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Il colore della violenza

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I silenzi composti delle donne sono tinti di nuance scure tendenti al giallo. Lividi sul corpo e nell’anima. Un baleno di viola e blu con spruzzate di nero.

E’ la notte che mi porto dentro“, diceva una mia amica.

E’ la notte, con un mantello omertoso cucito di sentimenti. Perché le donne sono dense di amore buio e paura, quando qualcosa le ferisce. Ed è la fragilità ad imporre regole, leggi, e quel falso pudore da vergogna, che detta frasi mute, urla di dolore,  pagine vuote e intense.

Violenza non è la parola adatta. Non c’è una parola adatta per descrivere quello che provo. La violenza si può frenare, la violenza puoi contrastarla. Ma il vuoto, quel pezzo di te che la notte si porta via no. Quello rimane per sempre.

Un marchio impresso con il fuoco, come accade con il bestiame. Sei un pezzo di carne, inerme, pronto al macello.

Parlano in coro. Tutti. Sento le loro voci nel cervello. E gli occhi, per strada, addosso come iniettatti sotto pelle. Si può anche impazzire, per questo. Allora ti racconti palle. Che non è vero, che non può accadere di nuovo. Che domani è un giorno migliore. Che una doccia basterà a lavare lo schifo che senti dentro.

E’ una Babele di odori sgradevoli e penetranti. E di lettere affastellate in posizioni scomode. Frasi senza senso, polaroid bruciate sotto la lente d’ingrandimento.

Irrimediabilmente lacerata ti trascini verso la vita. Rompendo gli specchi per non vedere quello che sei diventata, quello che ti hanno fatta diventare, dimenticando chi eri.

Vengono misurati tre diversi tipi di violenza:
la violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi
per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti
le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.

Quei silenzi composti possono diventare una voce importante. Ed i pezzi, con l’aiuto di tante associazioni e iniziative internazionali, restituire l’immagine rubata, il coraggio di denunciare e la forza nel chiedere aiuto.

Perché i colori della violenza ritornino ad essere solo sfumature nella scala cromatica. Perché la notte non ci soffochi. Per il diritto alla vita e all’amore.

Da sole siamo fragili ma, unite, possiamo anche far paura. Noi.

25 Novembre

Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne

Iniziamo da qui.

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