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	<title>Marileda Maggi</title>
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		<title>Natale (punto)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 11:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il Natale della Crisi. Delle privazioni. Delle riflessioni filosofiche. Di pizze con le amiche e parole cristallizzate nel tempo. Perché le somme si tirano sempre, sotto le luci dell&#8217;albero. E le palle. Quante palle. Troppe palle. Incluse quelle che ci raccontiamo per dire &#8220;tuttobenesemprebene&#8221;, scavando con lo sguardo nelle unghie smaltate di rosso. Soffiando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	E&#8217; il Natale della Crisi. Delle privazioni. Delle riflessioni filosofiche.</p>
<p>Di pizze con le amiche e parole cristallizzate nel tempo. Perché le somme si tirano sempre, sotto le luci dell&#8217;albero. E le palle.</p>
<p>Quante palle. Troppe palle.</p>
<p>Incluse quelle che ci raccontiamo per dire &#8220;tuttobenesemprebene&#8221;, scavando con lo sguardo nelle unghie smaltate di rosso. Soffiando sulla lacca, neanche quel piccolo vento potesse portarsi via i pensieri.</p>
<p>E&#8217; il Natale del Signore. Il bambinello da festeggiare, pienamente consapevoli che, quando sarà diventato adulto, ci toccherà crocifiggerlo affinché risolva i nostri peccati. Se non è paganesimo questo, allora, ditemi cosa.</p>
<p>E&#8217; il Natale di Mariah Carey. Di All I Want For Christmas. Di John Lennon e di Band Aid.</p>
<p>Di frenetiche camminate per le strade brulicanti. E paranoie sotto il vischio.</p>
<p>Di auguri prestampati via sms e panettoni al supermercato. Bollicine, brindisi, carta da regalo. Fruscianti nastrini e cappelli da Babbo Natale. Perché Babbo Natale esiste. Fosse pure per un giorno. Crederci è la panacea di tutti i mali.</p>
<p>E&#8217; il Natale dei single. Quello degli amici che non senti da secoli e poi rispuntano come funghi &#8220;sto male. Malissimo. Mi ha lasciato. Ci beviamo una cosa?&#8221;. E dici, ok. In fondo non è una cosa terribile. Finché c&#8217;è la famiglia, i compagni di bicchiere, la voglia di stare insieme a tavola. Il sorriso scemo per una figurina del nonno di Heidi sul frigorifero rosso.</p>
<p>E&#8217; il Natale dei sogni. E delle speranze. E degli abbracci. E di una corsa nel treno strapieno, che avremmo fatto vestiti da renne. Come piace a te.</p>
<p>E&#8217; il Natale di chi non c&#8217;è. Ma, soprattutto, di chi resta.</p>
<p>Nonostante la Crisi. Privazioni a parte. Lasciando in un cassetto le riflessioni filosofiche.</p>
<p>E questo è l&#8217;unico valore che conta.</p>
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		<title>Coerenza.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente uno stupido, uno di quelli veri, mi ha detto per esperienza che solo gli sciocchi non cambiano opinione. E&#8217; lo stesso stupido che c&#8217;ha messo sei mesi a capire che amare e non amare sono la stessa identica cosa. Che puoi cancellare le persone con la gommapane. Che nella vita si fanno un mucchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Recentemente uno stupido, uno di quelli veri, mi ha detto per esperienza che solo gli sciocchi non cambiano opinione.</p>
<p>E&#8217; lo stesso stupido che c&#8217;ha messo sei mesi a capire che amare e non amare sono la stessa identica cosa. Che puoi cancellare le persone con la gommapane. Che nella vita si fanno un mucchio di cavolate. Che l&#8217;importante è accorgersene in tempo e saperlo ammettere.</p>
<p>Seguire gli stupidi è una cosa da stupidi. Specialmente se dicono, fanno, agiscono esattamente da stupidi.</p>
<p>Valutando e cogitando, mi sono resa conto di non essere stupida come lui. Credo nelle idee irremovibili come rocce, nella musica dei Diaframma e nella permanenza dei sentimenti. Anche quando possono fare male.</p>
<p>E credo che quando ci nasci, maledetta blogger, maledetta blogger rimani.</p>
<p>Volente o nolente.</p>
<p>Qualcuno, che non è uno stupido, la chiamerebbe &#8220;coerenza&#8221;.</p>
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		<title>Save the last post</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei scrivere mille cose. Duemila, forse. Ma non trovo le parole. Ho partecipato alla Blogfest e, sempre forse, sarà l&#8217;ultima. Io non sono più la stessa. Non sono più una maledetta blogger da troppo tempo. E non sono più l&#8217;allegra cazzara che si accoppia annegando il cervello in ettolitri di spritz. E questo sarà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Vorrei scrivere mille cose. Duemila, forse.</p>
<p>Ma non trovo le parole. Ho partecipato alla Blogfest e, sempre forse, sarà l&#8217;ultima. Io non sono più la stessa. Non sono più una maledetta blogger da troppo tempo. E non sono più l&#8217;allegra cazzara che si accoppia annegando il cervello in ettolitri di spritz.</p>
<p>E questo sarà il mio ultimo post.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;aggressività in Rete che non mi appartiene. Ho già troppi problemi per accollarmi l&#8217;insicurezza degli altri, espressa attraverso gratuita cattiveria e non posso permettermi il lusso, in questa vita, di sprecare altre preziose ore di analisi perché qualcuno non ha di meglio da fare che belare in un gregge di imbecilli.</p>
<p>Io. Che dell&#8217;involuzione sono stata testimone. Io, che ho visto consumarsi talenti e amori. Dico no.</p>
<p>Dico no al falò delle vanità che gira in questo mondo, alle bacheche del dolore come barzellette su Totti e Cassano, alla necessità di nascondersi dietro un fake perché qualcuno ti prenda sul serio.</p>
<p>Siamo alla metafisica delle stronzate.</p>
<p>E se, da un lato, la Rete mi ha regalato momenti splendidi e sorrisi sinceri, dall&#8217;altro ha sottratto linfa e spirito, fino a non farmi più capire chi sono e che cosa voglio dalla Matrix che ci avvolge, fingendosi un caldo e rassicurante ventre materno&#8230;</p>
<p>Pillola blu o pillola rossa.</p>
<p>Io faccio la mia scelta.</p>
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		<title>Pari.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 14:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[in love]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo farti vedere i dinosauri. Sorseggiare birra artigianale sotto il cielo d&#8217;Agosto. Cantare per te ubriaca alla luna, in piazza, in mezzo alla gente. Dovevi portarmi a Villa Borghese. Al Gianicolo e a Cinecittà. No. Per dire. &#160; Adesso siamo pari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Dovevo farti vedere i dinosauri. Sorseggiare birra artigianale sotto il cielo d&#8217;Agosto. Cantare per te ubriaca alla luna, in piazza, in mezzo alla gente.</p>
<p>Dovevi portarmi a Villa Borghese. Al Gianicolo e a Cinecittà.</p>
<p>No. Per dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso siamo pari.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tema:del perché la duttilità non paga.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 10:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei &#8220;plasmabile&#8221;e, con la scusa, ti ritrovi immediatamente dei tentacoli addosso. Sei &#8220;poliedrica&#8221; e si cospargono le mani d&#8217;amuchina in gel (convinti si tratti di una malattia). Sei &#8220;flessibile&#8221; e ti scambiano per un pungiball. Sei &#8220;multitasking&#8221; e fai troppe cose per farle bene tutte. Sei &#8220;disponibile&#8221; e sottolineano che non c&#8217;è posto per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Sei &#8220;plasmabile&#8221;e, con la scusa, ti ritrovi immediatamente dei tentacoli addosso. Sei &#8220;poliedrica&#8221; e si cospargono le mani d&#8217;amuchina in gel (convinti si tratti di una malattia). Sei &#8220;flessibile&#8221; e ti scambiano per un pungiball. Sei &#8220;multitasking&#8221; e fai troppe cose per farle bene tutte. Sei &#8220;disponibile&#8221; e sottolineano che non c&#8217;è posto per le ragazze facili&#8230;</p>
<p>Domani mi esibirò, proponendomi come &#8220;totalmente amorfa&#8221;.</p>
<p>E stiamo un po&#8217; a vedere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gelosia</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 23:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflettevo. Della e sulla gelosia. E pensavo. A quanto sia, più che &#8220;il termometro dell&#8217;amore&#8221;, l&#8217;esponente periodico di un numero indefinibile di zebedei rotti. Direttamente proporzionale all&#8217;incomprensione tra uomo e donna. Inversamente alla loro affinità sessuale, leggenda narra, vada a trarre le sue origini in quel periodo di sciagure e catastrofi a cavallo tra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Riflettevo. Della e sulla gelosia.</p>
<p>E pensavo. A quanto sia, più che &#8220;il termometro dell&#8217;amore&#8221;, l&#8217;esponente periodico di un numero indefinibile di <em>zebedei</em> rotti.</p>
<p>Direttamente proporzionale all&#8217;incomprensione tra uomo e donna. Inversamente alla loro affinità sessuale, leggenda narra, vada a trarre le sue origini in quel periodo di sciagure e catastrofi a cavallo tra il Peccato Originale e il Diluvio Universale.</p>
<p>In pratica, è l&#8217;inconfutabile prova che Dio c&#8217;è. Sa come farci scontare determinate pene. E  lo fa nel più sadico dei modi possibili e/o immaginabili.</p>
<p>Bei tempi quelli delle carestie e delle cavallette.</p>
<p>Bei tempi.</p>
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		<title>Còre de &#8216;sta città</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 09:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Riassunto delle puntate precedenti. Trasferta lampo nel mese di Marzo. La nostra eroina, s&#8217;imbatte volontariamente in giUovane ameriGGano nato a Pozzuoli. I due scoprono l&#8217;aMMore e decidono di non limitarsi all&#8217;accoppiamento. In meno di tre mesi, la Capitale, acquista una nuova cittadina di origini pugliesi. Quando mio fratello decise che i suoi colori calcistici sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Riassunto delle puntate precedenti.</p>
<p><em>Trasferta lampo nel mese di Marzo. La nostra eroina, s&#8217;imbatte volontariamente in giUovane ameriGGano nato a Pozzuoli. I due scoprono l&#8217;aMMore e decidono di non limitarsi all&#8217;accoppiamento. In meno di tre mesi, la Capitale, acquista una nuova cittadina di origini pugliesi. </em></p>
<p>Quando mio fratello decise che i suoi colori calcistici sarebbero stati quelli della Roma, pensai subito al Colosseo, alla Dolce Vita, ai Paparazzi e alla lupa che allattava Romolo e Remo. Ah sì. Anche alle nozze tra la Blasi e il Pupone.</p>
<p>Poi venne mio padre. Con il ritornello da disco rotto.</p>
<p>&#8220;a Roma verresti capita professionalmente. Perché a Roma c&#8217;è gente in gamba. Fossi nata a Roma sarebbe tutto diverso.&#8221;</p>
<p>Oggi, a Roma, ci vivo. Trovandola stranamente meravigliosa. E dico stranamente perché tutti quelli che me ne parlavano, abitandola, avevano sempre qualcosa di cui lamentarsi. Se non erano i mezzi era il traffico, se non era il traffico erano le aree pedonali e il centro storico, se non era il centro storico erano i turisti.</p>
<p>A me, Roma, piace.</p>
<p>Nei suoi tramonti e nelle albe sonnacchiose. <em>Le bombe delle sei non fanno male.</em> Con i gabbiani che-non so come-arrivano finanche a Ponte Lungo. Con le cineserie di Piazza Vittorio Emanuele e quel vestire così libero e disinvolto qualsiasi pezza trovata nell&#8217;armadio prima di uscire.</p>
<p>Perché, Roma, mica se ne preoccupa tanto del tuo abbigliamento. L&#8217;unico fashion che conta è l&#8217;emozione. E il brivido convenzionale della star con le buste della spesa, incontrata appena girato l&#8217;angolo.</p>
<p>Qui, a Roma, sono tutti attori. E se non sono attori sono registi o fotografi. Un set continuo di signore al mercato e vecchietti sceneggiatori. Caleidoscopio di storie, Roma. E di voci. E di un dialetto che è lingua universale. Anche per l&#8217;arabo fruttarolo e il cingalese delle borse tarocche.</p>
<p>&#8220;fàmo mezzo chilo de zucchine?&#8221; &#8220;dàmme venti sacchi e sémo amici!&#8221;</p>
<p><em>C&#8217;è un cuore che batte, nel cuore di Roma. </em>Ed è bello fargli l&#8217;elettrocardiogramma un giorno sì e uno pure. Se gira dritto o gira storto. Non è importante.</p>
<p>Quel che conta è saper dire grazie. Come m&#8217;insegnarano le suore. Ora non so cosa mi riservi. Quali saranno le sfide e le guerre. O quanto durerà. Comunque sia.</p>
<p><em>Grazie, Roma.</em></p>
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		<title>Dimmelo tu</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 21:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quel che mi inquieta non è sentirti russare, la notte. Mi ci ero già abituata a tal punto che, con il telefono, sapendo di doverti distare per qualche giorno, ti registrai per riuscire a prender sonno senza averti al mio fianco. Quel che mi inquieta è non riuscire più a farne a meno. E&#8217; prendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Quel che mi inquieta non è sentirti russare, la notte.</p>
<p>Mi ci ero già abituata a tal punto che, con il telefono, sapendo di doverti distare per qualche giorno, ti registrai per riuscire a prender sonno senza averti al mio fianco.</p>
<p>Quel che mi inquieta è non riuscire più a farne a meno.</p>
<p>E&#8217; prendere i difetti per pregi e i pregi per difetti. Un po&#8217; come fanno le coppie sposate da secoli. Mentre io e te siamo insieme da 60gg o poco più.</p>
<p>Questo, mi inquieta.</p>
<p>Che, ok, la deviazione del setto nasale. Che, ok, la digestione lenta. Ma se non è amore questo, allora, dimmelo tu cos&#8217;è&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Felicità.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 09:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Citare Baricco è un po&#8217; snob e banale, lo so. Ma è proprio vero&#8230; accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Pensavo la mia vita non avesse più domande. O, tantomeno, risposte abbastanza interessanti per coinvolgermi nelle sue discussioni. Le attese erano inutili, i silenzi abitudine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Citare Baricco è un po&#8217; snob e banale, lo so. Ma è proprio vero&#8230;</p>
<blockquote><p>accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.</p></blockquote>
<p>Pensavo la mia vita non avesse più domande. O, tantomeno, risposte abbastanza interessanti per coinvolgermi nelle sue discussioni. Le attese erano inutili, i silenzi abitudine, il quotidiano respiro routine&#8230;</p>
<p>Un sacco di panno vuoto sotto l&#8217;albero nel giorno di Natale, insomma. Immagine abbastanza desolante, credo.</p>
<p>Poi capitano robe. Ti piomba una stella sulla testa all&#8217;improvviso, trascinandosi dietro l&#8217;Universo intero. E mille mondi. E mille esistenze. E mille intensissime emozioni. Come se, quasi, mai prima di quel giorno avessi aperto gli occhi per guardare il sole diritto nella sua sfera di fuoco.</p>
<p>E&#8217; strano, sì&#8230; tipo morire e rinascere, uh.</p>
<p>Assomiglia parecchio a quelle storie della gente uscita dal coma. Quando raccontano del tunnel, delle voci, del torpore, dell&#8217;esserci e non esserci, finché d&#8217;un tratto ci sei, e basta, non puoi farci niente. Sai solo che il tuo corpo prende piena consapevolezza del suo essere, e muovi il dito di un piede neanche fosse la prima volta in assoluto. Ogni gusto sulle papille assume sapidità inedite  ed ogni fiore sotto le narici profuma di Dio. E il cuore ricomincia a pompare sangue talmente in fretta da non darti il tempo di sentirlo, quel fluido denso e caldo che scorre nelle vene.</p>
<p>E&#8217; strano, sì. E intenso. E così surreale da svilupparsi in una proiezione onirica.</p>
<p>Un Suo sorriso. Una Sua carezza. Un Suo pensiero. Una Sua parola.</p>
<p>Quelli che sperimento, sono i primi trenta giorni della mia nuova vita. Perché la vecchia era bella, ma solo in prestito. Perché questa è mia e mia sola. E si specchia, giorno dopo giorno, nella vita Sua e Sua sola. Come luce rifratta nelle mille sfaccettature di tutti i sogni passati presenti e futuri, rilasciando i colori dell&#8217;iride in un semplice e affascinante miracolo quotidiano&#8230;</p>
<p>La Felicità.</p>
<p>Nuda. Serena. Splendida. Pura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amore e Alchimia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 15:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marileda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alchimia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;alchimia parte dal presupposto che non esiste contraddizione tra &#8220;natura fisica&#8221; e &#8220;natura immateriale&#8221;. Perchè la prevalenza di uno dei due aspetti è solo apparente, dipende dai limiti dell&#8217;osservatore, che in alcuni casi li ha superati ricorrendo a strumentazioni scientifiche. Con queste parole, inizio a scrivere un post che parla d&#8217;amore. Molto spesso, descrivendolo, l&#8217;Amore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>L&#8217;alchimia parte dal presupposto che non esiste contraddizione tra &#8220;natura fisica&#8221; e &#8220;natura immateriale&#8221;. Perchè la prevalenza di uno dei due aspetti è solo apparente, dipende dai limiti dell&#8217;osservatore, che in alcuni casi li ha superati ricorrendo a strumentazioni scientifiche.</p></blockquote>
<p>Con queste parole, inizio a scrivere un post che parla d&#8217;amore.</p>
<p>Molto spesso, descrivendolo, l&#8217;Amore, ci troviamo a parlare di &#8220;alchimia&#8221;. Alchimia di corpi, di cuori, di sensazioni. Se riscoprissimo l&#8217;Alchimia, quella dell&#8217;Ermete tre volte grande, magari, capire ogni singola emozione risulterebbe più semplice.</p>
<p>Secondo Paracelso,<em> l&#8217;Alchimia, è quella cosa che serve a separare il vero dal falso</em>. Cosa avrebbe a che fare con l&#8217;Amore, così instabile e incerto?</p>
<p><em>L&#8217;alchimia, oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, implicava un&#8217;esperienza di crescita ed un processo di liberazione e di salvezza dell&#8217;artefice dell&#8217;esperimento. In quest&#8217;ottica la scienza alchemica veniva sacralizzata e ricondotta ad un tipo di conoscenza metafisica e filosofica, assumendo connotati mistici e soteriologici, cosicché i processi e i simboli alchemici possiedono sovente un significato interiore relativo allo sviluppo spirituale in connessione con quello prettamente materiale della trasformazione fisica.</em></p>
<p>Di fatto, parliamo di una scienza. Per quanto improbabile, <em>esatta</em>. Definizione che potremmo benissimo sovrapporre a quella di &#8220;amore&#8221;.  Una delle tantissime declinazioni etimologiche del termine alchimia, vorrebbe proprio il fondere, l&#8217;unire, il creare da due o più materie, l&#8217;immateriale. Il ragionamento, ci porta a credere che l&#8217;Amore sia, a tutti gli effetti, alchimia.</p>
<p>E viceversa.</p>
<p>Di recente, anche io ho sperimentato. Di fretta. Arronzando simboli e formule. Alambiccandomi tra materia e immateria. Provando quel brivido folle da scienziato alla ricerca della Pietra Filosofale, e del relativo segreto.</p>
<p>Giocare al <em>piccolo alchimista</em> presenta molteplici aspetti da studiare e approfondire.</p>
<p>Il primo è, certamente, la <em>curiosità nella scoperta del cammino iniziatico</em>. Quel percorso mentale apparentemente finalizzato al raggiungimento di una persona o di uno scopo ma, in verità, mirato all&#8217;esperienza da testare sul campo.</p>
<p>Il secondo è tangibile, materico, direttamente connesso al primo. Indubbiamente piacevole. Ludicamente <em>indirizzato all&#8217;unione di corpi e fluidi ed elementi</em>.</p>
<p>Il terzo è nebuloso. A tratti inutile e dispendioso per tempo e fatica. Parliamo del fine ultimo e, quindi, dell&#8217;<em>utopica creazione di una sostanza giusta e perfetta che realizzi le fantasie del genio umano</em>.</p>
<p>L&#8217;alchimia, come l&#8217;amore, è arte della trasformazione, quella radicale, che richiede <em>una morte ed una rinascita</em>, una sottrazione alla natura umana per recuperare quella divina che spetta all’uomo per diritto di nascita, per essere fatto a somiglianza di Dio.</p>
<p>L’alchimia, come l&#8217;amore, è un ritorno a casa da un penoso esilio, all’unità da una condizione di frammentazione. Occorre rimanere con il cuore aperto per permettere al crogiolo alchemico di svolgere il suo compito sottoponendo al fuoco della purificazione  di modificare la coscienza e con essa l’intero essere umano.</p>
<p>Innamorarsi. Gioirne. Soffrirne. Provarne forti coinvolgimenti e schiudersi anche nel pianto liberatorio di chi non raggiunge il proprio scopo, è il gioco/giogo perverso di noi romantici alchimisti. L&#8217;atto di Fede che ci spinge a non abbandonare mai la ricerca e il cammino.</p>
<blockquote><p>È pertanto l&#8217;alchimia una casta meretrice, che ha molti amanti, ma tutti delude e a nessuno concede il suo amplesso. Trasforma gli stolti in mentecatti, i ricchi in miserabili, i filosofi in allocchi, e gli ingannati in loquacissimi ingannatori&#8230;</p></blockquote>
<p>&#8230;così come ci tramandò Tritemio.</p>
<p>Un santo Graal, aggiungerei, che non sottrae ma illumina, nei giorni spesi a sperimentare, scoprire, vivere.</p>
<p>Chi ama vive. Chi vive amando, dunque, racchiude in sé il segreto dell&#8217;immortalità e dell&#8217;onniscenza divina. Cancellarne le tracce, bruciare le torri dei testi proibiti, non diffonderne  il Verbo, sarebbe sempre e comunque un delitto imperdonabile.</p>
<p>Meditate. Gente.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dedico quanto scritto ad una Musa ispiratrice. </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Che prima di incarnare il mio ideale di Amore è stato (e sarà imperituro), </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>l&#8217;Uomo di cui mi fido.</em></p>
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