Archive for the 'la nostalgia del passato' Category
Con i tuoi occhi
I tuoi occhi guardino diritto e le tue pupille mirino diritto davanti a te.
(Salomone)
Non avresti gradito un link diretto, nè un IM per ringraziarti di quelle pagine illuminanti.Questo era l’unico sistema.
Distrattamente leggo.Per noia, per curiosità, per puro caso.
Finchè non vedo i tuoi occhi, sullo mio stesso Mondo, ad osservarlo con spirito vivo ed il medesimo cuore di una volta.
Stesso sole, stessa aria, stessi profumi, stesso puntino sulla carta geografica.
Comprendo solo ora quanto non sia importante cercare la Verità dietro due iniziali.
Io ero sola con il mio galoppante egocentrismo, continuando a rimirare tanta pochezza, mentre tu fotografavi la Vita, raccontandone , giorno dopo giorno, ombre e colori.
3 commentsIl ritorno di Bridget
“…Non penso affatto che tu sia un’idiota. Oddio, è vero che c’è qualcosa di ridicolo in te, nei tuoi modi. Tua madre è piuttosto imbarazzante e devo ammettere che sei veramente pessima quando ti capita di parlare in pubblico. E tutto quello che ti passa per la testa lo fai uscire dalla bocca senza tenere tanto conto delle conseguenze. Certo mi rendo conto che quando ti ho conosciuta, al buffet di tacchino al curry di Capodanno, sono stato imperdonabilmente scortese. E avevo addosso quel maglione con la renna sopra, che mi aveva regalato mia madre il giorno prima; ma il punto è…quello che cerco di dirti …in modo molto confuso, è che in effetti…, probabilmente, malgrado le apparenze, tu mi piaci. Da morire.”? E Bridget ribatte: “A parte il fatto che fumo, che bevo, che ho una madre volgare, che soffro di diarrea verbale…?” E lui, interrompendola: “No, tu mi piaci da morire, Bridget, così come sei!”?
“Non ho niente da comunicare”, mi diceva.
“Forse non sono più capace”, mi diceva.
“Magari non ho mai voluto essere una blogstar”, mi diceva.
Recensita dalla Santacroce, nel 2005 scatenò una vera propria isteria collettiva che, oggi, chiamerei “tutti pazzi per Bridget“.
No, non quella Bridget ma… questa Bridget.
Italianissima, giornalista, schifosamente innamorata un giorno sì ed uno pure (magari di due uomini diversi), dichiaratamente Irish-addicted.
Un blog “percaso&persbaglio” che sbaragliava, con il suo color confetto, i colossi delle Blogstars dall’homepage patinata.
Poi il tragico, inevitabile epilogo.
La chiusura, la crisi esistenziale, la ri-apertura, il nuovo amore, la ri-chiusura, la ri-apertura,il locking degli accessi.
Come accade all’intestino pigro se mal stimolato, vien voglia di starsene per i ca**i propri, con i propri amici, con le proprie storie.
Gelosi di sé stessi, complici della propria vita, stretti e caldi nell’abbraccio di emozioni per pochi intimi.
Oggi Bridget è tornata.
Con un lavoro più o meno normale, con l’uomo fisso e convivente (di cui è pure innamorata… troppo culo!), con i sogni del cassetto di sempre ed una millantata maturità acquisita con il mutuo di casa.
Con la sua (e la nostra) Edge of Reason.
Perchè c’è un po’ di Bridget in ognuna di noi.
La domanda è… riuscirà la nostra eroina, come da PRO-getto della sua PRO-ducer e PRO-moter, a diventare una vera blogstar-PRO?
Lo scoprirete solamente seguendo

The Black Lodge
Nell’oscurità di un futuro passato
Il mago desidera vedere
Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l’ altro
Fuoco cammina con me

Non penso esista serie più immaginifica, metafisica, delirante di Twin Peaks.
Ha fortemente influenzato la mia vita e vivide, nel ricordo, resteranno le serate a casa di Lucia S., in compagnia di pizza e cocacola per condividere la grandiosità di quel prodotto televisivo.
Inclusa la maratona TwinPeaks che, per una notte intera, ci incollò davanti allo schermo ipnotizzate dalla “danza del nano”.
“Chi ha ucciso Laura Palmer”, in fondo, non si è mai capito.
Era infatti intenzione primaria di David Lynch, non svelarne l’identità fino all’ultima puntata.
Le leggi di mercato gli avrebbero dato ragione nei riscontri audience se i veri assassini (quelli della ABC N.d.M) non avessero fatto pressioni perchè si anticipassero i tempi.
Per le ragazzine angosciate da figure oscure , sarà stato l’intangibile, viscido e terrificante Bob.
Per i razionalisti di scuola freudiana, l’incestuoso e disturbato Leland, scrigno dei segreti orrori da moderna famiglia del Mulino Bianco.
Per i cattolici estremisti, saranno stati il vizio, la droga, il sesso sconsiderato, la bisessualità.
In ultimo, i sociologi, scorgeranno il carnefice, nella vita perbenista di provincia, che spinge le giovani rampolle figliedipapà ad oltrepassare i confini del lecito per sconfiggere noia ed vuoti esistenziali.
Nel tripudio lussureggiante di simbologie, citazioni esoteriche e mistici viaggi di sola andata nel darkside dell’animo umano, chi si è sempre e solo domandato “Chi ha ucciso Laura Palmer”, è il classico stolto che osserva il dito puntare la luna.
Oltre 17 anni sono passati dalla prima messa-in-onda di Twin Peaks, e l’inesorabile scandire del tempo non ha intaccato fascino e smalto dell’ oscuro serial che, ancora, mantiene in rete, uno spropositato numero di siti che ospitano interpretazioni e fanfiction legate ai personaggi dei Picchi Gemelli.
Una vera Chiesa, fedele nei decenni, che si riunisce nei luoghi consacrati alla Storia, per svolgere veri e propri rituali di reminiscenza collettiva.
Oggi, chi volesse ripercorrere le atmosfere di quei giorni, può ringraziare il lavoro creativo (e religiosamente conforme allo spirito lynchano) di Emmanuel Papillon, giovane webdesigner francese.
Attraverso le pagine del sito tematico lynch.batbad.com, virtualmente ricostruisce i Mondi proposti nella cinematografia di David Lynch, disponendovi sapientemente suoni e immagini in un vero e proprio roleplay tutto da vedere, sentire, scoprire.
Tributo stilisticamente impeccabile, molto simile ai labirinti mentali di icone immortali come i protagonisti di Eraserhead, The Elephant Man, Dune, Velluto blu, Mulholland Drive (solo per citarne alcuni).
Buona navigazione e, attenti a dove mettete il mouse… I gufi non sono quello che sembrano.
2 commentsVoyager, ai confini dell’incoscienza!

Il Giacobbo di Notredame ha colpito ancora , grazie al cielo, per l’ultima puntata della stagione.
Vi parla una che, tutto sommato, dal letamaio della sua profonda ignoranza, Giacobbo lo ammirava, e non certo per la nuance di colore del suo fondotinta.
Un tempo, credevo dosse l’unico a rendere accessibile e comprensibile l’informazione su alcuni argomenti di non facile fruizione pr il vulgo, con una bella impostazione all’americana.
I Miti cadono, Babbo Natale non esiste, la Befana fa la cubista quattro mesi all’anno nel locale di Briatore, il mago di Oz non ha poteri straordinari e Roberto Giacobbo ( che pure all’epoca fu un discreto autore televisivo e radiofonico, meritevole di tutta la mia stima e fiducia ), è scaduto nel kitch (barbara usanza berlusconiana), nel volgare, nel sensazionalistico/surreale, nella disinformazione da giornaletto scandalistico (senza offesa per i vari Stop, Visto, Cronaca vera etcc.).
Stento a credere fosse tra gli autori di quel programmone del ’97 chiamato Misteri, condotto egregiamente da una desaparecida Lorenza Foschini.
Eppure c’è chi vede i suoi programmi.
Così come chi ha il coraggio di seguire Enigma (Tomeo non me ne voglia, ma anche Augias s’è inGiacobbito…), Top Secret, Urban Legends e tutte quelle mostruosità mediatiche con misteri, voci di corridoio e imprecisioni storiche buttate nel tritacarne catodico.
Il vero problema, non sono Giacobbo, o Augias o Brachino.
Il vero problema è in un pubblico sempre meno esigente e costantemente più ignorante che se ne fotte di aprire un libro autonomamente per constatare se quanto propinato corrisponda a verità.
Mi domando se non sia questa richiesta del fatuo e approssimativo a spingere un’offerta come Voyager (ai confini dell’incoscienza!) e a portarci verso oscuri e drammatici confini del cretinismo globale e, con un sospiro di sconforto, dove andremo a finire di questo passo.
Rose: Kitty, tu sai chi è Graham Greene, vero?!
Prof. Farmer: Certo, chi è che non ha visto la serie Bonanza?!
( Donnie Darko di R. Kelly, 2001 )
E mi ricorderò di te…
…semplicemente come sei.
Perchè mi fa strano pensare a quella sera, che per la prima volta ti incontrai al LadyHawke, per il concerto dei CONDOTTO7.
Mi fa strano, adesso che non ci sei più.
Tutto nella mia mente, in slow-motion.
Ci siamo conosciuti “accidentalmente” per la mia istintiva aggressività.Poi, con un sorriso e quel magnetismo che sulle donne prendeva sempre, mi hai conquistata.
Perchè è facile lasciarsi andare con gli artisti dal carisma assassino e dal cuore colmo di emozioni.
In prima pagina sui giornali dovevi starci per la tua musica, non per quello che, in maniera assurda, i media continuano a chiamare “l’incidente”.
Incidente un cazzo.
Incidente un cazzo.
Incidente un cazzo.
Mimmo non c’è più, ma il suo grande sogno resta con noi.

Il cd di Mimmo Bucci, con i suoi brani inediti, scritti e interpretati con lo stile che lo contraddistingueva, verrà comunque prodotto.
Stiamo raccogliendo fondi presso Macedonia Madness, in via Davanzati, a Bari. Sarà sufficiente rilasciare i propri dati , insieme ad un contributo libero, per aver diritto ad una copia del cd prodotto in memoria di Mimmo.
Tutti gli utili, compresi i diritti S.I.A.E., saranno devoluti in beneficenza.
Per chi non avesse la possibilità di recarsi presso Macedonia Madness a Bari, potrà comunque richiedere una copia del cd, avendo la possibilità di effettuare il contributo libero, tramite il servizio :
Servizio carta Poste Pay:
numero di carta: 4023600422845240
intestata a: Francesco Buono
causale: “Grazie Mimmo”.
Dopo aver devoluto il contributo, inviare una mail a:
graziemimmo@showart.it
indicando i propri dati compreso luogo, data e ora del versamento, senza dimenticare l’indirizzo per la spedizione del cd.
www.lacombriccoladivasco.it
www.mimmobucci.com
www.showart.it/mimmobucci.asp
Io Canto… il Sé
Giusto per, anche se riscuoterà sicuramente meno clamore dei miei fatterelli personali, ho riscontrato un plagio nostrano,dopo aver rivisto (con infinito piacere) Dead Poets Society (per i non poliglotti, sto parlando de “l’attimo fuggente”).
Piccolo-spazio-pubblicità: in primis,un plauso però, a Peter Weir, classe 1944, che oltre trent’anni fa diede alla luce l’onirico e psichedelico “Picnic ad Hanging Rock”, film che ha letteralmente segnato la mia esistenza (Gemma, Alessia, Giulia e Silvia, sanno bene di cosa parlo, ma Voi, figli degli anni ’80, crogiolatevi pure in una sana ignoranza, può farvi solo bene… sollazzatevi con Master & Commander, leggermente più soft ed abbordabile…).
Dai cari poeti estinti e settaroli de l’Attimo Fuggente, il rimando all’arte in versi di Walt Whitman è obbligatorio.Chi di noi, almeno una volta, non ha sperimentato l’ebbrezza di salire sul banco di scuola declamando la celeberrima “Oh Capitano, mio Capitano!”( il viaggio è terminato,la nave è in salvo, l’ambito premio è conquistato, il porto è vicino, odo campane! ).Molti si sono fermati lì , taluni invece, come me, ebbero la fortuna di poter ficcanasare nelle biblioteche dei genitori e/o dei nonni, alla ricerca di quelle preziose pagine profumate ancora di inchiostro e poesia…
Sul frontespizio, un titolo semplice, magari ricalcato in vernice dorata: Foglie d’Erba.
Superate le prime piagine ingiallite e segnate dal tempo, trovai dei versi, che solo oggi, a distanza di tanti anni, comprendo fino in fondo…
Canto il sé, la semplice singola persona,
Ma aggiungo anche la parola Democratico, la parola
In-Massa.La fisiologia da capo a piedi, canto.
Né la fisionomia né il cervello sono degni da soli della
Musa, la Forma completa è di gran lunga più degna.Canto imparzialmente la Femmina insieme col Maschio.
La vita immensa nella sua passione, impulso, e forza,
Gioiosamente, per un più libero agire sotto le leggi divine.L’Uomo Moderno, io canto.
… riflettendo su questo cipiglio illuminista, sull’innovativa, democratica e disinibita tecnica poetico-letteraria di Whitman, per puro caso, mi è capitato di sentir riecheggiare alla mente (o nell’autoradio di una macchina che passava sotto casa, non saprei distinguere al momento), l’espressione artistica di un collega moderno di Whitman che, nel 1979, lasciò altrettante indelebili immagini bohèmienne nel cuore di tutti noi…
Io canto
Le mani in tasca canto
La voce in festa canto
La banda in testa canto
Corro nel vento e canto
La vita intera canto
La primavera canto
La mia preghiera canto
Per chi mi ascolterà
Voglio cantare sempre cantare
… e sempre, per puro caso, mi è parso d’un tratto di averla già sentita, chissà, magari proprio in quelle Foglie d’Erba…
6 commentsIl passeggero ******* **** ******* è desiderato in Direzione
Questa la capiremo in due, solo io e te, almeno spero.
Ed è inutile che quello spilungone che somiglia al mago Casanova si senta tirato in ballo, e neppure il Principe Azzurro che lasciava i messaggi minatori, tantomeno quel tipo occasionale con il quale, a parte il contesto, sono stata davvero bene.Non parlerò di Voi, non questa volta.
Quando così tanti chilometri ci dividono, quando le vite prendono strade assurde, quando hai pure i miei occhiali da vista dimenticati in una notte che neanche sarebbe mai dovuta esistere, è difficile parlarti con il cuore in mano, o anche solo scriverti una mail ( a quale indirizzo poi?Sarebbe come chiedere ad uno zingaro, “dove ti spedisco gli auguri di Natale?” ) per chiederti come stai.A tenermi informata un weblog (l’RSS fa miracoli) ed una sommaria idea di cosa fai, di chi frequenti, di cosa mangi a colazione.
Insolito, per due che come noi, di questa vita, hanno diviso gioie e dolori, ricordi ed incertezze, paure e sogni.
Forse sei quello che più ha capito di me , forse sei quello con il quale mi sono aperta più teneramente senza mai il terrore di essere giudicata.Con te ho abbassato la guardia,mi sono lasciata andare, in te mi sono rifugiata quando il freddo tormentava la mia anima.
Amici, fratelli, amanti.Non so quale termine sia più appropriato per descriverci.. in fondo non ce ne sono termini per due come noi che irrequieti, mai hanno saputo attendere pazienti la felicità.
Una volta, davanti al solito drink (immancabile, terzo incomodo, durante le nostre conversazioni) che ti piaceva di me quel che ero, senza “quell’inutile sorrisino da straccia***** stampato sul viso”.Oggi posso dirtelo, neanche a me quel sorrisino è mai piaciuto troppo infatti, seguendo il tuo consiglio, l’ho rinchiuso in isolamento lasciando il suo posto ad una falsa aria da vincente che niente e nessuno potrebbe mai abbattere.
C’è un discorsetto,che ancora in me non trova una ragione.
Oggi più che in passato.
Quel che mi fa rabbia è il corso e ricorso storico.Scoprire , da adulta, che le cose non sono cambiate, che la tua testa è sempre la stessa e che viaggiare ed accumulare esperienza e sofferenza non ti ha ancora insegnato niente.
Non saprei in che altro modo dirtelo, perchè sono una che difficilmente, adesso, esprime liberamente i propri sentimenti.Con te, poi, questo tasto è sempre stato una sorta di guerra.Troppo amici per amarci, troppo poco amici per essere fratelli.
Me ne accorsi la prima volta quella sera,quella dell’ultimo bidone, che qualcosa era scattato.Quando provai ad “infilarti” nella mia vita reale… quella delle pizze davanti alla tv con F., quella dei grandi progetti, quella dei “come potrei chiamare mio figlio”, quella di “M. non è mai esistito”, quella di… “neanche tu sei mai esistito”.Non era possibile, lo sapevamo in due.Lo sapevo io, lo sapevi tu.
Lo sapevamo da quando mi confidasti di amare I. (maledettissima ossessione della tua vita) e da quando, sempre con I., tutto finì all’improvviso.Con un gioco di prestigio ci siamo vicendevolmente usati riempendo incolmabili vuoti, sperando che qualche grado in più nel bicchiere l’avrebbe reso miracolosamente mezzo pieno…
Da lì un’infinita lista di ragazzine, bambine, giochi più o meno idioti, sorrisi da fare invidia al mio, maschere grottesche e raccapriccianti in mostra come ad una sfilata di moda.E mi facevano rabbia.Una rabbia che non immagini neanche.Perchè tu non eri così, perchè mi rendevo conto di non essere mai riuscita a darti quello che cercavi, di aver fallito come amica e come amante.
Non è quella che tu e qualche altro ciarliere informatico chiamereste “crisi di gelosia della gattamorta”, è solo il grido disperato di chi non ce la fa più a vederti gettare la vita nel cesso per sacchi di immondizia che hai ancora il coraggio di chiamare amore.Cerchi lavoro in posti assurdi, cambi casa come un nomade, annaspi in un mare di frivolezze tra gli sguardi delle lolitine vestendoti di assurdi nickname (lo so che parli del tuo nickname in terza persona, ti pare normale farsi fagocitare dalla tua metà oscura?!?).
Fa più male a me che a te.
E se non lo sapevi, ora lo sai.
Fa male a chi ti ha amato davvero, leggere su un blog del ca**o che non ti sei mai sentito amato.
18 commentsCinque minuti di relax…
…e sono anche troppi, per una vita che, come un piacevolissimo T.I.R. mi sta investendo di sorprese e grandi soddisfazioni.
Quasi dimenticavo (senza rimorsi) quanto potesse essere bello ritrovarsi, anche solo per cinque minuti, a scrivere qualcosa di personale, sul proprio blog.
Con il cursore sul monitor che lampeggia, e le parole che non sono mai giuste per descrivere quel che accade.
Al cinema ho visto Apocalypto e The Prestige, sul quale avrei qualcosa da dire… ma, effettivamente, forse è qualcosa di troppo personale perchè possa trovare posto su queste pagine.
Ho imparato canzoni filippine grazie ad un caro e giovane amico e aiutato mio fratello con la sua associazione universitaria.
Mi è giunta la mail inattesa di due belle persone, che mi hanno resa felice come non avrei neanche immaginato.
Il ritorno alla radio è stato inevitabile, come suolsi dire “il primo amore non si dimentica mai”.Nel mentre, mi ritrovo studentessa, infaticabile speaker pubblicitario, doppiatrice per caso, fidanzatissima (in odore di fiori d’arancio?), scrittrice indaffarata, e donna incasinata come sempre…
Ed in questo preciso istante, ho una canzone nella testa… ma è giusto rimanga dov’è.
Cosa si dice quando passano gli ultimi cinque minuti di relax?
Forse… ABRACADABRA.
Stay Tuned!
1 commentLa Storia siamo Noi
Sono alla mia prima esperienza con il doppiaggio, grazie all’amico Marco Greco, a STUDIOPUNTOCOM e CAPOLINEAFILM.
Il cortometraggio, dal titolo importante, “La Storia siamo Noi” (prendendo le fila dalla celebre canzone di De Gregori), nei suoi nove minuti e ventidue, affronta macro-storia e micro-storia, sottolineando l’importanza di ogni singolo gesto, di ogni piccola cosa, nello svolgersi del tempo.
Ci sono “storie”, che pur non scritte sui libri scolastici, riflettono grandezza ed intensità.
La via Traiana e la splendida location degli scavi archelogici di Egnazia, sono complici dell’amore di due ragazzi, apparentemente divisi per provenienza e dialetto, ma uniti dall’infallbile dardo di un libro, cupido consumato sia dall’epoca di Paolo e Francesca (galeotto fu il libro, e chi lo scrisse).
Strano gioco del fato, aver posto sulla mia strada questa Opera (presentata in occasione di Progetto Rome).Presto la voce, opportunamente diretta nel doppiaggio da Marco, ad una archeologa romana, interpretata da Vittoria Lucà.
Strano, si, proprio in un periodo che mi porta ad allontanarmi da alcuni non-luoghi del web, proprio per infantili diatribe sul senso della storia.
La Storia siamo Noi.
I miei complimenti per soggetto, regia e sceneggiatura a Carmelo Angelico, per l’attualità degli argomenti, e l’espressione di immortali sentimenti attraverso i suoi occhi.
[video]http://www.youtube.com/watch?v=U-c12dSgw58[/video]
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
La Storia siamo Noi
Francesco De Gregori
Album: Schacchi e Tarocchi
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Bad Girl
Bad Girl è una canzone di Madonna. È il terzo singolo estratto dall’album Erotica (in precedenza erano usciti i singoli Erotica e Deeper and Deeper).
Il pezzo è una delle ballate preferite dai fan della cantante e alla sua uscita ebbe buone recensioni critiche. Nonostante gli apprezzamenti critici, a livello commerciale, ebbe scarso successo: negli USA il singolo raggiunse solo la 36° posizione nella classifica dei singoli più venduti divenendo così il primo singolo di Madonna a non raggiungere la top 20 negli States dal 1984.
(Wikipedia)

Bad Girl, l’avevo quasi dimenticata.
Mi è cascata per caso tra le mani e ne ho riassaporato l’amaro valore.
Nel video, uno splendido Christopher Walken (non nuovo a cameo di questo genere, ma quanto è sexy sto vecchiaccio?Lo adoro!), le fà da angelo custode.Pre e post-mortem.
Bad girl drunk by six
Kissing someone else’s lips
Smoked too many cigarettes today
I’m not happy when I act this way
Risveglia qualche ricordo.Non di più.
Perchè, per quanto io provi ad allontanarlo, quel Dark Side of the Moon, qualche volta, prende ancora il sopravvento.
C’è un pò di Bad Girl in ognuna di noi, in fondo.
Something’s happened and I can’t go back
I fall apart every time you hand your heart out to me
What happens now, I know I don’t deserve you
I wonder how I’m ever gonna hurt you
Can’t bring myself to let you go
Inutile negare l’evidenza.
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