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C’era una volta, la Blogosfera
Un po’ di cose procedono. Un po’ di cose si evolvono. Altre involvono. Altre cosìcosì.
Neanche il tempo di scrivere del ViadelCamp, che già ho pensato bene di infrattarmi al VesuvioCamp con GGDCampania annessa e, più che altro, connessa.
I link ce li metto n’artra vorta. Che stasera sono a tocchettini come un pollo alla cantonese con gamberi.
Prima o poi ne parlerò, ne scriverò, ci rifletterò su. Narrando le gesta di chi fece la Storia.
Per dire, Omero mica scrisse Iliade e Odissea in tempo reale.
Eppure è tutta roba di cui ancora sono pieni i programmi scolastici.
Un giorno, sicuramente, anche noi saremo il passato, la leggenda, il mito. E, qualcuno, si domanderà se, davvero, questi bloggers siano mai esistiti. Se, davvero, si riunissero dopo ore in treno, macchina, aereo, attraversando lo stivale, per parlare di internet. Se, davvero, questi legami fossero così forti, così belli, così importanti.
E se, davvero, ne valesse la pena di operare la massima libertà di espressione.
In tutti i luoghi, in tutti i laghi.
In tutti i modi.
33 commentsQuesto male di vivere (varie ed eventuali)
L’ho detto, l’ho fatto.
Non c’è più niente, niente, niente, che mi leghi a te. Caro FriendFeed.
Quando un tot di persone, si fosse accorto della sparizione del mio account, pensai, ne avrei parlato.
Quel momento è giunto e, di frasi che giustifichino “l’estremo gesto”, ce ne sono davvero poche.
FriendFeed è il male. E’ la pigrizia che prende forma di Agente Smith. Si moltiplica, subdola. Ci intasa di dati e informazioni inutili, dimezzando con l’accetta il tempo di produzione. Accumula perfetti estranei che vanno di pala nel tuo intimo, gente cui non glien’è mai fregato nulla di cosa scrivi, di cosa provi, di come agisci.
E, a pecora, ti fai inglobare dal gioco perverso. Belando sottoscrivi gruppi, segui mode e mode, senza un perché. Parte l’annullamento psicologico e cresce la sudditanza da una sorta di effimero successo. Superfluo.
Come Clarice Starling, un giorno, ho sentito la necessità di frenare il pianto degli agnelli.
Mi ha meravigliata il più intelligente tra i cari Friends:
adesso come saprò cosa fai?
Non so, come facevano gli antichi?!?!
Una telefonata, una mail, un sms. Magari, puoi prenderti anche la briga di digitare l’url del mio blog e dare uno sguardo a quel che scrivo, senza accatastarmi in quel continuo saliscendi di avatar e paroleparoleparole.
E poi, diciamolo, a me, lo smile dei “like”, era venuto pure un po’ sulle balle.
C’è lo slow-food, lo slow-drink, lo slow-sex. Per apprezzare la qualità dei contenuti, senza farsi fagocitare da una quantità industriale di schifezze a buon prezzo.
Io ritorno allo slow-blog. Voi fate un po’ come vi pare.
Più umano. Più vero.
42 commentsShiny Happy People
Pare la mia sia una sorta di abitudine tutta chic.
Quella di partecipare agli eventi e parlarne poi due secoli dopo, con estrema nonchalance, fischiettando, discreta come un carefree salvaslip e serena stile protagonista del moment dopo-la-cura.
Io sono apparentemente così. Casuale, disordinata, impossibile e perennemente in ritardo.
Motivo per cui, armata di colla vinilica, ci provo anche questa volta a cavarmela, mettendo insieme i pezzi di memoria. Quel che ne resta, quanto avanza, spacciando per vintage ogni oggetto da rigattiere sparso in soffitta.
Ho il tempo di cinque files .mpeg da convertire in .mov, posso farcela.
Il primo capitolo riguarda la Blogfest09. Bella, bellissima, di più. Ne ho sognata una dalla prima edizione. Ho sognato di esserci, per ridere, giocare, parlare, conoscere, dire, fare, baciare, lettera, testamento. Non so spiegarvela diversamente, e così è se vi pare. Tanti gli assenti, ma pace che “ogni lasciata è persa”. I Camp (io a dire il vero ho dormito in piedi per tutto il tempo), gli speeches (si scrive così??) sparsi come perle (incluso il mio), i momenti conviviali, a mio parere, la cosa più bella in assoluto.
Riva ci ha graziati, donandoci giornate a tratti primaverili. La costanza è stata premiata.

Ho ritrovato la mia compagna di malefatte Dania e scoperto quel solare cinquantenne di Andrea Beggi. Usato e abusato della compagnia di Simply Giulia e Fabrizio Sinopoli. Testato la guida sportiva di Roberto, ed il suo savoir faire. Stritolato di abbracci quella blogstarlette della Fran (che era una gran figa, la sera dei MBA).
Ho pokato con Neri. E parlato amabilmente con Ninna. E scusate. Invidiatemi. Senza facili ironie.
La bella gita, è durata il giusto (se escludiamo le 12h tra treno e bus, ecco). Ed io mi trascino dietro ancora le foto (degli altri, perché la mia macchinetta è in attesa di resuscitare dopo i postumi-da-tempesta-di-sabbia-egiziana), con vera Shiny Happy People, certificata B.O.C. (Bloggers ad Origine Controllata).
Mi rotolo ancora sui cuscinoni della memoria. Saltello. Lasciva. Mi distendo tra i ricordi.
Anche quelli brutti. Schiacciandoli nella meraviglia dei miei 72kg. Essere una donna di peso, qualche volta, serve pure.
E, credo, il primo capitolo finisca qui. Magari, come per tutti i miei “incompiuti”, sarà il primo ed anche l’ultimo sulla Blogfest09. Però non ci giurerei.
Se mi commentasse Paul the Wine Guy, forse, potrei anche cambiare idea.
Forse. L’ho detto, non ci giurerei.
Hey, here we go!
P.S.: link, controlli ortografici, immagini. Prima o poi verranno aggiunti. Ed anche qui, non ci giurerei.
P.P.S:
- qui, ad opera di PocaCola e Ninna mi confronto con MFM “…e vien dal mare” #senzatimore
- qui, invano, tento di attirare l’attenzione del BVZ Beggi a botte di Poken
- qui su Libero-News sbagliano il mio nome vergognosamente
- qui tutte le foto che non ho fatto io ma che, fortunatamente, hanno fatto gli altri
E quindi uscimmo, a riveder le stelle.
In rete, con questo titolo, esistono oltre 30.000 risultati. Se siete cascati qui i casi sono due:
- avete clickato “mi sento fortunato”, incappando in una sfiga pazzesca
- state ancora rosicando per non aver partecipato al BeachCamp09

Ora, se vi raccontassi tutto, ma proprio tutto, forse, mi beccherei in ordine sparso una decina di querele. Ed io sono povera. Poverissima. E mio fratello non vuole sapere di prendersela, questa benedetta laurea in Giurisprudenza.
Dunque, sarò soft e fresca come l’ovatta intinta in un mojito. A nessun blogger verrà fatto del male in queste note, e tutti i gossip in ostaggio riceveranno un trattamento più che umano.
Viaggio Bari-Francavilla al Mare. Cena a base di liquirizia offerta da IntiniG, benza e posto in macchina pagati dal mio pro-cugino Lorenzo V., tanta buona musica, qualche bestemmia dell’albergatore by phone, una diretta di scherzi-satanici-a-parte, qualche ricordo nostalgico legato a sentimenti antichi, la mia tipica sboronaggine. Segue puntata del Grande Fratello nella Comune Cinese del pernotto ed un punkabbestia nel mio letto.
Telefonate di rito, al mattino, arrivo in spiaggia. Sorrisi sinceri, strette di mano, abbracci, baci casti e puri. Un cetaceo si spiaggia sul Lido Venus armato di pareo. Qualcuno pensa sia Free-Willy, e gli chiede pure l’autografo. Cibocibocibo. E birrabirrabirra. Tanta. Ovviamente si parla di sesso. Sempre, ovunque, comunque. Finché Facebook non ha la meglio ma, anche lì, straccio Luca C. sulle paperelle vibranti. Sucka pure a calciobalilla. Non con me, però.
Che venga messo agli atti.
Parlo d’amore con Novecento e SimplyGiulia (qui, siete liberi di malignare).
Però c’è il sole. E c’è il mare. Ed il lido che è una favola. Nel delirio da wi-fi, si tenta di comprendere il significato filosofico della parola ridondanza. Mainardi salta come un grillo. Indovinate quale dei tre fratelli. Eh si, perché i fratelli Mainardi sono come le sorelle March, impari a distinguerle solo dopo aver visto dieci volte il film a Natale.
Stalkerato con il surrogato di un Magnum Mr.Facebook, ho fatto già metà del mio dovere. Con un po’ di gentaglia mi lascio trasportare dalle acque adocchiando fustacchioni poco etero. Il fantasma delle tette della Taricani aleggia. Fino a materializzarsi. Sorella Sara è uno spasso. Quasi come Maxime. Ho detto quasi. C’è un bel feel, anche troppo. Ci appartiamo in bagno(libero spazio alla fantasia).
Speech time. E’ tutto bello, è tutto interessante. Quasi non sembriamo dei blogger cazzari allo sbaraglio, nel cuore dell’estate, ma più simpatiche canaglie, innocenti giovani dal sorriso sbarazzino con la brezza tra i capelli. Qualche granello di sabbia sulla pelle, tanta voglia di scoprire ed imparare.
Arriva la cena, ed il tripudio di carne. Sarkiapone pare Vulcano nella sua fucina. Scintille ovunque, casse a manetta, canzoni dei cartoni animati per tutti, anche per i più seri. C’è chi si diletta, nell’attesa, giocando a scopone. E’ un’allegra sagra bloggereccia del benessere. Ottimo cibo, ottimi amici. Ottimo vino. Sto troppo bene. Mentre qualcuno rimane prigioniero del suo personaggio pubblico, io conto stelle cadenti. Una decina, almeno. E’ uno spettacolo indescrivibile.
Scatta il bagno di mezzanotte, il mare è caldissimo e sembra proiettarci in un film degli anni ’80.
Temendo tintarelle di luna, ci fermiamo a chiacchierare sotto gli ombrelloni, con la voglia di dormire sulla spiaggia. Ma la festa è finita, e gli amici se ne vanno. A me non resta che dividere il letto della Comune Cinese con due uomini , Stefigno e Lore, scoprendone il lato più profondo: l’intenso russare.
Il mio grazie infinito è per la cricca MIKAMAI (mia compagna d’avventura in questa esperienza, lo sputtanamento era obbligatorio), per il Lido Venus, per i video di Hermansji, Parco dei Buoi (per avermi fatto scoprire la delizia della crudaiola con il pecorino a scaglie), per il Bar Milan e le sue colazioni, per la visione di quel fustacchione del guardiano della spiaggia che pareva uscito da Baywatch.
Mi torna alla mente una domanda, sotto il cielo notturno d’Agosto: sei felice?
Direi di si. Felice di aver ritrovato Lore dopo tanti anni, di aver provato le emozioni in technicolor da adolescente ad una festa delle medie, di non aver espresso alcun desiderio con il naso rivolto verso il manto stellato.
Non sempre, quanto desideriamo, è ciò di cui realmente abbiamo bisogno.
Appuntamento al BeachCamp2010!
10 commentsDay by day

Non solo autocelebrazione. Ragazzi.
Io ed i miei colleghi, siamo in rodaggio da qualche giorno e, adesso, porto la lieta novella perché tutto appare ufficiale, funzionante ed operativo.
Sono una Local Blogger di Virgilio, e lo dico con un certo orgoglio.
La preziosa candidatura caldeggiata da Giovy diversi mesi orsono (ebbene si, raccomandatio rulez), è diventata realtà, materializzandosi sulla pagina locale di Virgilio Bari. Per tre volte alla settimana (ma anche più, chissà) il mio sguardo curioso commenterà fatti, personaggi, luoghi, eventi, curiosità.
Un doveroso ringraziamento al nostro Angelo a Terra, Tiziana Ferrando, per l’ineccepibile coordinamento e la biblica pazienza.
Commentate numerosi e segnalate tutto il segnalabile a vbariblog@virgilio.it
2 commentsI Basilischi
Questa volta ero seriamente tentata dal non pubblicare alcun resoconto del Camp a Matera. Ogni volta che scrivo qualcosa, volontariamente o meno, scateno flames, crisi mistiche e risse 2.0 . E questo non concilia con il mio profondo desiderio di peace&love, maturato dopo secoli di problemi familiari, personali, lavorativi, eccetera eccetera eccetera.
Non sarebbe giusto, però, nei confronti di chi si è accollato onori ed oneri facendosi un mazzo così.
E non sarebbe corretto in nome dei sacri vincoli di amicizia bloggereccia, che mi legano a certa gentaglia che adoro frequentare.
Per cui, mi limiterò (senza, volgaVmente scadeVe in facili gossipponi), a dirvi che è stato bello tutto. Che tutti erano splendidi. Che anche io mi sono fatta fotografare in pose da diva. Che le incomprensioni ci son state ma è tutto, spero, chiarito.
Il lato negativo di un BarCamp è in chi non ci viene.
In tutti quelli che, pur non avendo partecipato, da fuori manipolano i “sentito dire”, o creano telefoni senza filo (i cordeless della fuffa), facendo scoppiare imbarazzanti diatribe sul pettegolezzo via chat, FaceBook o FriendFeed.
Io c’ero, sono stata abbastanza social e, social-mente, mi son goduta lo splendore di Matera, agitando le chiome anabolizzate al vento e facendomi sciogliere il pallore da latticino al sole caldo dei sassi.
Il fascino del MateraCamp è una macchina del tempo in bianco e nero, così film anni ’60, dove tecnologici bloggers dall’aria glamour e fashion, si trasformano in moderni Basilischi. Vitelloni geek in cerca d’autore, così attuali e così antichi al tempo stesso, fra tradizione e desiderio di evasione. Personaggi partoriti da grandi registi: da Pasolini a Gibson, da Zampa a Beresford… tutti con una storia da scrivere ancora, tra pagine virtuali ed onirici scenari.
Il MateraCamp è location di straordinarie emozioni, narrate dai giovani aedi del 2.0. Immagini e parole per una indimenticabile esperienza, da ripetere per chi non c’era, da tatuare nel cuore per chi l’ha vissuta.
CREDITS
Lasciatemi sottolineare l’accoglienza fraterna di Rosalia. Amica storica della mia Mamma, nonché infaticabile proprietaria dell’ Albergo Italia. Ha il potere, in ogni trasferta Materana, di farmi sentire a casa mia, anche in una camera d’hotel. Mi ha vista nascere, crescere, pascere. Le devo molto per l’affetto, l’amicizia, il calore immutato negli anni.
E ringraziare poi chi, credendo nella manifestazione, ha contribuito a renderla unica nel suo genere:
Agenzia Viaggi Lionetti, Blogstargame, Bottega dei Sassi, Consorzio del Pane di Matera, Consorzio di tutela Vini MateraDOC, Derado, Egghia!, GFoss, Ideama – Web Agency, La Cantina della Bruna, La casa nei Sassi, Le dodici lune, La Stamperia Liantonio, Masseria Grieco, Mediateca di Matera, MTCom – Comunicazione e Relazioni Pubbliche, Panificio San Giacomo, Peperoni Pennella, Personalizzami, Sassiland, Videouno, Villa Schiuma, Blogo, GeekFiles, Liquida.
Tra i celolunghisti dell’obiettivo: Antonio Vergara (tanto criticato per le sue “brutte” foto, e poi osannato da tutti per i meravigliosi montaggi), autore della foto che troneggia in questo post, ed Elena “brezzadilago”, artefice dell’imago che, attualmente, mi fa da avatar in tutti i social network.
23 commentsLa donna con la Valigia
Ho una valigia rosa bellissima. E’ mia fedele compagna da un pacco di tempo. Non mi tradisce, non ha da ridire se la sbatto rudemente, insomma, subisce silente ogni tipo di angheria.
La mia valigia rosa, non è UNA valigia rosa. E’ LA valigia rosa.
Mi osserva, timida, nell’angolo. Sembra volere dire, tra le fessure della combinazione numerica: “questa volta, per dove si parte?”.
La mia valigia rosa, è come il mio cane. Capisce esattamente quando sto per andare via. E per quanto tempo. Si chiude perfetta se si tratta di un paio di giorni, ritroseggia se superiamo i quattro, si impunta sulle cerniere per gli spostamenti di una settimana.
Educata, intelligente, equilibrata.
Ha visto un pacco di nazioni, negli ultimi cinque anni. E’ cittadina del Mondo.
Ma quel sorriso dolcissimo, nostalgico e femminile, le si piazza sulla scocca solo se, quando è ancora vuota, le lancio uno sguardo e dico: “beh, prepariamoci. Ci attende il MATERACAMP !”.
Io, e la mia valigia, vi diamo appuntamento a Matera.
Da domani, saremo lì.
Adesso fissate il vostro bagaglio, sussurrategli “materacamp”, e state a vedere cosa succede…
15 commentsEssere Paul The Wine Guy
Con il solito, disastroso, ritardo. Come sempre, del resto. Fossi puntuale neanche mi riconoscerei.

Il ParmaWorkCamp è stata un’incredibile esperienza. Bella tutta (o quasi) la gente, bella la location, bello il tema portante, bello il clima, belli i ristoranti e portate annesse e connesse. Bella, bellissima, la mente partoriente, quel donnino gravido di entusiasmo e simpatia che è la FranFiorini. Le volevo bene a distanza, da vicino quasi non riuscivo più a privarmene. State attenti, può dare dipendenza.
Amo Parma. Letteralmente. Ed amo l’ospitalità di Parma. Il garbo, la gentilezza, la signorilità.
Il B&B Centro Storico ha accolto me e Siskacesca (inappuntabile compagna di viaggio siculo-partenopea), con profumi familiari fuori dal tempo e dallo spazio.Il Sig. Demetrio mi ricordava tanto Jeff Goldblum. E Jeff Goldblum è dannatamente sexy.
Poi gli abbracci, e le conferme, un Facebook live come neanche avrei mai sperato.
Sono stata seduta con Corrado, il presunto PTWG di questo Camp. Al prossimo l’interprete cambierà, come nelle soap-opera. PTWG è stato il vero protagonista dell’edizione, con le visioni lynchane dei pizzini materializzatisi nel bagno, la sparizione dei miei rayban celesti (lo so, ti stanno divinamente, maledetto, pensami quando li indosserai), i badge mica tanto esclusivi che ricordavano le magliette “io ho ucciso Laura Palmer”.
C’è un pò di PaulTheWineGuy in ognuno di noi, penso sia questa la morale. C’è senso critico e sregolatezza, voglia di pace e di zizzania, riflessioni agrodolci sulla vita blogosferica e tecnologica. E poi ci sono gli amorini, e la seduzione e i disincanti tipici delle telenovelas brasiliane.
Come tipo da telenovela brasiliana è Luca Sartoni, simbionte dei suoi bigliettini da visita (amiche, Barbarella usava il palmo delle mani,voi potrete tentare l’approccio sovrapponendo la vostra Moo-card alla sua, io ero sprovvista… azz’.Andata in bianco.). Uno sguardo al photoshop e sei fottuta.Tipo da film anni ’30 Davide Tarasconi, il timido-precisino dal bicipite assassino (datevi da fare, è ancora single e, quindi, su piazza). Tipo da strapazzami di coccole Adamo. Non fosse stato per la ritrosia congenita l’avrei strizzato come un classico antistress.
Per tutti i gusti, per tutti i flirt.Come i succhini (Morgan spostate).Che un BarCamp senza gossip e succhini, non sarà mai più un vero BarCamp.
L’evergreen MCC al flavour da Fred Bongusto se l’è svignata prima ancora che iniziassero le danze, mentre Marco Massarotto mi ha onorata ( intercettandomi tra un fusillo e due sughi pronti) con una stretta di mano. Vi prego, ditemi che non sono l’unica a non averlo riconosciuto.
La fauna maschile meritava. Non ci sono parole per Stefigno (ah, Stefigno!) e Sonounprecario (premio Wella #PWC ) o per Mushin (mortalmente simpatico) e Smeerch (piacevolissimo compagno di tavola e chiacchiere radiofoniche) e Ciocci (il toscano acchiappa sempre). E Sorchiotti, e Wolly,i cioccolatini di Eio , Torriero e i suoi interventi al fulmicotone.E Suzukimaruti, chevvelodicoafare,sempre nel mio cuore.
Le quote rosa degne di nota hanno allietato con sobria femminilità l’atmosfera: Elisa (sponsor tecnico ufficiale di accendini), Elena (lo shot più veloce del west), Sogliadibronzo&firstboyfriend , Linda ,Silviakittys , Niki e quel sagomone di Daniela_Elle con markettone incorporato.
C’era anche gente che, non ci fosse stata, avrebbe fatto uguale. Ma pace, non si può voler tutto dalla vita. C’è a chi piace fare qualche chilometro per arricchire il proprio Flickr con trofei più o meno riusciti. I miei complimenti alla perseveranza sfiorante il ridicolo.
Del resto, anche io ho un piccolo trofeo tutto mio. La più bella sorpresa del PWC: Maria/Sednonsatiata .Dolcissima, grintosa, passionale, intelligentissima e con la fobìa degli spigoli.
Unico appunto. E’ mancata la lotta nella fanga. Sinceramente ci speravo. Il trash aumenta l’audience e contenta le platee.
Mi sento responsabile di non aver contribuito come volevo. La colpa, però, datela alla padrona di casa.
Una Fiorini nel cannone è terapeutica e spegne la nefasta fiamma di inutili belligeranze e bagarre.
Come un santino nel portafogli, il sorriso di Francesca è il mio souvenir che custodisco gelosamente.Me lo invidia anche PaulTheWineGuy.
Ci scommetterei il prossimo paio di occhiali da sole.
52 commentsDonnaDisordinata&Discontinua
Mentre osservo il caos che mi circonda, nel rifugio in fondo al corridoio (prima porta a destra), intravedo pagine e pagine di vita sparse per terra.Racconti infantili battuti sulla lettera32, diari adolescenziali pieni di lacrime e amori disperati, CD-ROM ricolmi di fogli elettronici iniziati e mai finiti.Storie, persone, luoghi.Memorie di una me parzialmente abbandonata all’oblio, come un alfabeto senza alpha e senza omega.
Questa stanza è incompiuta.Il galeone di Dylan Dog,insomma, che poi era un vascello.Anche se, non credo la differenza si noti poi tanto.
Il giorno in cui avrò finito di riordinarla succederà qualcosa di apocalittico, me lo sento.
E’ come se il tempo non bastasse mai quando, in realtà, sono Io a non bastare al tempo.Con un respiro affannoso si fa largo tra il marasma di vestiti, e coperte, e fotografie accatastate. Guadagna strada tra le cicche nel posacenere, nuotando nei fumi della noia e dei punti interrogativi.Il tempo.
Per coerenza, non mi resta che inforcare il notebook, schiantarmi sul bianco muro di Word in un crash-test emozionale, e lasciarmi andare al sesso sfrenato con un nuovo, avvincente, disperato, erotico tentativo di mettere in riga lettere, tipi e paragrafi, di una Donna Disordinata & Discontinua.
Direi che, tre aggettivi, come incipit, non sono per niente male.
2 commentsDite che sono grave?
Era una fredda e gelida mattina di Febbraio, quando uno degli araldi di Techlovers è venuto a prendere il caffè a casa mia.
Raramente faccio entrare nella mia tana maschi che non siano mio fratello o il mio fidanzato.Un certo imbarazzo non è mancato (far sparire slip, reggiseno e calzini, in pochi minuti è impresa degna di David Copperfield!), subito fugato da un numero indefinito di gaffes e risate di cuore (tnxverytnx a Lino Palena per la pazienza stoica e l’incrollabile fede nel proprio mestiere).
Per raccontarvi e raccontarmi, ho aperto le porte del piccolo grande mondo che mi appartiene, narrando la mia storia 2.0 di ordinaria felicità tecnologica.
Di straordinario c’è l’esperienza che, di suo, è già stata bellissima.Iniziata con il famoso bus a due piani , trova un divertente epilogo nel video che potrete visionare , votare e commentare .E nell’intervista dove scoprire piccole chicche sul Marileda-pensiero 2.0.
Votare non è indispensabile.Chi segue questo blog (quattro gatti e due cani, molto simpatici, però), sa bene che sono felice al di là di un primo, secondo o terzo posto.Mi piacerebbe regalarvi comunque la possibilità di vincere uno dei prestigiosissimi premi in palio (PC, smartphone e molto altro ancora!).
Dunque usate e abusate del banner nella mia colonna di servizio (quello con la scritta Techlovers), iscrivetevi (è aggratisse) e parteciperete votandomi all’estrazione di ricchi doni e cotillons!
Avete 48h a disposizione per fare la vostra scelta.
Sgranchitevi le falangi, leggeri clickate sul Vs mouse o scivolate su touchpad,dando la giusta preferenza a seconda dell’indice di gradimento che sentirete di esprimere!
Commentare è facoltativo ma, quei democratici di Techlovers vi lasciano anche libertà di espressione sui singoli concorrenti.
Ma siete ancora qui?!?
Dai su, clickate ,ed entrerete anche Voi nel mirabolante Universo di Techlovers!
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