&#8217;ultima. Io non sono più la stessa. Non sono più una maledetta blogger da troppo tempo. E non sono più l&#8217;allegra cazzara che si accoppia annegando il cervello in ettolitri di spritz.</p>
<p>E questo sarà il mio ultimo post.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;aggressività in Rete che non mi appartiene. Ho già troppi problemi per accollarmi l&#8217;insicurezza degli altri, espressa attraverso gratuita cattiveria e non posso permettermi il lusso, in questa vita, di sprecare altre preziose ore di analisi perché qualcuno non ha di meglio da fare che belare in un gregge di imbecilli.</p>
<p>Io. Che dell&#8217;involuzione sono stata testimone. Io, che ho visto consumarsi talenti e amori. Dico no.</p>
<p>Dico no al falò delle vanità che gira in questo mondo, alle bacheche del dolore come barzellette su Totti e Cassano, alla necessità di nascondersi dietro un fake perché qualcuno ti prenda sul serio.</p>
<p>Siamo alla metafisica delle stronzate.</p>
<p>E se, da un lato, la Rete mi ha regalato momenti splendidi e sorrisi sinceri, dall&#8217;altro ha sottratto linfa e spirito, fino a non farmi più capire chi sono e che cosa voglio dalla Matrix che ci avvolge, fingendosi un caldo e rassicurante ventre materno&#8230;</p>
<p>Pillola blu o pillola rossa.</p>
<p>Io faccio la mia scelta.</p>
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		<title>Pari.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 14:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[in love]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo farti vedere i dinosauri. Sorseggiare birra artigianale sotto il cielo d&#8217;Agosto. Cantare per te ubriaca alla luna, in piazza, in mezzo alla gente. Dovevi portarmi a Villa Borghese. Al Gianicolo e a Cinecittà. No. Per dire. &#160; Adesso siamo pari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Dovevo farti vedere i dinosauri. Sorseggiare birra artigianale sotto il cielo d&#8217;Agosto. Cantare per te ubriaca alla luna, in piazza, in mezzo alla gente.</p>
<p>Dovevi portarmi a Villa Borghese. Al Gianicolo e a Cinecittà.</p>
<p>No. Per dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso siamo pari.</p>
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		<title>Tema:del perché la duttilità non paga.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 10:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei &#8220;plasmabile&#8221;e, con la scusa, ti ritrovi immediatamente dei tentacoli addosso. Sei &#8220;poliedrica&#8221; e si cospargono le mani d&#8217;amuchina in gel (convinti si tratti di una malattia). Sei &#8220;flessibile&#8221; e ti scambiano per un pungiball. Sei &#8220;multitasking&#8221; e fai troppe cose per farle bene tutte. Sei &#8220;disponibile&#8221; e sottolineano che non c&#8217;è posto per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Sei &#8220;plasmabile&#8221;e, con la scusa, ti ritrovi immediatamente dei tentacoli addosso. Sei &#8220;poliedrica&#8221; e si cospargono le mani d&#8217;amuchina in gel (convinti si tratti di una malattia). Sei &#8220;flessibile&#8221; e ti scambiano per un pungiball. Sei &#8220;multitasking&#8221; e fai troppe cose per farle bene tutte. Sei &#8220;disponibile&#8221; e sottolineano che non c&#8217;è posto per le ragazze facili&#8230;</p>
<p>Domani mi esibirò, proponendomi come &#8220;totalmente amorfa&#8221;.</p>
<p>E stiamo un po&#8217; a vedere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gelosia</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 23:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflettevo. Della e sulla gelosia. E pensavo. A quanto sia, più che &#8220;il termometro dell&#8217;amore&#8221;, l&#8217;esponente periodico di un numero indefinibile di zebedei rotti. Direttamente proporzionale all&#8217;incomprensione tra uomo e donna. Inversamente alla loro affinità sessuale, leggenda narra, vada a trarre le sue origini in quel periodo di sciagure e catastrofi a cavallo tra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Riflettevo. Della e sulla gelosia.</p>
<p>E pensavo. A quanto sia, più che &#8220;il termometro dell&#8217;amore&#8221;, l&#8217;esponente periodico di un numero indefinibile di <em>zebedei</em> rotti.</p>
<p>Direttamente proporzionale all&#8217;incomprensione tra uomo e donna. Inversamente alla loro affinità sessuale, leggenda narra, vada a trarre le sue origini in quel periodo di sciagure e catastrofi a cavallo tra il Peccato Originale e il Diluvio Universale.</p>
<p>In pratica, è l&#8217;inconfutabile prova che Dio c&#8217;è. Sa come farci scontare determinate pene. E  lo fa nel più sadico dei modi possibili e/o immaginabili.</p>
<p>Bei tempi quelli delle carestie e delle cavallette.</p>
<p>Bei tempi.</p>
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		<title>Còre de &#8216;sta città</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 09:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riassunto delle puntate precedenti. Trasferta lampo nel mese di Marzo. La nostra eroina, s&#8217;imbatte volontariamente in giUovane ameriGGano nato a Pozzuoli. I due scoprono l&#8217;aMMore e decidono di non limitarsi all&#8217;accoppiamento. In meno di tre mesi, la Capitale, acquista una nuova cittadina di origini pugliesi. Quando mio fratello decise che i suoi colori calcistici sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Riassunto delle puntate precedenti.</p>
<p><em>Trasferta lampo nel mese di Marzo. La nostra eroina, s&#8217;imbatte volontariamente in giUovane ameriGGano nato a Pozzuoli. I due scoprono l&#8217;aMMore e decidono di non limitarsi all&#8217;accoppiamento. In meno di tre mesi, la Capitale, acquista una nuova cittadina di origini pugliesi. </em></p>
<p>Quando mio fratello decise che i suoi colori calcistici sarebbero stati quelli della Roma, pensai subito al Colosseo, alla Dolce Vita, ai Paparazzi e alla lupa che allattava Romolo e Remo. Ah sì. Anche alle nozze tra la Blasi e il Pupone.</p>
<p>Poi venne mio padre. Con il ritornello da disco rotto.</p>
<p>&#8220;a Roma verresti capita professionalmente. Perché a Roma c&#8217;è gente in gamba. Fossi nata a Roma sarebbe tutto diverso.&#8221;</p>
<p>Oggi, a Roma, ci vivo. Trovandola stranamente meravigliosa. E dico stranamente perché tutti quelli che me ne parlavano, abitandola, avevano sempre qualcosa di cui lamentarsi. Se non erano i mezzi era il traffico, se non era il traffico erano le aree pedonali e il centro storico, se non era il centro storico erano i turisti.</p>
<p>A me, Roma, piace.</p>
<p>Nei suoi tramonti e nelle albe sonnacchiose. <em>Le bombe delle sei non fanno male.</em> Con i gabbiani che-non so come-arrivano finanche a Ponte Lungo. Con le cineserie di Piazza Vittorio Emanuele e quel vestire così libero e disinvolto qualsiasi pezza trovata nell&#8217;armadio prima di uscire.</p>
<p>Perché, Roma, mica se ne preoccupa tanto del tuo abbigliamento. L&#8217;unico fashion che conta è l&#8217;emozione. E il brivido convenzionale della star con le buste della spesa, incontrata appena girato l&#8217;angolo.</p>
<p>Qui, a Roma, sono tutti attori. E se non sono attori sono registi o fotografi. Un set continuo di signore al mercato e vecchietti sceneggiatori. Caleidoscopio di storie, Roma. E di voci. E di un dialetto che è lingua universale. Anche per l&#8217;arabo fruttarolo e il cingalese delle borse tarocche.</p>
<p>&#8220;fàmo mezzo chilo de zucchine?&#8221; &#8220;dàmme venti sacchi e sémo amici!&#8221;</p>
<p><em>C&#8217;è un cuore che batte, nel cuore di Roma. </em>Ed è bello fargli l&#8217;elettrocardiogramma un giorno sì e uno pure. Se gira dritto o gira storto. Non è importante.</p>
<p>Quel che conta è saper dire grazie. Come m&#8217;insegnarano le suore. Ora non so cosa mi riservi. Quali saranno le sfide e le guerre. O quanto durerà. Comunque sia.</p>
<p><em>Grazie, Roma.</em></p>
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		<title>Dimmelo tu</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 21:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[in love]]></category>

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		<description><![CDATA[Quel che mi inquieta non è sentirti russare, la notte. Mi ci ero già abituata a tal punto che, con il telefono, sapendo di doverti distare per qualche giorno, ti registrai per riuscire a prender sonno senza averti al mio fianco. Quel che mi inquieta è non riuscire più a farne a meno. E&#8217; prendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Quel che mi inquieta non è sentirti russare, la notte.</p>
<p>Mi ci ero già abituata a tal punto che, con il telefono, sapendo di doverti distare per qualche giorno, ti registrai per riuscire a prender sonno senza averti al mio fianco.</p>
<p>Quel che mi inquieta è non riuscire più a farne a meno.</p>
<p>E&#8217; prendere i difetti per pregi e i pregi per difetti. Un po&#8217; come fanno le coppie sposate da secoli. Mentre io e te siamo insieme da 60gg o poco più.</p>
<p>Questo, mi inquieta.</p>
<p>Che, ok, la deviazione del setto nasale. Che, ok, la digestione lenta. Ma se non è amore questo, allora, dimmelo tu cos&#8217;è&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Felicità.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 09:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Citare Baricco è un po&#8217; snob e banale, lo so. Ma è proprio vero&#8230; accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Pensavo la mia vita non avesse più domande. O, tantomeno, risposte abbastanza interessanti per coinvolgermi nelle sue discussioni. Le attese erano inutili, i silenzi abitudine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Citare Baricco è un po&#8217; snob e banale, lo so. Ma è proprio vero&#8230;</p>
<blockquote><p>accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.</p></blockquote>
<p>Pensavo la mia vita non avesse più domande. O, tantomeno, risposte abbastanza interessanti per coinvolgermi nelle sue discussioni. Le attese erano inutili, i silenzi abitudine, il quotidiano respiro routine&#8230;</p>
<p>Un sacco di panno vuoto sotto l&#8217;albero nel giorno di Natale, insomma. Immagine abbastanza desolante, credo.</p>
<p>Poi capitano robe. Ti piomba una stella sulla testa all&#8217;improvviso, trascinandosi dietro l&#8217;Universo intero. E mille mondi. E mille esistenze. E mille intensissime emozioni. Come se, quasi, mai prima di quel giorno avessi aperto gli occhi per guardare il sole diritto nella sua sfera di fuoco.</p>
<p>E&#8217; strano, sì&#8230; tipo morire e rinascere, uh.</p>
<p>Assomiglia parecchio a quelle storie della gente uscita dal coma. Quando raccontano del tunnel, delle voci, del torpore, dell&#8217;esserci e non esserci, finché d&#8217;un tratto ci sei, e basta, non puoi farci niente. Sai solo che il tuo corpo prende piena consapevolezza del suo essere, e muovi il dito di un piede neanche fosse la prima volta in assoluto. Ogni gusto sulle papille assume sapidità inedite  ed ogni fiore sotto le narici profuma di Dio. E il cuore ricomincia a pompare sangue talmente in fretta da non darti il tempo di sentirlo, quel fluido denso e caldo che scorre nelle vene.</p>
<p>E&#8217; strano, sì. E intenso. E così surreale da svilupparsi in una proiezione onirica.</p>
<p>Un Suo sorriso. Una Sua carezza. Un Suo pensiero. Una Sua parola.</p>
<p>Quelli che sperimento, sono i primi trenta giorni della mia nuova vita. Perché la vecchia era bella, ma solo in prestito. Perché questa è mia e mia sola. E si specchia, giorno dopo giorno, nella vita Sua e Sua sola. Come luce rifratta nelle mille sfaccettature di tutti i sogni passati presenti e futuri, rilasciando i colori dell&#8217;iride in un semplice e affascinante miracolo quotidiano&#8230;</p>
<p>La Felicità.</p>
<p>Nuda. Serena. Splendida. Pura.</p>
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