Archive for the 'varie ed eventuali' Category
Oggi sarò un CUORE DI AVATAR
via Principe Amedeo 49 a Bari
ore 17:30
Marileda Maggi
Nasce a Bari il 15 Maggio 1977.
Blogger, speaker radiotelevisivo, autrice, esperta di comunicazione e new media.
Ha partecipato al docu-reality di Marcopolo/Sky sulla ricerca del Santo Graal, “La Regola”.Già relatrice per il workshop “Donne&Web” all’interno di Expolevante 2007 e corrispondente da Second Life per il portale letterario Manualedimari.it, diretto da Nicla Morletti, è anche giurata per l’assegnazione dei premi “Blog letterario dell’anno2008” e “Autore dell’anno2008”.
Collabora attualmente con RadioAzzurraNetwork, dove conduce W IL MATTINO!, programma di costume e società. Appassionata (da sempre) di misteri, sogna la produzione del suo format ideale e spera di far uscire dal cassetto l’inedito Romanzo sulla cantante lirica del ‘900 Emma Calve.
Mauve Boucher
Nasce su Orientation Island il 10 Aprile 2007, un po’ per caso, un pò per gioco.
Bella e cotonata come Stephanie Powers , la mogliettina di Robert Wagner in Hart to Hart, prende battesimo da un meraviglioso libro di Judith Krantz , “la Figlia di Mistral”.
Mauve come quel violetto pallido e romantico, come il software per l’allineamento genetico, come la pianta dalle proprietà emollienti..Si ribella alle imposizioni neo-grunge e progressiste di sua madre, diventando rapidamente una fashion-victim neo-femminista del Metaverso.Decide di partecipare al progetto sperimentale dell’Isola dei Famosi su Second Life e, gli autori di Magnolia, la arruolano tra i naufraghi.Costantemente affascinata dalle potenzialità mediatiche di SecondLife, non solo è la prima DJ ad interagire in streaming con il popolo della notte, ma produce con Ryder McLeod (alias di Gianluca Neri) lo splendido calendario di SecondNation-Macchianera “Le ragazze di Second Life”.Testimonial per Vichy Italia su SL, in occasione del lancio di Aqualia Thermal, è talmente affascinata dalla prospettiva di sé, da aprirsi un blog per raccontare, in prima persona, la sua Real Second Life.
AVATAR impariamo a conoscere questa parola magica.
COS’E’ SECOND LIFE?Alla scoperta del Metaverso
I MEZZI prepariamo la valigia, pardon… l’inventory!
CONOSCI TE STESSO dove finisce l’uomo e inizia l’avatar?
STASERA DOVE MI TIPPO?Cosa poter fare su Second Life e come farlo.
LA FUCINA DI VULCANO arti e mestieri su Second Life.
A WOMAN IN LOVE innamorarsi nel Metaverso.
SEX&THECITY la sessualità in Second Life
RL ed SL una linea di confine.
PATOLOGICO O TERAPEUTICO?Due scuole di pensiero a confronto.
UN MUNDO DI SCRITTORI: la carta stampata partorita dagli Avatar
CONSIDERAZIONI FINALI
DIBATTITO
Amiata Radio
La radiofonia, è cosa risaputa, dà dipendenza.
Da una settimana circa, mi trovate anche qui con il mio programma taglia&cuci “Red Carpet”.

Dal Lunedì al Sabato, due ore due in mia compagnia, dalle 14:00 alle 16:00, se le cattiverie sui V.I.P. non vi infastidiscono e sognate bucce di banane sui tappeti rossi per vederli esibire in astronomiche culate.
Che meraviglia… tipo, adesso, Amiata passa Rino Gaetano.Ed io sono doppiamente felice.
4 commentsLe Freak, C’est Chic: quando Meme voleva dire Catena
Un tempo si chiamavano semplicemente CATENE DI SANT’ANTONIO.Le catene di sant’Antonio traggono la propria origine come fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi,da cui il nome italiano (C.f.R. Wikipedia).
La cosiddetta “catena”, ha assunto svariate e molteplici forme tra cui quella, da non sottovalutare, di simpatico portasfiga (“cose atroci ti accadranno se non inoltrerai questo messaggio a tot persone”), per grande giubilo degli scaramantici convinti come mio padre che, pronto all’azione, correva a fotocopiare il “pizzino” della jella (trovato, magari, sotto la porta o sul parabrezza), nel numero comandato di copie, pronte per essere imbucate nelle cassette dei vicini (inclusi quelli del palazzo di fronte).
Il web 2.0 (ma anche 2.1, roviniamoci!), rende tutto più glamour, più chic, decisamente cheap anche nella ricezione mentale delle suddette “catene”
La nuova valenza è trendy, dinamica, salvifica… specialmente quando (come nel mio caso) il blog langue parcheggiato da più di trenta giorni e la creatività per l’aggiornamento è in vacanza ai Caraibi (beata lei!).
MEME, li chiamano.
Un meme può essere parte di un’idea, una lingua, una melodia, una forma, un’abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un’unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell’informazione prende il nome di memetica.(ringrazio sempre Wikipedia, da sola non ci sarei mai arrivata)
Le carevecchiecatene, lasciano il posto a questi scintillanti modelli evoluzionistici del trasferimento informazioni.Lusinghe verbali tipicamente da blogger;
maledettamente in.Schifosamente cool.
Hai voluto il blog?Adesso pedala…
Ringrazio simpaticamente (limortà) l’amico Davide per avermi tirato nella spira del MEME, laddove nessuna blogstar si sarebbe mai sognata di trascinarmi… ovvero, il girone de
*°^1^°*Voglio un figlio biologico che sia esattamente come Sw4n.Per questo ho intenzione di costringere il mio uomo a leggersi tutto il suo blog prima di procedere con l’atto fisico per concepirlo.
*°^2^°*Ho gelosamente riposto nel cassetto un completino “made in Amsterdam” in latex e simil-leopardo-peloso(trusciiiiidooo).Mai sfoggiato (ahimè) e di un kitch mostruoso ma, a mio parere,decisamente sexy.
*°^3^°*Il celebre “pollo di gomma” è l’ambito premio vinto ad una sorta di quiz indetto scherzosamente dal webmaster di un forum.Da quel giorno è diventato il mio portafortuna e lo porto sempre con me (il pollo, non il webmaster… purtroppo!).
*°^4^°*Sfoggio sempre con disinvoltura il look “proletario-vicino-alla-gente” ma, dentro, sono una fashion victim denoantri.Vorrei poter abbinare un tubino D&G (se ne facessero della mia taglia) con una collana di Tarina Tarantino e la celebre Birkin di Hermes.Ahivoglia io a fare la comunista al ca**o… è che non c’ho una lira!!!
*°^5^°*E’ una vita che continuo a dichiarare “ODIO I TORINESI”.Al massimo “ODIO IL TORINESE”, ma sarebbe falsa anche questa affermazione.Non posso odiare quella sottile e discreta perfezione,l’aria saccente e compita, quell’aplombe tipico dei moderati con brio.
Belli e impossibili.E la volpe che non arriva all’uva, si sa…
*°^6^°*Quando ero giovane, magra e con il mio primo fidanzato (NO!Non era l’età della pietra, stronzi!), andavamo al chiosco di p.zza Umberto (fronte Ateneo) e facevamo a gara per mangiare il maggior numero di hotdog nel minor tempo.Oggi, il mio fegato ed il girovita ringraziano.
*°^7^°*ho ancora conservata la lettera che mi mandò una persona quando avevo 14 anni.Quella lettera (avidamente custodita come una preziosa reliquia) viene riesumata ogni volta qualcosa o qualcuno contribuisce a farmi finire l’orgoglio sotto i tacchi.“Un uomo per non notarti deve avere una discoteca al posto del cervello”, dice.
Trovo sia la cosa più bella mai scritta dopo il finale di “Via col Vento”.
Come da prassi, passo il turno a Sw4n ,Bridget Jones, Orny , Pam e quel fenomeno paranormale di Larry … non vogliatemene e, ricordate sempre, ad ogni tormentone corrisponde mantra liberatorio uguale e contrario… Le Freak, C’est Chic!
3 commentsGiorno 2.Anno 2008.
Auguri a tutti.
Molti di voi avranno ricevuto il mio spettacolare e tristissimo (a detta di E.C.) spammoso messaggio capodannizio.
L’intenzione, spesso, è in chi legge, e non in chi scrive… anche se, onestamente, di tristezza in questi sciòrtmessagiess ne ho vista e percepita meno del previsto.
A cavallo tra il 31/07 ed il 01/08, ho compreso quanto fondamentale sia riceverne di pensieri, seppure in copiacarbone.
Il sottotesto di ogni singola fesseria, ciclostilata in tot caratteri, è la comprova oggettiva della nostra presenza sul telefonino cellulare di tizio-o-caio, e nei loro cuori.
Mica cazzi.
Non prendiamoci in giro.Per quanto la capienza delle SIM sia aumentata a dismisura (conosco un tipo che s’è piazzato su mezzo elenco cartaceo più la completa lista di contatti in outlook… circa 1200 schede all’attivo), un bel giorno ci svegliamo e, secondo gli impenetrabili meccanismi della mente, prendiamo a far pulizie di Pasqua tra i contatti pure se ad Aprile mancano 10 mesi.
Ti tocchi il collo in preda a sudori freddi, nello strano deja-vu di una rapida e (quasi) indolore decapitazione IMmediatica.
Cinque secondi prima c’eri.Adesso non ci sei più.
Poi per strada via tutti ad inventarci balle spaziali sul come e quando abbiamo perso il numero, sul come e quando ci si è resettata la memoria del telefonino, sul come e quando “dai ridammi il numero che uno di questi ci sentiamo per un caffè”.
Semplicemente DECIDIAMO VOLONTARIAMENTE di bannare una persona dalla nostra vita, con il tasto delete della rubrica.
Molto videogame, roba che manco wargames.
-Anna, Alina, Angelo… emmòchièstoangelo.Chemmefrega/delete.
-Barbone, Birba, Bubu… sivvabbè sei secoli che non ci si caga.Fanculo/delete.
… e così per tutto l’alfabeto.
Nel crescendo continuo e costante del più totale delirio di onnipotenza… il “lato Oscuro della Forza”, istigato da un telefono cellulare.
E’ quindi ringraziando tutti questi virtuosi del telefonino ed olimpionici dal pollice veloce che (senza offesa per gli altri), citerò il the winner is per categoria
SMS “Happy New Year 2008″
PREMIO PROLETARIO IN BOLLETTA
Questo sms è mandato da internet perchè non ho soldi sul cell, ma non volevo farti mancare i miei migliori auguri.Buon 2008!
PREMIO CHI NON SALTA (fu PREMIO ULTRAS)
Tanti auguri e, nella lista dei buoni propositi, al primo posto… lo Scudetto!!!
PREMIO CRISI MISTICA
L’anno nuovo ti ricolmi di gioia e serenità colorandosi ogni giorno del tuo sorriso.Che il Signore ti esaudisca.Buon 2008!
PREMIO PROFANO DIALETTALE
Ho pregato l’Angelo per proteggerti, per aiutarti, per starti vicino e vegliare su di te… ma oggi è tornato per dirmi “addo’cazz’ me sei mannat’!”
PREMIO POLITICALLY SCORRECT
Sei una comunista di merda.Buon 2008
PREMIO DIO VEDE E PROVVEDE
Preghiera di fine anno.Signore ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà: ho imparato l’arte di sopravvivere.Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l’arroganza: ho capito il valore dell’umiltà.Ti ringrazio per avermi concesso la sofferenza: ho diviso il pane delle solidarietà.Ora, però, vorrei rivlgerti una preghiera: non sarebbe possibile una botta di culo?
Inutile dirlo, l’invito è a proseguire nei commenti, con la pubblicazione di questi piccoli grandi capolavori della letteratura in sms che hanno deliziato le Vs festività.Per non dimenticarli, per non dimenticarci… con il migliore augurio di un 2008 carico di messaggini per tutti!
2 commentsVoyager, ai confini dell’incoscienza!

Il Giacobbo di Notredame ha colpito ancora , grazie al cielo, per l’ultima puntata della stagione.
Vi parla una che, tutto sommato, dal letamaio della sua profonda ignoranza, Giacobbo lo ammirava, e non certo per la nuance di colore del suo fondotinta.
Un tempo, credevo dosse l’unico a rendere accessibile e comprensibile l’informazione su alcuni argomenti di non facile fruizione pr il vulgo, con una bella impostazione all’americana.
I Miti cadono, Babbo Natale non esiste, la Befana fa la cubista quattro mesi all’anno nel locale di Briatore, il mago di Oz non ha poteri straordinari e Roberto Giacobbo ( che pure all’epoca fu un discreto autore televisivo e radiofonico, meritevole di tutta la mia stima e fiducia ), è scaduto nel kitch (barbara usanza berlusconiana), nel volgare, nel sensazionalistico/surreale, nella disinformazione da giornaletto scandalistico (senza offesa per i vari Stop, Visto, Cronaca vera etcc.).
Stento a credere fosse tra gli autori di quel programmone del ’97 chiamato Misteri, condotto egregiamente da una desaparecida Lorenza Foschini.
Eppure c’è chi vede i suoi programmi.
Così come chi ha il coraggio di seguire Enigma (Tomeo non me ne voglia, ma anche Augias s’è inGiacobbito…), Top Secret, Urban Legends e tutte quelle mostruosità mediatiche con misteri, voci di corridoio e imprecisioni storiche buttate nel tritacarne catodico.
Il vero problema, non sono Giacobbo, o Augias o Brachino.
Il vero problema è in un pubblico sempre meno esigente e costantemente più ignorante che se ne fotte di aprire un libro autonomamente per constatare se quanto propinato corrisponda a verità.
Mi domando se non sia questa richiesta del fatuo e approssimativo a spingere un’offerta come Voyager (ai confini dell’incoscienza!) e a portarci verso oscuri e drammatici confini del cretinismo globale e, con un sospiro di sconforto, dove andremo a finire di questo passo.
Rose: Kitty, tu sai chi è Graham Greene, vero?!
Prof. Farmer: Certo, chi è che non ha visto la serie Bonanza?!
( Donnie Darko di R. Kelly, 2001 )
Cronache dal Metaverso_Chi non ha peccato

Che i reality siano una gran cosa mi pare appurato.
Scoprono i nervi in situazioni estreme, lasciando trapelare il peggio di ognuno di noi (o il meglio, per carità), dando uno spaccato in 4:3 dell’uomo e della donna medi.
C’è qualcosa di losco e affascinante sulle dinamiche psicologiche che scattano sulle varie isole, fattorie e talpe del piccolo schermo.
Losco perchè non sai mai come ti può prendere la crudezza di certe esasperazioni dell’animo umano, affascinante perchè dà la possibilità unica di capire i meccanismi della psiche secondo meccanismi universali.
Forse sono limitata io, ed è una possibilità concreta ma, sia nella Real Life che nella Second Life, ho la perversa masochistica tendenza a fidarmi all’inverosimile.Mi fido delle parole ( nelle quali credo sopra ad ogni cosa, con un loro peso specifico di volta in volta), mi fido dei cosiddetti amici e mi fido dell’antico adagio newtoniano per il quale d ogni azione di un corpo A su un altro corpo B corrisponde una reazione uguale e contraria del corpo B sul corpo A.
Dunque, se si fa del bene, per riflesso, quel bene dovrebbe ritornare in uguale o simil misura nel tempo.
Stringendo il limone, odio lo schifo e la feccia composto dai melmosi individui che, riconoscendosi fra loro, accettano qualsiasi ipocrisia riconoscendo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno solo con chi e con cosa fa comodo al momento giusto nel momento giusto.
Se c’è un principio sul quale ho fermamente investito, è la possibilità che anche dietro il peggiore dei rospi potesse nascondersi un principe azzurro.Su tale utopia ho speso giorni e giorni della mia vita, senza mai domandarmi quanto fosse bene o quanto male.
Ieri sera, durante la diretta dallo studio dell’Isola dei Famosi su Second Life ho visto cose…
Ho visto uomini scimmia rinnegare la Salvatrice tre volte prima che il gallo abbia cantato.
Ho visto naufraghi affamati, idolatrare un Carnefice.
Ho visto una donna saggia, pronta a ribaltare il proprio giudizio spinta dall’ormone impazzito.
Ho visto anche un rospo peloso falso e indisponente, bearsi di una sua parmanenza sull’Isola dovuta alla propaganda di una vestale devota ed ingenua.
Ho visto… ed ho sentito.Anche troppo.
Ed è in queste occasioni che mi rendo conto di quale ingegnosa e democratica mannaia sia il televoto.
Quel che dò tolgo, come e quando voglio.Ed il mio pronostico per la prossima settimana è che Mahem uscirà con la coda fra le gambe.
Perchè chi giudica senza cognizione di causa o con la leggerezza tipica dell’ignoranza, merita la lapidazione di piazza.
Se chi non ha peccato ha il diritto di scagliare la prima pietra, immacolata come una verginella stringo orgogliosamente in mano il sasso della vendetta.
4 commentsIl Nobel per Alda
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini
Alda Merini, poetessa milanese, nasce nel capoluogo lombardo il 21 marzo 1931.
Minore di tre fratelli, le condizioni della famiglia sono modeste. Alda frequenta le scuole professionali all’Istituto “Laura Solera Mantegazza”; chiede di essere ammessa presso il liceo Manzoni, ma – sembra incredibile – non supera la prova di italiano. In questi anni dedica molto tempo anche allo studio del pianoforte.
Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo vero scopritore, esordisce come autrice alla tenera età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo a pubblicare un suo lavoro, nel 1950: nella “Antologia della poesia italiana 1909-1949″ compaiono le sue poesie “Il gobbo” e “Luce”.
Nel 1947 incontra quelle che definirà come “prime ombre della sua mente”: viene internata per un mese all’ospedale psichiatrico di Villa Turno.
Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in “Poetesse del Novecento”.
In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo.
Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953. Esce poi il primo volume di versi intitolato “La presenza di Orfeo”. Due anni dopo publica “Nozze Romane” e “Paura di Dio”. Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta “Tu sei Pietro” (pubblicata nel 1961).
La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al “Paolo Pini” fino al 1972, periodo durante il quale non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altri tre figli.
Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio. I testi sono raccolti in “La Terra Santa”, pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984.
Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la Merini dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti sui suoi lavori.
I due si sposano nel 1983: Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti “poesie-ritratti” de “La gazza ladra” (1985) oltre ad alcuni testi per il marito. A Taranto porta a termine anche “L’altra verità. Diario di una diversa”, suo primo libro in prosa.
Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro.
Dal punto di vista letterario questi sono anni molto produttivi: naturale conseguenza è anche la conquista di una nuova serenità.
Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice.
Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia, come altri grandi letterati contemporanei prima di lei, tra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini.
Nel 1996 le viene assegnato il “Premio Viareggio” per il volume “La vita facile”; l’anno seguente riceve il “Premio Procida-Elsa Morante”.
Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo volume dal titolo “Folle, folle, folle d’amore per te”, con un pensiero di Roberto Vecchioni il quale nel 1999 aveva scritto “Canzone per Alda Merini”.
Nel 2003 la “Einaudi Stile Libero” pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo “Più bella della poesia è stata la mia vita”.
Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice chiede aiuto economico con un appello che le farà ricevere da tutta Italia, e-mail a suo sostegno. La scrittrice ritornerà successivamente nella sua casa di Porta Ticinese.
Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini.
Il suo ultimo lavoro è datato 2006: Alda Merini si avvicina al genere noir con “La nera novella” (Rizzoli).
Oggi, per amore di Alda, e della sua poesia, si muove l’intero Stivale, in una cordata di stima e riconoscenza,.
Il Nobel ad Alda Merini?Perchè no.
Dalla Sicilia, Siracusa per la precisione, un gruppo di poeti e scrittori, capeggiato da Giuseppe La Delfa, ha promosso una raccolta di firme per accompagnare una petizione popolare che per oggetto la candidatura della poetessa Alda Merini al premio Nobel per la Letteratura e indirizzata al presidente del Consiglio, al ministero dell’Università, a quello dei Beni culturali e a diverse Accademie nazionali (a partire dalla Crusca) ed estere.
www.mariledamaggi.it sostiene questa raccolta di firme e, ne sono certa, vorrai farlo anche tu, scaricando il —->modulo di raccolta firme< ---- e sensibilizzando amici, parenti e/o perfetti estranei alla causa, inviando poi il tutto a
Giuseppe La Delfa, via Scala Greca, 411 - 96100 Siracusa
2 commentsQuando credi di aver visto tutto nella vita…

… e se vi salta in mente di fare gli spiritosoni, sappiatelo, ci sono arrivata digitando AUTHENTIC SANRIO su EBAY, alla ricerca di una certa borsetta di Hello Kitty…no, sai com’è, giusto per…
4 commentsBuon S. Valentino
Era picchiato e massacrato, ma anche costretto a a ballare dinanzi al suo aguzzino, il convivente della madre, dicendo di sé “Sono un bastardo albanese”, il bambino di quattro anni, sottratto alla madre e al suo compagno una settimana fa. La coppia è stata arrestata ieri sera a conclusione di indagini e accertamenti. Il bambino era nato da una relazione che la donna, trentenne, aveva avuto con un albanese prima del legame col compagno attuale, un giovane di 28 anni.
Poi ditemi come ci si può spanzare di cioccolatini ed annegare nelle rose rosse dopo certe notizie.
Nel frattempo, tale dott.ssa Amelia Fornarelli, presenzia su cartaceo e TV della mia regione con provocazioni sulla sua preparazione accademica, la mancanza di lavoro, e l’invidia strisciante per i “senzacervello” del Big Brother che guadagnano mille euro in dieci minuti di apparizione nelle discoteche.Il tutto sfoggiando un completino verde modello Hillary Clinton (molto politically correct),due occhioni stile Bianca Guaccero, ed un sorriso da bella e impossibile della porta accanto.
A quanto pare, stage e master non le sono valsi a nulla, così come il 110 e lode in Scienze Politiche.
“Non farò mai la velina” afferma questa starlette dell’intellettualismo senza limitismo…
“…e chi ti vuole… ” risponde lo show-biz indignato.
Bleargh.
Buon S. Valentino a tutti.
4 commentsPerché (s)parlare per forza?
Bene,
oggi su RWS c’è stata la bellissima intervista con Carlo Sabadin: Avvocato, Ufologo, Grandissimo e Caro Amico.
Premettendo che sono sempre e comunque felice, quando le cose vanno bene durante un’intervista, in questo caso lo sono particolarmente, felice.Felice e soddisfatta, direi.
Bene, gli amici avvocati fanno sempre comodo.
Bene, gli ufologi (specialmente se dotati di una discreta dialettica e di un sense of humor mai fuori posto), hanno la capacità di allietarci con piacevoli ed interessanti conversazioni (crederci o meno, poi, agli avvistamente, le abduction, i crop circles, è relativo).
Bene, gli amici grandissimi e cari sono quelli che, ti basta vederli una volta e sentirli per svariate occasioni, per definirli tali.
Come Carlo.
E me ne frego altamente di chi non accetta il suo caratterino da primadonna e/o la flemma inamovibile di chi pensa di avere (quasi) sempre ragione.Me ne sbatto anche di quelli che (…), da pulpiti irragiungibili, agitano le braccia, gridando anateme contro chi, come me, ha dei parametri un pò fuori norma, per decidere chi sia amico e chi nemico.
Carlo è una persona incredibile, competente, affettuosissima e sincera.Almeno con la sottoscritta.
Il mio pubblico l’ha accolto calorosamente, le domande son piovute come neanche immaginavo, i “blocchi” (da due previsti), sono dovuti diventare tre, per tanta è stata l’affluenza di curiosi ed appassionati.
Però la gente deve dire, sempre e comunque, basandosi su analisi frettolose o dettate dall’orgoglio.
E’ quello che spesso viene fatto anche sul mio conto.Oggi mi scivola come uno snowboard ben cerato, ma continua ad essere un comportamento inspiegabile: cianciare, cianciare, cianciare .
Why?
Poi penso ai casi della vita… e a chi (involontariamente) si è reso collante di questa bella amicizia.
Il paradosso è che, oggi, neanche più ci parliamo mentre Carlo, “l’estraneo”, è uno dei miei più cari e fidati amici.
Gli amori passano, gli amici restano.
GLI AMICI, per l’appunto.
Le apparenze ingannano ma, allora, perchè reiterare (s)parlando per forza di tutto e di tutti?
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