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Dite che sono grave?
Era una fredda e gelida mattina di Febbraio, quando uno degli araldi di Techlovers è venuto a prendere il caffè a casa mia.
Raramente faccio entrare nella mia tana maschi che non siano mio fratello o il mio fidanzato.Un certo imbarazzo non è mancato (far sparire slip, reggiseno e calzini, in pochi minuti è impresa degna di David Copperfield!), subito fugato da un numero indefinito di gaffes e risate di cuore (tnxverytnx a Lino Palena per la pazienza stoica e l’incrollabile fede nel proprio mestiere).
Per raccontarvi e raccontarmi, ho aperto le porte del piccolo grande mondo che mi appartiene, narrando la mia storia 2.0 di ordinaria felicità tecnologica.
Di straordinario c’è l’esperienza che, di suo, è già stata bellissima.Iniziata con il famoso bus a due piani , trova un divertente epilogo nel video che potrete visionare , votare e commentare .E nell’intervista dove scoprire piccole chicche sul Marileda-pensiero 2.0.
Votare non è indispensabile.Chi segue questo blog (quattro gatti e due cani, molto simpatici, però), sa bene che sono felice al di là di un primo, secondo o terzo posto.Mi piacerebbe regalarvi comunque la possibilità di vincere uno dei prestigiosissimi premi in palio (PC, smartphone e molto altro ancora!).
Dunque usate e abusate del banner nella mia colonna di servizio (quello con la scritta Techlovers), iscrivetevi (è aggratisse) e parteciperete votandomi all’estrazione di ricchi doni e cotillons!
Avete 48h a disposizione per fare la vostra scelta.
Sgranchitevi le falangi, leggeri clickate sul Vs mouse o scivolate su touchpad,dando la giusta preferenza a seconda dell’indice di gradimento che sentirete di esprimere!
Commentare è facoltativo ma, quei democratici di Techlovers vi lasciano anche libertà di espressione sui singoli concorrenti.
Ma siete ancora qui?!?
Dai su, clickate ,ed entrerete anche Voi nel mirabolante Universo di Techlovers!
No commentsStorie 2.0
Quando, in tempi non sospetti (ricordate il bus a due piani?) raccontai la mia storia tra un bicchiere di vino e due salti tra la schiuma, mai e poi mai avrei pensato di poter, un giorno, scrivere questo post.
Speravo di poterlo fare in un momento più sereno, meno concitato.
Ho sempre amato la mia storia 2.0.Da molto prima che gli altri la amassero.Sono una ragazza fortunata che, senza inseguire la Luna, umilmente porta a termine il proprio mestiere senza dividersi dagli affetti e dalle necessità.Oggi, ad esempio, sono a Monza accanto a mia madre.Scrivo mentre socchiude gli occhi in una corsia di ospedale, a tre giorni dall’intervento che (forse, speriamo) le salverà la vita.
E dico forse perchè, nell’arco di dodici ore, si è passati dalla perfetta riuscita dell’operazione (durata quasi sette ore), ad una sospetta occlusione intetinale, ad un dismicrobismo da riequilibrare, alle corse sul bavaglio per arginare l’emesi.
Vorrei parlarvi di Techlovers, del mio immeritatissimo terzo posto, delle dinamiche del concorso, di come si evolveranno votazioni e classifiche.
Sicuramente lo farò.Voglio che venga quel giorno, perchè allora sarà più sgombra la testa per invitarvi gioiosamente a sostenere la mia “causa”.
Oggi no, però.
Scusatemi, davvero, ma oggi no.Anche perchè diverso era parlarne stando a casuccia, con la mia mamma nell’altra stanza, tra una cena da preparare ed un fazzoletto da stirare.Altro paio di maniche doversi sponsorizzare e “vendere” per vincente e figherrima davanti al mio pubblico.
Qualunque sia l’esito di questa situazione da cardiopalma, non finirò mai di essere grata allo spropositato numero di persone che si è messo a mia disposizione, dimostrandomi attraverso la Rete solidarietà e sincero affetto.La Storia 2.0, la fa quotidianamente la gente online, con il proprio supporto, con il suo calore, con l’abbraccio virtuale presente in ogni tempo e in ogni dove.Via mail, chat o sms.
E non me ne voglia la redazione di Techlovers (che pure si è dimostrata comprensiva e molto elastica), il tempo verrà.Quando l’ultimo capitolo di questa avventura si sarà esaurito, sarò pronta a riaprire le pagine della mia Storia, ancora tutta da scrivere.
5 commentsPizzino#2
C’è un buon vociferare nell’aria, della trasmutazione mitologica di ISw4n in Francesco Fabio Altomare.
Avevo sentito parlare di anatroccoli diventar cigni, il viceversa mi mancava.Ma a Lui piace così.Il vestitino nuovo da recluta dell’Accademia Navale, quell’aria appena snob da ufficialetto al Ballo delle Debuttanti, in fondo, gli dona pure uno zinzino.
Ve lo dice una che, il giorno in cui da Xena si è trasformata in Marileda Maggi, non c’ha guadagnato proprio nulla, se non la voglia di cercare seriamente se stessa.
E, credetemi, non è poco.
Come Miwa, ora, attendo solo il segnale per lanciargli i componenti.
Corri ragazzo laggiù,vola tra lampi di blu…
1 commentQuando balla il POPOLO DI INTERNET
Il mio fidanzato l’aveva detto: “Mari, il tuo problema è che non conosci le sfumature di grigio“.
Come sempre, aveva ragione lui.
La mia prima uscita ufficiale, dopo sei mesi di reclusione e lavori forzati è stata l’acme dell’eccesso, un delirio di voci, volti, colori, suoni e superalcolici.
Insomma, per qualche ora mi sono sentita catapultata in quinta superiore, quando hai diciotto anni appena compiuti e tutto (o quasi) ti è permesso dalla Legge.
Questo, e molto altro ancora, è stato il FaiQuelCazzoCheTiPareCamp.

Facciamo una piccola premessa.Su Twitter, qualcuno m’ha tacciata di snobismo.Certamente, il dubbio viene se mi sparo sei ore di treno per partecipare alla manifestazione “collaterale” e non al Camp “vero e proprio”.Mi toccava di forza fare una scelta: passare per l’intellettual-sborona del secolo (e, dunque, perdermi l’escluzivizzzzzzima serata), oppure fare la bloggeuse party-chic e non partecipare al RomeCamp2008.
Ad essere sincera, appena postosi il dilemma ho immediatamente rintracciato Maxime, minacciandolo di forargli le ruote della macchina, distruggergli il parabrezza, rigargli le fiancate,se non fosse uscito un posto per me sul bus del duepuntozero che conta.
Lasciata a casa con i piatti da lavare quella parvenza di brava ragazza costruita davanti ai parenti, ho staccato il cervello e mi sono posizionata in quel della Capitale.La prima Mission Impossibile è stata cercare un parrucchiere alle 19:30 su Roma.
Neanche la raccomandazione del Papa è riuscita a farmi la grazia e, dunque, con due cicorie spiaccicate intesta mi sono diretta in tassì dove mi aspettavano quel Sagomone di Stefigno e quel Personaggione di Smeerch.
La mia serata alternativa era già cominciata.Non pensavo avrei rimorchiato prima ancora di salire sull’autobus: Maurizio, il tassinaro testosteronico, parte con l’approccio antiromantico, proponendomi un giochetto con la sua leva del cambio.Non è il mio tipo, ed io sono una bambina all’antica.Fortunatamente molla la presa (e l’impresa) alla salvifica telefonata del mio Dottore di Fiducia (Col, non ti sarò mai abbastanza grata!).
Con balzo da pinguino, mollo il viscido rimorchione per salire in groppa al destriero di Stefigno (scooterone in prestito, che avevate capito?), per avviarmi al Pulitzer dove alloggiano numerose blogstar in loschi affari affaccendate.Pian pianino la compagnia si anima… qualcuno suggerisce che il tasso alcolico sarà basso (ah, PocaCola!), e tra abbracci, baci e carrambate, scorgo quella meraviglia di Dania che, porcazozza, non è figlia di Photoshop manco per niente.
Tra il figume imperante nella hall, si fa strada the woman in red, la Carrie Bradshaw del Tavoliere,più charmeause non s’era mai vista: una diva bonsai, così in tiro che a Rutigliano, mi sa, non l’avrebbero riconosciuta.
Mi si rizzano le cicorie in testa.Sono tutte splendide ed io, come al solito, trafelata e rincoglionita dal viaggio, sembro Bridget Jones prima della cura.
Finalmente arriva il bus.Alto, bello, simpatico, intelligente.Ci si sta stretti come sardine e qualcuno si lamenta.Un classico però, son certa che in tutte le feste, anche a certi matrimoni perfetti, qualcuno zittozitto ha da ridire.
Se non è la sposa è il tavolo, se non è il tavolo è la bomboniera.
Ma non è l’Evento del Secolo (quello era un party raffinato ed educato, questo un raduno di sbalestrati fuori di testa)e, dopo una traversata romana come quella sui due piani, non penso ci sarà più nessuno disposto a lamentarsi.Dimenate le carni ( e le chiappe, vero Maxime?), presi d’assalto i taralli, prosciugate le taniche di vino(io ne so qualcosa), al Gianicolo si respira sempre e solo aria di fiesta.Parte la schiumata collettiva, qualcuno si imbosca, chi fuma, chi ride, chi scherza.Ed il cielo, trapunto di stelle, è sempre più blu per il Popolo di Internet(cit.).
Nonostante l’epilogo della sottoscritta al Cto di Garbatella (non fosse stato per Vipera-Infermiera-MamminaPremurosa, forse, sarei ancora nella hall del Pulitzer a scimmiottare Amy Winehouse dopo la peggiore delle sbronze), ho vissuto tutte le forti emozioni che, alla mia età, per alcuni, sono solo un ricordo.
Mi sono sentita, per la prima volta dopo secoli, adolescente e matta, senza responsabilità nè vincoli, uno Spirito Libero con la sola, unica, sconsiderata voglia di Fare Quel Ca**o Che Mi Pare.
P.S.:due ringraziamenti doverosi.Il primo a TechLovers che ha sponsorizzato questa meraviglia di notte, il secondo al personale medico e paramedico del Dipartimento di traumatologia S.Eugenio-CTO che mi ha rimessa a nuovo, più in forma di prima(toostrong,toofast,toobetter).
P.P.S.:dimenticavo… vorrei ricordare i link di tutti, le facce di tutti, i nomi di tutti.Vi prego, chiunque voglia essere linkato, si segnali tra i commenti e potrà avere la degna visibilità.:-)
P.P.P.S. (volante uno a volante due):troverete alcune deliranti testimonianze qui e qui.
16 commentsAdorable,Desiderable…Lovable!
Mi fanno sorridere quelle donne che guardano convinte “What Women Want” e poi sospirano come casalinghe disperate -Ah!Se mio marito/fidanzato/compagno/amico/padre/fratello capisse e comprendesse almeno mezza volta cosa voglio e quel che penso !- (e fosse almeno la metà di Mel Gibson N.d.M.)
Brave Loro.Giucas Casella è una sola, il Mago Casanova di paranormale ha giusto la laccatura nei capelli ed il paragnosta di Arcella non ci azzecca manco per sbaglio.
Cosa credono, che la sfera di cristallo o la lettura del pensiero siano scienze esatte?!?!
L’uomo italico è pigro, in generale (non me ne vogliano in maschietti alla lettura), FATTI NON PAROLE e se non vi sentite capite, il sistema più diretto è FARGLIELO CAPIRE (tratto da “Perle di Saggezza della Mari”, in vendita nei peggiori bar di Caracas).
Andate su www.lovableandyou.it , caricate un video, due video, tre video (non siate timide, l’outing è come le ciliegie, uno tira l’altro) ed invitate amici, parenti, fidanzati, mariti a votarvi e commentarvi(è aggratisse, mica come nei realities che si paga per esprimere il proprio giudizio).Date libero sfogo alla fantasia e suggerite al Mondo intero cosa possa essere ADORABLE, DESIDERABLE… LOVABLE!
Non resta che armarsi di videocamera ( e/o minicamera del telefono cellulare, webcam), ed improvvisarsi ambasciatrici del pensiero femminile.
-Si, ma che si vince?-
Per la nostra amica perspicace che ha fatto una giusta (e lecita) domanda, siete tutte re-indirizzate su Lovable and you .
Già altre donne, come voi, si sono messe in gioco, diventando testimonial di categoria: simpatiche, frizzanti, compite, riservate, imbarazzate.C’è veramente posto per tutte.
Presto ci sarò anche io (con alcuni post a tema, su queste pagine, oltre che con i video).
Del resto, quanto pensa una donna è importante, ed è giusto si sappia in giro… magari sarà anche la scusa buona per far capire al Vostro Lui come potete essere
Adorable
Desiderable…
LOVABLE!
4 commentsFaccia da blogger
Che bello scoprirsi in prima pagina, con la heavyrotation dei ritratti di Palmasco, sul sito ufficiale del RomeCamp.A qualcosa, dunque, le nostre belle facce da bloggers servono…
P.S.:dicheno che, forse, e dico forse, e ripeto forse… al RomeCamp potrei esserci anche io.Ma, per averne la certezza, potrete cercarmi su un bus inglese a due piani.
1 commentStat rosa pristina nomine
“Si fanno libri solo su altri libri e intorno ad altri libri. […] I libri parlano sempre di altri libri e ogni storia racconta una storia già raccontata. Lo sapeva Omero, lo sapeva Ariosto, per non dire di Rabelais o di Cervantes” (U. Eco, “Postille al Nome della Rosa, 1983)
Non penso ci sia metafora più calzante, dell’intero tomo de “Il Nome della Rosa”, per rispecchiare quanto la cosiddetta blogosfera, stia degenerando in schiamazzi, e sentito dire e censure di varia foggia e natura.Un Dio incarnato, procede di Madre in Figlia, mietendo con la sua falce bianca, vittime inermi del puro (e innocente) piacere del riso.Il terapeutico riso.
Jorge,nel Settimo giorno, Notte I, afferma
Disse un filosofo greco (che il tuo Aristotele qui cita, complice e immonda auctoritas) che si deve smantellare la serietà degli avversari con il riso, e il riso avversare con la serietà. La prudenza dei nostri padri ha fatto la sua scelta: se il riso è il diletto della plebe, la licenza della plebe venga tenuta a freno e umiliata, e intimorita con la severità. E la plebe non ha armi per affinare il suo riso sino a farlo diventare strumento contro la serietà dei pastori che devono condurla alla vita eterna e sottrarla alle seduzioni del ventre, delle pudenda, del cibo, dei suoi sordidi desideri. Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, e quindi parlando da filosofo, portasse l’arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell’irrisione, se alla topica della paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell’impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili — oh, quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, Guglielmo, ne sareste travolti!
Come frate Guglielmo, in tutta innocenza, rischierò di perire nelle fiamme, pur di difendere sempre la sacrosanta verità.E’ la vanita’ di certi uomini, e donne, a spingere crociate e fulmini, e saette, e bramosìa di potere.Rendendoli miseri/e, insulsi, e vicini agli Inferi come pochi Daìmonos riuscirebbero a fare, trevestiti da angeli con le loro candide ed immacolate piume a nascondere melma e disprezzo per il genere umano.
Cara Amica Blogger,
senza invitarti a sciropparti tutto Eco, che pure rappresenta una miliare pietra nell’esposizione di Universali Principi di reale Unione e Fratellanza, rileggiti codesto passo, e guarda nello ” nella Eco “ la tua anima, prima di fermarti all’icona mortale delle tue insulse carni.
Jorge, dico. In quel viso devastato dall’odio per la filosofia, ho visto per la prima volta il ritratto dell’Anticristo, che non viene dalla tribù di Giuda come vogliono i suoi annunciatori, né da un paese lontano. L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, all’eccessivo amor di Dio o della verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimo con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro. Jorge ha compiuto un’opera diabolica perché amava in modo così lubrico la sua verità da osare tutto pur di distruggere la menzogna. Jorge temeva il secondo libro di Aristotele perché esso forse insegnava davvero a deformare il volto di ogni verità, affinché non diventassimo schiavi dei nostri fantasmi. Forse il compito di chi ama gli uomini e di far ridere della verità, fare ridere la verità, perché l’unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità
Ho detto.
2 commentsVotantoniovotantonio
Votare è un diritto e un dovere.
Per l’Italia, per noi stessi ma, soprattutto, per LA BLOGOSFERA.
Insomma, sono una di quelle che ha sempre guardato le blogstars con il binocolo, come un turista giapponese quella gran femmina che è la Statua della Libertà negli U.S.A. , dal basso verso l’infinito.
Adesso è diverso.
Dopo che questo 2008 mi ha regalato un figlioccio meraviglioso come Sw4n, amiche incredibili come Marina,Vipera e Manila, un posto per raccomandazione su Blognation e l’illuminazione complottista che quel megaloman di Gianluca Neri sia un comune mortale, penso ai Macchianera Blog Awards con tenerezza e materna felicità.
Premesso che, un premio speciale tra i “migliori blog andati a puttane”, dovrei meritarlo ad honorem con questo blog, spero qualche anima pia (dei circa 3.000 malati di mente che hanno scaricato il podcast da qui ) si ricordi, compilando la scheda per le nomination, di VIVA RADIONATION, nella sezione programmi-podcast.

Un parto bizzarro e deforme come il Gwynplaine dell’Homme qui rit ma, per me, caro ed importante come un pezzo di cuore nel reliquiario delle esperienze più belle di tutta la mia vita.
E, dato che sappiamo cosa sia ogni scarrafone per la propria madre, un premio spero arrivi, non tanto per la sottoscritta, quanto per il caleidoscopio di personaggi unici ed insostituibili che hanno reso speciale questo freak, figlio di Tesla e del suo “teslascope“.
Comunque vada (sarà un successo), il mio premio ha già tanti nomi e, con o senza vittoria, il mio piccolo grande grimorio sacro, è già la Coppa del Nonno che amo dividere con Sw4n ,Stefigno ,Remyna, PanDiZen, Poca Cola, Masque, Catepol, Faxebinder, le AutomaticBlogstar, Teiluj, Occhidaorientale, Nemo, Gianluca Neri ed altri che dimentico per una dieta povera di fosforo e non per mancanza di affetto.
Grazie.
9 commentsTempi Moderni
Ascolto consigliato: Talk Talk, Life’s What You Make It
Passavo di qui giusto per innaffiare i gerani.
La verità è che scrivere mi mancava.Pagine, e pagine e pagine, con pezzi di vita e sprazzi di autocelebrazione.Mi sono mancati.Come mi manca la gente a volte.Tutto quel pacco così “social” di persone e personaggi che internet, da parecchio tempo ad oggi mi regala e che io, indegnamente, accetto come tasselli di me stessa.
La verità è che in queste ultime settimane la mia vita è stata a dir poco inconciliabile con la gestione di un blog.A volte ho problemi a gestire me stessa, figuriamoci un blog.
La verità è che dovendo scegliere tra vivere e scrivere, ho giusto pensato per un momento che vivere avesse la precedenza.Giusto un momento.Anche perchè, le idee, sono giuste e perfette solo se condivise con chi ami ( e chi ti capisce ).
E la vita, senza sorrisi di convenienza o grottesche maschere da saltimbanco, mi ha permesso di conoscere e scoprire donne e uomini incredibili: sguardi, risate, lacrime, confidenze, batticuori.
Ho finalmente abbracciato Marina e la sua umana natura, Vipera e la sua parte più profonda, Manila e quella confortante tenerezza di cui solo lei sa essere capace.
E poi ho riscoperto la RADIO.Quella vera.Grazie all’aiuto di chi mi voleva bene senza farsene accorgere, in tutti questi anni, e mi stimava (e, pensa te, neanche credevo fosse possibile).
Trovandomi in quello studio con i led giganti, Benny che armeggiava tra cursori e stations montati “al volo” e Antonio a lanciare notizie, brani e richieste in manciate fulminee di secondi, per poco non mi mettevo a piangere dalla gioia.I tempi sono cambiati.Ed io pure.
E le lacrime le ho trattenute.Perchè sono una professionista io, e la RADIO, quella VERA, continuo ad amarla e portarla nel cuore come il primo giorno.
E mi sono sentita infinitamente stupida, da sola, in una domenica pomeriggio deserta come nei film di Sergio Leone, attendendo l’autobus, ad aver anche solo pensato di poter essere da meno di gente che vedo sbracciarsi in assurdi presenzialismi per sentirsi qualcuno a tutti i costi.
E sono felice.Ecco.
Volevo dirvelo.Che sono felice.Magari non sorrido, ma non è importante.
Quel che importa, adesso è solo e felicemente esserci.Ed io lo sento, che anche senza “l’ultima chiamata importante”, sono e comunque sarò.
8 commentsBlogBeer.O ci sei, o ci sei!
Quando una Principessa degli Inferi a caso, ti minaccia via twitter, volente o nolente devi seguire il richiamo della ragione.Del resto, in una regione ad altissimo tasso blogghereccio come la Puglia, quando si organizza cotanto eventino, mancare è da fessi.
Ve lo dico senza giogioneggiare.
Anche perchè la BlogBeer Pugliese, vuol dire peace&love oltre che social allo stato puro.
La BlogBeer è stata anticipata al 1 giugno 2008 ore 20.00 ovvero dopo la conclusione del CreativeCamp.Alla Cantina della Birra del Birrificio Artigianale Birranova (Triggianello, frazione di Conversano (BA).
E’ una domenica del week end lungo che comprende anche il 2 giugno. Quindi chi viene da fuori può anche fermarsi a dormire già dal sabato.
Assicura Manila, oltre il CreativeCamp del sabato, una passeggiata tra le campagne della Murgia, tour Polignano-Grotte di Castellana-Alberobello.Per il pernottamento, chiedete e troveremo una soluzione per tutti.
Disertare è vietato.Non esisteranno impegni lavorativi o fidanzate rompiballe.
O ci siete, O CI SIETE.
Se no, a vostro rischio e pericolo, chiamo Graziano, che vi fulmina le CPU a tutti solo con un sguardo.
Siete avvertiti.
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