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Archive for the 'varie ed eventuali' Category

RWS+Concorso di Emozioni

Fantastico…

…neanche 48h per mettere insieme due superpotenze mediatiche come RADIOWEBSTEREO e MANUALEDIMARI!

A momenti mi faccio paura da sola per aver “favorito” questo sodalizio “virtuale” (più che tangibile a dire il vero).

Eh si, perchè, senza dubbio alcuno, posso proclamare in maniera ufficiale che RWS e ManualediMari, hanno stipulato una splendida partnership all’insegna dell’amore e delle emozioni.

Come,giustamente, diceva Eros Ramazzotti, “cantare d’amore non basta mai”… allora inforcate monitor e tastiera e cominciate a scrivere d’amore, per il grandioso CONCORSO DI EMOZIONI!

A seguito del notevole successo conseguito nelle precedenti due edizioni, il Blog Manuale di Mari (http://www.manualedimari.it/blog), Poesie e Storie d’Amore, dà il via alla terza edizione del Concorso di Emozioni.

Dal 2005, centinaia di bloggers, autori e lettori hanno partecipato scrivendo poesie e racconti, hanno collaborato come Blog Promotori, inondando il web di annunci e banner vivaci, hanno letto e commentato le opere pubblicate, trasformando, quello che era un fenomeno riservato al mondo dei blog, in un evento appetibile ai media tradizionali e agli editori.

Concorso di Emozioni è una gara atipica, non ci sono premi particolari da assegnare, se non quello della condivisione di emozioni d’amore manifestate attraverso la poesia e la prosa. L’iniziativa si svolge interamente on line: ogni giorno, dal 21 marzo e per la durata di un mese, si pubblicheranno due opere tra quelle inviate dai blogger partecipanti, presentandole alla lettura e ai commenti di lettori e visitatori.

Il 2007, tuttavia, è l’anno che, oltre a consacrare il concorso, lo arricchisce di rilevanti novità. Tra queste è opportuno segnalare le partnership con: Kimerik ,l’editore che s’impegna a pubblicare un libro antologia che sarà presentato a maggio durante la Fiera Internazionale del Libro di Torino e raccoglierà tutte le opere partecipanti; Radio Web Stereo  la radio web che seguirà il Concorso di Emozioni per tutta la sua durata, proponendo letture e commenti; ed infine, Dols.net  il Sito delle Donne on line che promuoverà il Concorso all’interno della sua comunità composta di autori e di lettori.

Altro elemento innovativo è da considerarsi la presenza di un

Comitato Organizzatore

composto di blogger ed autori molto noti nella Blogosfera che garantiranno il pieno svolgimento dell’iniziativa:

Nicoletta Perrone  scrittrice, Editing e rapporti con gli editori;

Tina Galante  giornalista e blogger, Ufficio Stampa;

Fulvia Leopardi  blogstar, Portavoce per la Blogosfera;

Ladyviolet Segreteria Comitato e moderazione blog;

Artemisia  esperta di grafica e template per blog, Web designer

Curatori per la selezione e la pubblicazione delle opere:

Manuale di Mari  blogger, sezione poesie e racconti

Mashima  poetessa, sezione poesie

Arsomnia  scrittrice, sezione poesie e racconti

Zenzerocandito  scrittrice, sezione racconti

Marilena Abbatepaolo  poetessa, sezione poesie

Chiara De Nardi poetessa, sezione poesie

Claudia Baldini  scrittrice, sezione racconti

Le informazioni sul Concorso e sulle modalità per partecipare si possono leggere cliccando sul banner del Concorso presente nel Blog Manuale di Mari, in quelli del Comitato e di moltissimi altri Blog Promotori oppure raggiungendo direttamente questo link: http://www.manualedimari.it/blog/?p=107

Le opere devono essere inviate entro il 10 marzo 2007 per poter essere inserite nel libro antologia curato dall’Editore Kimerik.

Io personalmente curerò la diffusione dei messaggi relativi al concorso su RWS , durante CDPLAYER, il programma condotto da me e Giancarlo De Vincentiis il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 18:00!!!

Dunque all’opera, mie operose formichine letterarie…scrivete,scrivete,scrivete  e, mi raccomando, sintonizzatevi puntuali su RWS!!!!Io e Giancarlo vi aspettiamo numerosissimi anche via mail e su msn messenger con l’indirizzo diretta@radiowebstereo.it .

Stay tuned!!!!!!

 

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Buon Natale 2006!

[video]http://www.youtube.com/v/NyJwFkAVTgY[/video]

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Inchiesta su GAYsù

Un pò come nell’antico assioma della celebre pellicola “Amici Miei” (cos’è il genio…), oggi mi trovo a riflettere sulla realtà pura dei fatti.

La differenza tra Luminari ed Illuminati, sta nel fatto che i primi conoscono solo passato e presente, mentre i secondi scorgono anche il futuro… e senza sfera di cristallo.

L’antefatto di questa vicenda, si consuma tra le mura domestiche di casa dei miei.

Quel luminare del mio uomo (senza voler utilizzare termini troppo offensivi), ha avuto la geniale idea di omaggiare mio padre di un libercolo (“l’ho sentito da Bonolis, mi pare fatto su misura per lui..”), senza comprendere che, quel tomo innocente, tanto innocente agli occhi di un cristiano integralista e bigotto, non sarebbe stato (“vedrai, che se gli piace, riusciamo a fargli leggere pure Dan Brown”).

Sto parlando di INCHIESTA SU GESU’ di Corrado Augias.

Tralasciando le ormai trite e ritrite congetture su una Maddalena transgender per mano di Leonardo, e di un Cristo libidinoso che se la spomiciava davanti agli apostoli lì a far candela, questa volta, l’eresia è davvero più sconcertante.

Tanto da aver scomodato Padre Cantalamessa (“qual’è il colmo per un prete??”) che, immediatamente, ha messo all’indice (come nel migliore stile “Il nome della Rosa”) l’opera di Augias, sulle prime pagine dell’Avvenire.

Che già, aggiungo, sentir dichiarare da Augias “sono ateo ma vi racconterò Gesù uomo”, prelude ad un regolare tribunale inquisitorio con tanto di flambè in Piazza S. Pietro…

Nel libro emerge l’uomo Cristo. Che prima di tutto era un ebreo, che osservava la Torah, il suo nome era infatti Yehoshua ben Yosef, cioé Gesù figlio di Giuseppe. Gli autori prendono in esame tutti i testi del Nuovo Testamento, analizzandoli senza le incrostazioni teologiche formatesi successivamente, e insieme analizzando anche i cosiddetti vangeli apocrifi. Cioè tutti quei testi che il cristianesimo ufficiale ha deciso, molti secoli dopo Cristo, di non riconoscere come ‘parola di Cristo’, ma che furono comunque scritti da autori che vissero all’epoca del profeta. Molti di essi lo conobbero addirittura. Con l’onestà di chi ammette di voler restare lontano dalle questioni di fede, Augias ha mandato in stampa per Mondadori un libro che è semplicemente storico.

Il titolo è inequivocabile, si parla infatti di inchiesta. Un’inchiesta che tratteggia un Cristo che poco ha a che fare con il cristianesimo. E infatti l’idea che il teologo gesuita De Rosa mette sotto accusa è proprio questa. Un’altra ipotesi contenuta nel libro, che scandalizza la prurigine gesuita, è che tra i discepoli del Cristo si fossero instaurati rapporti omosessuali.

Secondo De Rosa questa tesi è affrontata nel libro con ‘un’insistenza un po’ morbosa’. Anche sulla resurrezione del Cristo Augias e Pesce hanno fatto puntualizzazioni storiche che fanno inorridire i fedeli disposti a credere che Maria abbia avuto un figlio restando vergine: Cristo non sarebbe risorto, ma, arrestato e messo a morte dai Romani per motivi politici, scomparve lasciando un vuoto tra i suoi seguaci, i quali si consolarono immaginando fosse tornato in vita.
Augias si difende così “Privato del suo mantello teologico – spiega – Gesù diventa una figura più affascinante, perché più drammatica, più fragile, una figura da amare, che si capisce molto meglio senza fede”. “Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera fede”.

(www.gay.tv)

In tutta la polemica, come si dice finemente dalle mie parti “se zompa il cocomero và in culo all’ortolano” dove, l’ortolano del caso, manco a farlo apposta sono io.

Perchè, con tanto di lettera scarlatta sul petto, sono ufficialmente diventata, per mio padre,  “l’eretica miscredente che è riuscita a traviare anche quel bravo ragazzo di Fabrizio”.

Ma vedi tu…

Tremate, tremate, le streghe son tornate!

 

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La Puglia e l’Oriente

… perchè in questi loci non si consumano solo nefandezze e pinzillacchere.E’ giusto si sappia.

E’ con grande onore, che vi segnalo l’interessantissimo appuntamento con il Prof Michele Loconsole, Sabato 25 Novembre, alle h.18, c/Istituto “Cirillo”, via Cirillo 33-Bari, per approfondire le affascinanti tematiche delle relazioni storiche e culturali che intercorrono tra Puglia e Oriente.

 

La Puglia e l'Oriente

 

 

Il libro di Michele Loconsole, “La Puglia e l’Oriente. Storia di una relazione inclusiva”, prefatto da Franco Cardini e edito il mese scorso dalle Edizioni Levante di Bari, intende fare conoscere un po’ più approfonditamente la millenaria storia delle relazioni tra la Puglia e i popoli d’oriente. Presentare al lettore, appassionato di storia regionale o turista colto, nuovi percorsi, itinerari e sentieri che, senza essere negatori di altri, ritenuti classici o tradizionali, lo conducano a scoprire aspetti ancora poco noti della plurisecolare cultura pugliese. Accompagnandolo, così, quasi per mano sui luoghi e per i monumenti di Puglia, muti testimoni di questo speciale e atavico rapporto con l’oriente, per troppo tempo ridotti a “percorsi minori” o peggio ancora destinati all’oblio. Una “lettura”, quindi, desiderosa di interpellare, scrutare e riscoprire l’originaria natura dell’identità pugliese, formatasi lentamente lungo l’arco dei secoli, grazie alle innumerevoli stratificazioni storico-culturali che di volta in volta si sono succedute, adagiate e intrecciate, documentando un humus antropologico e tradizionale che nella storia delle civiltà mediterranee si presenta più unico che raro.
La Puglia, infatti, proprio perché terra di passaggio, di raccordo e di frontiera tra imperi, regni e diocesi, oltre alle genti d’oriente è stata mèta di non pochi popoli occidentali: come non ricordare i romani, i goti, i longobardi, i franchi, i normanni, gli svevi, i francesi, gli aragonesi, gli spagnoli, gli austriaci e borboni, solo per citare i più noti. E anche per quest’ultimi, non solo nel ruolo di meri conquistatori, ma anche di portatori di civiltà, di scambi commerciali, di nuovi usi, costumi, consuetudini, culture e tradizioni.
Non quindi un approfondimento erudito della storia di una specifica comunità orientale e la porzione di territorio pugliese che ne è stata a vario titolo interessata, ma il rinvenire tracce, indizi e segni di quanto la presenza di molteplici comunità ha poi contribuito a configurare la fisionomia identitaria dell’intera regione. Individuare, cioè, i semi che sono stati sparsi dalle culture e dalle civiltà d’oriente sulla feconda terra di Puglia, che hanno permesso di fare crescere dal Gargano al Salento, dal barese al tarantino, una vegetazione composita e variegata, ma una nell’essenza: la pugliesità.

Michele Loconsole, dottore in Sacra Teologia ecumenica, docente di religione cattolica e giornalista pubblicista,si occupa da tempo di dialogo interreligioso, di dialogo ecumenico e di liturgia orientale. È socio ENEC (Europe-Near East Centre) e dell’AISG (Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo).
Ha pubblicato tre libri sulle reliquie maggiori della Passione di Cristo (Sindone, Croce e Corona di spine) e un volume col prof. Nicola Bux sui sacramenti bizantini, edito nel 2006 dalle Edizioni Cantagalli di Siena.
Oggi, Michele è un grandissimo ed insostituibile amico, oltre che l’interfaccia più competente in ambito Teologico io abbia mai conosciuto.Prendere parte alle sue presentazioni non vuol dire partecipare al classico evento pseudo-mondan-intellettuale, ma immergersi a 360° in un ricerca di redici e lemmi di una cultura storica che non è esclusivamente tesoro e patrimonio di pochi eletti e che, grazie ad uno stile colloquiale e fruibilissimo, si trasmuta in Sapere accessibile a tutti, in maniera semplice e discorsiva.

Per chi ama la storia o vuole imparare ad amarla.

P.S.Giusto per, come anticipato, la prefazione è del Prof. Franco Cardini che, di regola, non abbina mica il suo nome ad autori baubau-miciomicio

Da non perdere.

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Che amica sei

Io e la Terre testimonial per AQUARIUS! 

Con un tot di ritardo (come sempre, del resto, ma per me è un must…), a ringraziare qui la mia amica (ma che dico, amica,sorella!) Terre ( detta anche Pam), che mi ha fatto una splendida sorpresa…

Da secoli stava lì a promettermi una dedica speciale, nelle sue interpretazioni canore e, finalmente, eccola qui… (clicka su “eccola qui”, se ancora non te fossi accorto/a è un link!)

Al di là dell’abominevole foto che mi ritrae in una delle mie espressioni più intelligenti (figuratevi le altre…), scattata al mare quest’estate, la canzone è davvero bella e lei, come sempre, è molto brava.

Prima dell’estetica musicale, però, quello che conta è con quanto cuore sia stata registrata questa canzone: perchè la Terre è davvero così.A differenza mia (che, come amica, lascio spesso e volentieri un pò a desiderare…), lei c’è sempre, mi perdona sempre, mi accetta sempre, mi incoraggia sempre, mi aiuta sempre.

E chi se ne frega se siamo diametralmente opposte, se non è in grado di spiccicare una parola su Rennes le Chateau (qualcuno dice la stessa cosa di me…), se non ama i film dell’orrore ma quelli sentimentali e strappalacrime, o  adora Celine Dion (nessuno è perfetto…).

E chi se ne frega se lei vive a Pavia con il Foresto (ognuno ha le sue sciagure…) facendo la programmatrice (e non la cantante), ed io sono qui a Bari con l’inossidabile Fab a mangiare pizza davanti alla TV facendo la speaker (e sbattendo la testa a SSES), invece di vivere insieme a Roma da singles libere e ribelli a caccia del successo, spodestando rispettivamente la Pausini e Simona Ventura (porelle, c’hanno solo il lavoro quelle, un momento di raccoglimento plz!).

Gli amori vanno, ma noi resteremo sempre.

Nel bene, nel male.

Sapremo sempre di poter contare l’una sull’altra.

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CICAP, omeopatia & me

Mi spiace non poterci essere…

Copio ed incollo dalla SPAM della mia mail:

CICAP-Emilia Romagna e Circolo Aziendale TEP presentano: ”Le do’
questo… che male non fa (?). L’omeopatia ed altre terapie
alternative alla medicina scientifica”.
***

Luigi Garlaschelli
Socio effettivo CICAP, scrittore e ricercatore presso l’Università di
Pavia.

Giancarlo Izzi
Medico primario di oncologia pediatrica presso l’Ospedale Maggiore di
Parma

L’omeopatia che sempre più successo ha oggi nelle farmacie è una
delle tante terapie “alternative”, come si usa dire, alla medicina
“ufficiale”, quasi fosse un bollo o un decreto ministeriale a rendere
efficace un medicamento. Visto che di solito queste discipline
rifuggono da ogni verifica, sarebbe probabilmente più corretto
cominciarle a chiamare terapie “non scientifiche”.
Il dott. Luigi Garlaschelli, Socio Effettivo CICAP (di cui è
Responsabile delle Sperimentazioni), scrittore e ricercatore presso
il dipartimento di chimica organica dell’Università di Pavia, parlerà
delle inconsistenti basi scientifiche dell’omeopatia e di altri
simili discipline.
Il prof. Giancarlo Izzi, medico primario di oncologia pediatrica
presso l’Ospedale Maggiore di Parma, parlerà della sua esperienza in
ambito ospedaliero sulle promesse e sui rischi delle terapie “non
scientifiche”.

L’incontro avrà luogo venerdì 10 novembre 2006-11-08 alle ore 21.00
presso la sala G. Righi in via Baganza n.9/A a Parma

…perchè la cosiddetta “medicina alternativa” funziona sulla leucemia mieloide di mio padre, più dell’Interferon 2alpha ricombinante, stabilizzando il livello delle piastrine, risparmiandogli le controindicazioni (incluso lo stress renale e l’inevitabile stato depressivo incluso nei rischi farmacologici dell’Interferone), i febbroni equini ogni due settimane, il braccio tumefatto dalle siringhe, la perdita di memoria….

Io per prima rimanevo scettica davanti a similari promesse da parte di un notissimo specialista (l’ennesimo… dopo 15 anni di tortura cinese e prospettive improbabili).

Oggi, il rimedio omeopatico, è l’unico ad aver garantito uno stato di salute UMANO a mio padre.Per cui non me la sento di scetticheggiare, nè di deridere, nè di farmi grossi problemi davanti a bieche statistiche da laboratorio.

Ghirlaschelli(peccato scadermi così, ho tanto amato i suoi studi sull’Esperanto…) continui pure a vendere la sue parole per buone, che i risultati  palesi e dimostrabili degli effetti omeopatici su di un leucemico mieloide, sono tutti i giorni sotto il tetto di casa mia.E non gradisco il canzonatorio salagadula magicabula di sottofondo ai dettagli sulla conferenza in oggetto .Infantile ed irriverente, lasciatemelo dire.

Questo tipo di conferenze non coadiuvano il braccio forte della scienza, bensì fomentano la contro-informazione per coloro che, senza chances alternative, credono altro non resti che lasciarsi andare alla disperazione.Un’altra medicina c’è… e può funzionare!

PS: siamo in inverno, ed i medici non sono certo immuni dalle brutte influenze che incombono insieme al  freddo di questa stagione.Caro Ghirlaschelli, mi provi l’OMEOGRIPHI della GUNA, al primo raffreddore cronico (magari con tosse spastica)… poi vediamo chi canta salagadula magicabula

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The Pipettes

Il passaparola nella Rete si è sparso a macchia d’olio, appena queste tre ragazze inglesi hanno fatto la loro prima apparizione attraverso il canale in chiaro FLUX, l’alternativa folle per i telemaniaci come me alla ricerca sempre di qualcosa di nuovo, un bel gioco e del cioccolato!

Da FLUX, il passo alla programmazione radiofonica è stato inevitabile.

The Pipettes, con quello stile così chiccosamente vintage, hanno conquistato grandi e piccini con il ritmo orecchiabile ( e fantasticamente anni 60) della loro PULL SHAPES, dal testo semplice e gradevole: l’effetto “macchina del tempo” è assicurato!

Abitini a pois, acconciature retrò, ed un sound trascinante, invitano a seguirle in questa grande festa casalinga che è la versiona televisiva, dove non esistono brutti o belli, nè gonzi e ganzi o bianchi e neri, ma solo tante persone con la voglia di fare festa, divertirsi con leggerezza, agitare le carni e rimorchiare (…o farsi rimorchiare) appellandosi a valori basic senza pretesa alcuna di moralità forzata.

Il dato di fatto, è che le Pipettes entrano nella testa e su per le gambe, seppure attraverso ad ingenue sonorità che profumano di sangria e coretti ammiccanti al sapore di zucchero filato(qualche folle le ha paragonate a delle Spice Girls d’antiquariato… ma non diciamo eresie!).

Il loro album WE ARE THE PIPETTES, si ama o si odia, ma è senz’altro l’ideale e taumaturgico rimedio alle serate grigie d’inverno, con 14 tracks da tre minuti circa (stile Sanremo dei tempi che furono, non c’eravamo più abituati…), tutte da ballare, magari in feste a tema o (perchè no) anche durante le faccende domestiche.

Strizzando l’occhio ai Ramones, con l’accompagnamento della boy-band THE CASSETTES (sempre in secondo piano rispetto all’esplosiva personalità delle tre cantanti), The Pipettes assicurano un pò di quel sano “nulla” intellettual-free del quale si necessita, ogni tanto, per evadere dalla monotonia di tutti giorni.

E se ancora non sono riuscita a convincervi, guardatevi il loro video, scaccerete da soli ogni dubbio.

What do you do when the music stops?

 [video]http://www.youtube.com/watch?v=lsvKJ65-TlM[/video]

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….e li chiamano Cosplayers

Un tempo,

c’erano gli amanti del fumetto e del cinema d’animazione che si incontravano alle fiere per spendersi i sudati risparmi, in numeri a tiratura limitata ed incomprensibili VHS dall’idioma nipponico.

C’era il tam-tam degli “amici di penna”, le corse dal giornalaio per non perdersi un numero dei primi Kappa-Magazine, c’era il telefono rovente prima di una festa “a tema” per pochi intimi.

fantaghiroC’era la madre sarta del mio (ex) fidanzato livornese, a confezionarmi divertita mise improbabili come quella da Fantaghirò.

C’erano le notti passate, in quattro gatti, a leccare francobolli per gli inviti delle conferenze ad Expocomics, ed una realtà come l’Ass.Cult, GULP!, che adesso è diventata una doppia sede di spaccio per drogati della carta stampata a balloons e props di varia natura (al secolo “Neverland” di Danny e Corrado, a Bari).

C’era un culto di nicchia,e sette a stampo filo-religioso per pochi eletti.

Oggi, la metamorfosi nel fenomeno: i Cosplayers hanno invaso la Terra.Roba che manco la Guerra dei Mondi.

Il fenomeno “cosplay”, contrazione dei due termini inglesi “costume “ e “player” e pertanto traducibile in modo approssimativo in italiano come “giocare al costume”, è un neologismo coniato in Giappone nel decennio scorso e identifica quella categoria di appassionati d’anime e manga che amano calarsi totalmente nelle vesti dei loro beniamini, e lo fanno realizzando in prima persona con cura quasi maniacale o con l’aiuto di sarti et similia gli abiti nonché i vari strumenti (armi, oggetti ecc) che caratterizzano appieno il loro personaggio.
Quello che ai più sfugge, è che non si tratta di una carnevalata fuori tempo, perché lo spirito che muove il cosplayer- e qui torna in gioco il termine “player” nel senso più squisitamente cinetico del lemma- è ben diverso, più affine forse a quello di un attore, e per convincersene basta girare per una qualsiasi fiera e sincerarsi di come per un’intera giornata si possa davvero diventare qualcun altro, assumerne le movenze, la gestualità, carpirne l’essenza, ripeterne imperterriti per ore le pose più o meno plastiche davanti a centinaia di obbiettivi fotografici: atteggiarsi in sostanza proprio come lui.
Luogo privilegiato del cosplayer, erano e sono ovviamente, le conventions d’animazione sparse per tutto il territorio del Sol Levante e specialmente nella capitale Tokyo (ad esempio il Comiket), e se in un primo momento il cosplay non era niente di più che una passione amatoriale condivisa da molti otaku, ben presto il fenomeno si è allargato a macchia d’olio diventando non solo una delle maggiori attrattive delle fiere in questione, ma consacrando anche alcune delle sue esponenti, sì perché il fenomeno cosplay è condiviso in gran parte da ragazze, a delle vere è proprie idol di fama nazionale che alcune ditte hanno scelto addirittura come testimonial per i loro prodotti.

(www.giorgiacosplay.com)

Ed essere un cosplayer, in alcuni casi, fà anche figo.

Mentre -ne discutevo con Fabio B. negli studi di Controradio, qualche pomeriggio fà- all’epoca eravamo quattro poveri scemuniti, guardati come folli per quel modo così freak di esternare la propria passione.

Me compresa, che facevo la guardia alle tavole esposte per la sezione dedicata ad Ortolani (ma era mai possibile che una tavola di Ratman, valesse più di un Moebius originale?!?!), vestita da Sailor Moon (primissima serie), per invidia delle bambine che camminavano con le mamme, mano per la mano, e sberleffo dei ragazzini più coraggiosi.

E, se durante la pausa caffè, ci fermavamo dalle promoters di una marca locale, per scroccare l’euforizzante delle 17:00, con immancabile, successiva sigaretta, non mancava la voce dell’innocenza che esclamava esterrefatto “papà guardaaaaa, Sailor Moon fuma!Le verrà il tumore!!!!!!” (maledette campagne informative!).

Oggi, i Cosplayers sono avanti anni luce: partecipano a veri e propri concorsi internazionali, sfilano nelle discoteche, hanno siti internet (frequentatissimi), rilasciano interviste, scrivono manuali, diventano icone di una generazione di carta e pixel, dove l’essere e l’apparire, si fondono in un solo, mostruoso, affascinante simbionte.

L’incarnazione di anime, manga, fumetti, è stile di vita, professione, dolce ossessione, che li porta a spulciare il World Wide Web, alla spasmodica ricerca dell’ultimo gadget introvabile, simulacro di quello o di quell’altro oggetto fantastico, frutto della fantasia che ci ha accompagnati con le maghette dello studio Pierrot o con i robottoni di Go-Nagai.asilo

Una nuova stirpe di Dive, pronte a conquistare le luci della ribalta, dopo notti insonni con ago e filo, post progettazione, e coinvolgendo amici e parenti, nella fedele riproduzione di costumi, accessori, trucco e parrucco.

E’ proprio vero che, con l’esplosione del fenomeno, un pò della magia và perduta.Come quando compri una t-shirt che piace solamente a te e rimani deluso quando, sei mesi dopo, la stessa maglietta schifata da tutti è quasi diventata una tendenza collettiva.

Scompare l’emozione del sentirsi unici, speciali, piacevolmente diversi

E basta digitare su Google la parola cosplay per essere proiettati nel cosmo di mille e mille repliche.Un discount del sogno, alla portata di tutti, un pò comunista ma a tratti immorale.

Già, immorale, per quelle come me che hanno fatto la storia dell’en travesti nei panni di Arwen, Fantaghirò, Dylan Dog,Emeraldas di Capitan Harlock, Sailor Moon, La stella della Senna, Lady Oscar…

Ma questo, i Cosplayers, non lo sanno.

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Il mio tesssorooooooo

Capita.

Che apri la buca della posta e ci trovi un tot di copie fotostatiche e la giornata assume lo svoltone assoluto.

Capita.

Si tratta del capitolo su Emma Calve* tratto dal libro di Thibeaux Il tesoro dell’abate Sauniere”(Sonzogno).

Mentre leggi, un ghigno beffardo ti si stampa sul volto.

Capita.

Poi, dopo una devastante 12h tra lavoro e casa e studio e influenza, ti ritrovi con lo stesso sorriso scemo sulla faccia a parlarne con uno dei tuoi migliori amici.

Capita.

Anche tra noi integerrimi ricercatori, amanti del mistero di Rennes le Chateau, può scappare, talvolta, una conversazione fuori dagli schemi.

Decisamente fuori dagli schemi.

Puffetta ricercatrice
Oggi mi sono eccitata come una scolaretta leggendo quelle pagine
Ricercatore anarchico
ci credo..ti ci vedo..
Puffetta ricercatrice
che vuoi farci, sono ancora una schifosa romantica che vede le storie concitate e proibite come la cosa più bella del mondo…
Nel racconto, c’è Sauniere che si prova abiti civili per andare alla Carmen, per farsi presentare ad Emma…
Ricercatore anarchico
il porco
Puffetta ricercatrice
…e quando poi si conoscono, scatta una scintilla che già presagisce fuoco d’inferno e tormento.L’ultima pagina si conclude con una scena di sesso spaventosamente coinvolgente, e con lei che gli sussurra “dimmi che non mi lascerai mai… dimmi che ci sarai per sempre”, o giù di lì…
Ricercatore anarchico
ma sto qui che si era fumato?
Puffetta ricercatrice
Lui non vuole fidarsi, ma in cuor suo desidera che siano vere le parole di quella cortigiana discinta dallo sguardo limpido come le acque di Rennes les Bains.
Ricercatore anarchico
lo fai così romantico Saunière?
Puffetta ricercatrice
si ,sarà perchè anche lui, come Emma, non può fidarsi di nessuno.
Ricercatore anarchico
io, sinceramente, non lo percepisco così…ma di tutta la storia, paradossalmente, è quello che inquadro meno.Anche io lo vedo solitario …ma anche molto testa di cazzo ed indipendente, arrogante e presuntuoso…
Un po’ a fare il manzo pucciabiscotto ce lo vedo…
Ma romanticoromantico non so..
Forse ad Emma piaceva così..e, magari, a letto la faceva mugolare come una scimmia urlatrice..**
Puffetta ricercatrice
(cito)Di volta in volta Giovanni Battista ed Erode, insegue in sogno la bella Principessa Ebrea nelle alcove enormi del palazzo di Gerusalemme.La bracca nel buio, in fondo alla sua prigione dove le loro ombre finiscono per abbracciarsi…
[...]
Lui ha emesso un grido.Lei gli ha risiposto all’unisono.Lui palpita ancora dentro di lei.Restano ambedue in silenzio per un tempo che a Berenger sembra infinito.
[...]
Ricercatore anarchico
Anais nin gli fa una pippa..
Puffetta ricercatrice
(cito)”perdonami Emma”
“Perdonami.Tutto questo è così nuovo per me, così strano, così lontano da tutto quello che conosco.Da quando ho lasciato il mio villaggio, vivo come un sogno, di stupore in stupore, e non voglio che il sogno finisca.Sei diversa da tutte le altre donne che conosco, laggiù nel Razes, viviamo in un’altra epoca.Bisogna capirmi insegnandomi le regole…”
“Ma le regole non sono mai cambiate”dice lei sorridendo.
“sono sempre state le donne a scegliersi gli amanti, e non fanno che adattare i desideri alle loro epoche.Caso vuole che io non sia ad Algeri, chiusa dentro il reticolato di un mucharabieh, ma a Parigi; a Parigi , dove le donne sono libere e regine”
Ricercatore anarchico
Che donna.Forse valeva per lei che era famosa…
Puffetta ricercatrice
Sai, io però, non credo sia andata esattamente così.
Nella mia personalissima visione, le zozzate hanno luogo nei boschi di Rennes les Bains, dalle parti del Drunemeton, in un’atmosfera che fà tanto pic-nic ad Hanging Rock
Ricercatore anarchico
Decisamente surreale e demodè…
Puffetta ricercatrice
La prima spomiciata, potrebbe partire sotto gli occhi vigili dell’Asmodeo, in un travolgente impeto di passione fuori dal confessionale, dove entrambi si mettono metaforicamente a nudo, desiderandosi nelle più profonde incertezze e solitudini.
E’ un lungo percorso emotivo fatto di paure ed oscure presenze che li spinge a superare ogni tabu…liberando i freni inibitori.
Una complice amicizia che puzza di desiderio non espresso travestito da ipocrisia perbenista, seguita da ludibriosa e perversa passione …
…culminante nell’Amore più torbido ed indescrivibile.
Ricercatore anarchico
Beh, in fondo lui era un abbè e lei una distinta cantante lirica di Parigi.
Ma lei ha la faccia da una che è capace di perdere i freni…e farli perdere…
Puffetta ricercatrice
Ha sempre uno sguardo fiero ed orgoglioso, come per dire: “sarò io a domarti, e non viceversa”
Ricercatore anarchico
Ahahah, lo sbatteva sull’altare e lei stava sopra, magari…
Puffetta ricercatrice
Thibaux sbaglia solo una cosa.L’atto in sè per sè.
Sauniere sembra fin troppo sicuro di troppe cose…
Si muove preciso come un orologio svizzero.
Se (e dico SE), da bravo pretazzo integralista, era vergine,la cosa dovrebbe andare meno liscia.Più palpitante.Apparirebbe dunque come un ragazzino che scopre il sesso per la prima volta, spaventato ed insicuro.
Ricercatore anarchico
… in fondo è un po’ contadinazzo animale dentro il nostro abbè..
Tutto istinto e testosterone.
Puffetta ricercatrice
Cosa vuoi dire?Che con le figurine del cioccolato, già si sparava delle segazze cosmiche?
Ricercatore anarchico
non parrebbe un’idea tanto peregrina…

*Ormai lo sanno tutti.Sono pazza per Emma.A lei sto dedicando un sito monotematico www.emmacalve.it , e per lei consumo i giorni e le notti alla ricerca spasmodica di documenti probanti la sua relazione con L’Abbè Sauniere.

**”scimmia urlatrice”, di Emma, può dirlo solo LUI.Perché a LUI perdono tutto.Anche questa eresia…

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Musa Ispiratrice.

Lui è un grande

Fabio Gava

www.fabiogava.com

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