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Villa Certosa: il Tempio della Figa

Mi sono imbattuta (casualmente), nell’articolo scritto da Cristina Cucciniello “Il Tempio di Villa Certosa“.
Scritto bene, impostato bene, scorrevole, grammaticalmente corretto. E sensazionalistico. Molto, sensazionalistico.
Il mio punto di vista, opinabilissimo, è che però il senzionalismo, talvolta, valichi il confine del buon senso, pur di rifilare agli ignoranti (nel senso latino dell’ignorare, ovvero del “non sapere”), farloccate a buon prezzo mascherate da scooppone in salsa esoterica.
Questo tipo di dinamica è contraria ad ogni etica giornalistica, e trovo rappresenti un vero insulto all’intelligenza del lettore medio.
Seppure la Cucciniello, possa vantare nel suo percorso un buon curriculum di stampo simbolico-esoterico , ed abbia richiesto la consulenza di persona più che qualificata (il Prof. Marcello Fagiolo, studioso di Archittettura Massonico-esoterica), l’incastro dei tasselli risulta debole, campato in aria, privo di quello spirito oggettivo nell’osservazione della realtà, necessario se non indispensabile per un simile reportage.
Nello scritto si afferma:
Quando nel 1981 si scoprì che era iscritto alla loggia P2, Silvio Berlusconi minimizzò: “L’ho fatto solo perché me l’aveva chiesto un amico, Roberto Gervaso”. Insomma, l’adesione alla massoneria – e in particolare a una loggia coperta – sarebbe stata poco più di una casualità e un evento insignificante.Sono passati quasi trent’anni e dell’attrazione del Cavaliere verso compassi e cappucci non si parla più.
Manca un fondamentale dettaglio.
Quando parliamo di P2, parliamo di una Loggia, già fuori da ogni regolamento e ritualità rispondente ai canoni classici.
Per il Grande Oriente d’Italia la “Loggia di Propaganda 2” aveva sospeso ufficialmente la propria attività all’interno del GOI stesso a partire dal 1976 e, pertanto, risultava congelata. Priva di qualsiasi potere esecutivo.
Ciò significa che la P2 di Gelli dal 1976 non agiva più all’interno del consesso massonico, ma autonomamente.
Una Loggia di nome e non di fatto, quindi.
il premier continua a coltivare una serie di vaghi credo iniziatici collegati con l’affiliazione massonica e con le ritualità pagane?
Il barbatrucco è sporco ed infame.
E’ normale uso e costume, utilizzare il termine “ritualità pagana“, per richiamare nell’immaginario le Sette, i sacrifici umani, e gli utilizzi deviati della sessualità per culti di dubbia moralità.
Di per certo posso affermare che, in nessuna Loggia che si rispetti, vengono praticati tali “rituali pagani”. In Loggia ci si barda di tutto punto, e non ci sono contatti fisici che superino la stretta di mano, l’abbraccio, i baci sulle guance.
Ma, anche questo, non viene specificato nell’articolo.
Ravanare nel torbido viene facile con i recenti (e mica tanto) trascorsi del Premier nel suo trastullarsi con giovani donzelle.
Se poi, accoppiarsi senza ritegno, vogliamo definirlo “ritualità Massonica“, accomodatevi pure, è pronto il carro per il paese dei Citrulli. C’è posto per tutti.
[...]gli esperti, vedono in Villa La Certosa un grande percorso massonico e iniziatico – pieno di simboli astrologici, esoterici e anche religiosi, ma non cattolici – convinzione che si rafforza se alle immagini scattate dai fotografi si aggiungono quelle riprese dal satellite di Google Earth.
Del resto, la villa e il parco, “con i disegni geometrici di cerchi nel verde, sembrano concepiti proprio per una visione dal cielo, dal punto di vista che nell’antichità poteva appartenere solo al Grande Architetto dell’Universo”, come spiega a ‘L’espresso’ il professor Marcello Fagiolo, professore di Storia dell’Architettura all’Università La Sapienza di Roma, esperto italiano di simbologia dei giardini e autore del volume ‘Architettura e massoneria: l’esoterismo della costruzione’ (Gangemi editore).
Boom! Signori.
I disegni geometrici di cerchi nel verde, al massimo, riportano ad un solo simbolo ricorrente: la figa.
Si, ho detto proprio “figa”. Non scandalizzatevi.
Se vogliamo espressamente concretizzare l’ossessione simbolica del Premier, alla ricerca di un significato esoterico: la danza dei cerchi (i cerchi concentrici), è l’espressione tipica dell’unione carnale, nella tradizione Celtica.
Tra l’altro, i labirinti, a partire dal Medioevo, sono sempre stati luogo di ludus e di corteggiamento. Ove ritrovarsi in maniera pulita per (ehm…) giocare sporco, liberandosi dei freni inibitori tra corse a perdifiato e infantili risate isteriche, con il terrore (e la voglia) di perdersi in vicoli oscuri.
Devo aggiungere altro?
Forse.
L’orto botanico, ad esempio, visto dall’alto presenta una pianta quadrata ispirata a quella che, nell’iconografia, viene attribuita al Tempio di Salomone a Gerusalemme, costruito nel X secolo avanti Cristo e distrutto dai Babilonesi 500 anni dopo.
Il Tempio di Salomone era a pianta rettangolare. L’orto botanico è una semplice scacchiera quadrangolare. Se la geometria non è un’opinione, penso qualcosa non quadri. Pardon. Non rettangoli.

Si possono trarre, a questo punto, le adeguate conclusioni.
Ci manca solo l’affermazione che la servitù porti un grembiule, e che il maggiordomo indossi i guanti bianchi. E la fiera dell’ovvio e dello scontato prenderebbe spunto per altri dieci articoli come questo.
Non è una difesa ad oltranza di Silvio, non è una filippica contro il giornalismo spazzatura. A me piace mettere i puntini sulle i e far cadere le assurde leggende metropolitane, travestite da Miti moderni. Se lo fa Paolo Attivissimo, posso farlo anche io. Specialmente se sento odor di bufala a cento chilometri di distanza.
Scusatemi, adesso devo andare.
Ho un rito Massonico da adempiere in cucina. Ovviamente, indossando guanti per i piatti e grembiule per non sporcarmi gli abiti.
Magari, chissà, riesco anche a finire sulle pagine de l’Espresso, per mano della sagace Cristina Cucciniello.
Nota: attualmente, non appartengo a nessuna Obbedienza ed i pareri espressi attingono esclusivamente da convinzioni personali, fondate su anni di ricerca, studio e passione.
Ari-Nota: c’è stato un bello scambio privato (e neanche tanto) con Cristina Cucciniello che, oltre ad essere persona graziosa ed educata, è anche una professionista più che qualificata. Mi pare giusto sottolineare subito che la maggior parte dei pensieri fossero del professore consulente e che Cristina non intendesse esprimere pareri personali. Rimango sempre e comunque dell’idea che, prima di insinuare malizia, sia giusto ponderare colori e sapori delle frasi scelte, nell’introdurre l’ospite di un’intervista. Il sensazionalismo c’è, comunque, e si legge tutto.
Verità nascoste o bugie evidenti?
Dopo uno spropositato numero di comparsate frivolo-bloggerecce, ho deciso di darmi arie da persona seria.
Per quanto sia noto a pochi, scrivo anche su Hera Magazine, cose più o meno interessanti.
E tra sabato e lunedì ho risposto al richiamo di un convegno organizzato da Acacia Edizioni:
Rennes le Chateau.Verità nascoste o bugie evidenti?

Non mi lascerò trascinare dal gossip che molta gente ha sviluppato intorno all’evento.
Credo anche non siano degni di nota o di risposta, coloro che mi hanno scritto “se non c’è Giacobbo non è un convegno su Rennes le Chateau”.
L’organizzazione è stata inappuntabile, la compagnia più che buona, i commenti sagaci.Non vedo di cosa ci si possa lamentare.
E non sono di parte. Perché se si parla di Maria Maddalena parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di geometrie e allineamenti new age parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di graal, parliamo ANCHE di Rennes le Chateau.
L’occasione è stata ghiotta per rivedere la mia collega di viaggio de “la Regola”, Lucia Mammaoca Zemiti , disquisire con lei sugli argomenti del convegno, ed incontrare ( due al prezzo di uno), alcuni amici del forum di renneslechateau.it .
L’effetto finale è stato “Pop!Goes my heart“. Per quanto i lusinghieri complimenti ricevuti portino bene a proiettarmi nel futuro, per molti continuo ad essere la battagliera Xena del docu-reality su Sky. Una sorta di meteora anni ’80 cui chiedere l’autografo ( ma sei Mal dei Primitives???Ci canti Furia cavallo del West??? ).
Qualcosa è cambiato.Più di qualcosa.E spero di poterlo dimostrare con il tempo. Sono tantissimi i ringraziamenti che vorrei fare, ma quello più forte e più importante è per il mio Direttore , che continua a credere in me e a farmi capire quanto, spesso, sia meglio non curarsi di terzi, e passare ad un livello superiore di consapevolezza.
Sbirciate Hera, se doveste averne voglia. Presto, prestissimo, potrei avere delle novità da comunicare.
E, ricordate, non è un caso che l’acacia si rinnovi sempre nel corso delle stagioni senza appassire mai.
5 commentsDonnaDisordinata&Discontinua
Mentre osservo il caos che mi circonda, nel rifugio in fondo al corridoio (prima porta a destra), intravedo pagine e pagine di vita sparse per terra.Racconti infantili battuti sulla lettera32, diari adolescenziali pieni di lacrime e amori disperati, CD-ROM ricolmi di fogli elettronici iniziati e mai finiti.Storie, persone, luoghi.Memorie di una me parzialmente abbandonata all’oblio, come un alfabeto senza alpha e senza omega.
Questa stanza è incompiuta.Il galeone di Dylan Dog,insomma, che poi era un vascello.Anche se, non credo la differenza si noti poi tanto.
Il giorno in cui avrò finito di riordinarla succederà qualcosa di apocalittico, me lo sento.
E’ come se il tempo non bastasse mai quando, in realtà, sono Io a non bastare al tempo.Con un respiro affannoso si fa largo tra il marasma di vestiti, e coperte, e fotografie accatastate. Guadagna strada tra le cicche nel posacenere, nuotando nei fumi della noia e dei punti interrogativi.Il tempo.
Per coerenza, non mi resta che inforcare il notebook, schiantarmi sul bianco muro di Word in un crash-test emozionale, e lasciarmi andare al sesso sfrenato con un nuovo, avvincente, disperato, erotico tentativo di mettere in riga lettere, tipi e paragrafi, di una Donna Disordinata & Discontinua.
Direi che, tre aggettivi, come incipit, non sono per niente male.
2 commentsL’inizio di una nuova Hera

Qualcuno già lo sa.
Altri l’hanno scoperto per caso.
Altri ancora se ne fregheranno, ma è giusto così.
Da questo mese, Hera Magazine, ospita una rubrica a firma di MeMedesima, che segna l’inizio della collaborazione meravigliosa con il mio Direttore (l’Onniscente) Carpeoro, e l’instancabile Caporedattore Massimo Bonasorte (detto anche Giobbe per l’infinita pazienza nei miei confronti).
Non solo autocelebrazione, ma anche fermare un bel momento della mia esistenza, in cui riprendo le redini passionali di quanto mi lega alla ricerca e ad un cammino di continua scoperta e crescita.
Perchè non si vive di solo pane. Ed il nutrimento dell’anima è anche gioire nella consapevolezza che non è mai troppo tardi per dire a se stessi e al Mondo “I Want to Believe”.
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