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Archive for the 'avvistamenti' Category

E quindi uscimmo, a riveder le stelle.

In rete, con questo titolo, esistono oltre 30.000 risultati. Se siete cascati qui i casi sono due:

  1. avete clickato “mi sento fortunato”, incappando in una sfiga pazzesca
  2. state ancora rosicando per non aver partecipato al BeachCamp09

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Ora, se vi raccontassi tutto, ma proprio tutto, forse, mi beccherei in ordine sparso una decina di querele. Ed io sono povera. Poverissima. E mio fratello non vuole sapere di prendersela, questa benedetta laurea in Giurisprudenza.

Dunque, sarò soft e fresca come l’ovatta intinta in un mojito. A nessun blogger verrà fatto del male in queste note, e tutti i gossip in ostaggio riceveranno un trattamento più che umano.

Viaggio Bari-Francavilla al Mare. Cena a base di liquirizia offerta da IntiniG, benza e posto in macchina pagati dal mio pro-cugino Lorenzo V., tanta buona musica, qualche bestemmia dell’albergatore by phone, una diretta di scherzi-satanici-a-parte, qualche ricordo nostalgico legato a sentimenti antichi, la mia tipica sboronaggine. Segue puntata del Grande Fratello nella Comune Cinese del pernotto ed un punkabbestia nel mio letto.

Telefonate di rito, al mattino, arrivo in spiaggia. Sorrisi sinceri, strette di mano, abbracci, baci casti e puri. Un cetaceo si spiaggia sul Lido Venus armato di pareo. Qualcuno pensa sia Free-Willy, e gli chiede pure l’autografo. Cibocibocibo. E birrabirrabirra. Tanta. Ovviamente si parla di sesso. Sempre, ovunque, comunque. Finché Facebook non ha la meglio ma, anche lì, straccio Luca C. sulle paperelle vibranti.  Sucka pure a calciobalilla. Non con me, però.

Che venga messo agli atti.

Parlo d’amore con Novecento e SimplyGiulia (qui, siete liberi di malignare).

Però c’è il sole. E c’è il mare. Ed il lido che è una favola. Nel delirio da wi-fi, si tenta di comprendere il significato filosofico della parola ridondanza. Mainardi salta come un grillo. Indovinate quale dei tre fratelli. Eh si, perché i fratelli Mainardi sono come le sorelle March, impari a distinguerle solo dopo aver visto dieci volte il film a Natale.

Stalkerato con il surrogato di un Magnum Mr.Facebook, ho fatto già metà del mio dovere. Con un po’ di gentaglia mi lascio trasportare dalle acque adocchiando fustacchioni poco etero. Il fantasma delle tette della Taricani aleggia. Fino a materializzarsi. Sorella Sara è uno spasso. Quasi come Maxime. Ho detto quasi. C’è un bel feel, anche troppo. Ci appartiamo in bagno(libero spazio alla fantasia).

Speech time. E’ tutto bello, è tutto interessante. Quasi non sembriamo dei blogger cazzari allo sbaraglio, nel cuore dell’estate, ma più simpatiche canaglie, innocenti giovani dal sorriso sbarazzino con la brezza tra i capelli. Qualche granello di sabbia sulla pelle, tanta voglia di scoprire ed imparare.

Arriva la cena, ed il tripudio di carne. Sarkiapone pare Vulcano nella sua fucina. Scintille ovunque, casse a manetta, canzoni dei cartoni animati per tutti, anche per i più seri. C’è chi si diletta, nell’attesa, giocando a scopone. E’ un’allegra sagra bloggereccia del benessere. Ottimo cibo, ottimi amici. Ottimo vino. Sto troppo bene. Mentre qualcuno rimane prigioniero del suo personaggio pubblico, io conto stelle cadenti. Una decina, almeno. E’ uno spettacolo indescrivibile.

Scatta il bagno di mezzanotte, il mare è caldissimo e sembra proiettarci in un film degli anni ’80.

Temendo tintarelle di luna, ci fermiamo a chiacchierare sotto gli ombrelloni, con la voglia di dormire sulla spiaggia. Ma la festa è finita, e gli amici se ne vanno. A me non resta che dividere il letto della Comune Cinese con due uomini , Stefigno e Lore, scoprendone il lato più profondo: l’intenso russare.

Il mio grazie infinito è per la cricca MIKAMAI (mia compagna d’avventura in questa esperienza, lo sputtanamento era obbligatorio), per il Lido Venus, per i video di Hermansji, Parco dei Buoi (per avermi fatto scoprire la delizia della crudaiola con il pecorino a scaglie), per il Bar Milan e le sue colazioni, per la visione di quel fustacchione del guardiano della spiaggia che pareva uscito da Baywatch.

Mi torna alla mente una domanda, sotto il cielo notturno d’Agosto: sei felice?

Direi di si. Felice di aver ritrovato Lore dopo tanti anni, di aver provato le emozioni in technicolor da adolescente ad una festa delle medie, di non aver espresso alcun desiderio con il naso rivolto verso il manto stellato.

Non sempre, quanto desideriamo, è ciò di cui realmente abbiamo bisogno.

Appuntamento al BeachCamp2010!

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I Basilischi

Questa volta ero seriamente tentata dal non pubblicare alcun resoconto del Camp a Matera. Ogni volta che scrivo qualcosa, volontariamente o meno, scateno flames, crisi mistiche e risse 2.0 . E questo non concilia con il mio profondo desiderio di peace&love, maturato dopo secoli di problemi familiari, personali, lavorativi, eccetera eccetera eccetera.

Non sarebbe giusto, però, nei confronti di chi si è accollato onori ed oneri facendosi un mazzo così.

E non sarebbe corretto in nome dei sacri vincoli di amicizia bloggereccia, che mi legano a certa gentaglia che adoro frequentare.

Per cui, mi limiterò (senza, volgaVmente scadeVe in facili gossipponi), a dirvi che è stato bello tutto. Che tutti erano splendidi. Che anche io mi sono fatta fotografare in pose da diva. Che le incomprensioni ci son state ma è tutto, spero, chiarito.

Il lato negativo di un BarCamp è in chi non ci viene.

In tutti quelli che, pur non avendo partecipato, da fuori manipolano i “sentito dire”, o creano telefoni senza filo (i cordeless della fuffa), facendo scoppiare imbarazzanti diatribe sul pettegolezzo via chat, FaceBook o FriendFeed.

Io c’ero, sono stata abbastanza social e, social-mente, mi son goduta lo splendore di Matera, agitando le  chiome anabolizzate al vento e facendomi sciogliere il pallore da latticino al sole caldo dei sassi.

MateraCampers

Il fascino  del MateraCamp è una macchina del tempo in bianco e nero, così film anni ’60, dove  tecnologici bloggers dall’aria glamour e fashion, si trasformano in moderni Basilischi. Vitelloni geek  in cerca d’autore, così attuali e così antichi al tempo stesso, fra tradizione e desiderio di evasione. Personaggi partoriti da grandi registi: da Pasolini a Gibson, da Zampa a Beresford… tutti con una storia da scrivere ancora, tra pagine virtuali ed onirici scenari.

Il MateraCamp è location di straordinarie emozioni, narrate dai giovani aedi del 2.0. Immagini e parole per una indimenticabile esperienza, da ripetere per chi non c’era, da tatuare nel cuore per chi l’ha vissuta.

CREDITS

Lasciatemi sottolineare l’accoglienza fraterna di Rosalia. Amica storica della mia Mamma, nonché infaticabile proprietaria dell’ Albergo Italia. Ha il potere, in ogni trasferta Materana, di farmi sentire a casa mia, anche in una camera d’hotel. Mi ha vista nascere, crescere, pascere. Le devo molto per l’affetto, l’amicizia, il calore immutato negli anni.

E ringraziare poi chi, credendo nella manifestazione, ha contribuito a renderla unica nel suo genere:

Agenzia Viaggi Lionetti, Blogstargame, Bottega dei Sassi, Consorzio del Pane di Matera, Consorzio di tutela Vini MateraDOC, Derado, Egghia!, GFoss, Ideama – Web Agency, La Cantina della Bruna, La casa nei Sassi, Le dodici lune, La Stamperia Liantonio, Masseria Grieco, Mediateca di Matera, MTCom – Comunicazione e Relazioni Pubbliche, Panificio San Giacomo, Peperoni Pennella, Personalizzami, Sassiland, Videouno, Villa Schiuma, Blogo, GeekFiles, Liquida.

Tra i celolunghisti dell’obiettivo: Antonio Vergara (tanto criticato per le sue “brutte” foto, e poi osannato da tutti per i meravigliosi montaggi), autore della foto che troneggia in questo post, ed Elena “brezzadilago”, artefice dell’imago che, attualmente, mi fa da avatar in tutti i social network.

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Verità nascoste o bugie evidenti?

Dopo uno spropositato numero di comparsate frivolo-bloggerecce, ho deciso di darmi arie da persona seria.
Per quanto sia noto a pochi, scrivo anche su Hera Magazine, cose più o meno interessanti.

E tra sabato e lunedì ho risposto al richiamo di un convegno organizzato da Acacia Edizioni:

Rennes le Chateau.Verità nascoste o bugie evidenti?
locandinarlc

Non mi lascerò trascinare dal gossip che molta gente ha sviluppato intorno all’evento.

Credo anche non siano degni di nota o di risposta, coloro che mi hanno scritto “se non c’è Giacobbo non è un convegno su Rennes le Chateau”.

L’organizzazione è stata inappuntabile, la compagnia più che buona, i commenti sagaci.Non vedo di cosa ci si possa lamentare.

E non sono di parte. Perché se si parla di Maria Maddalena parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di geometrie e allineamenti new age parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di graal, parliamo ANCHE di Rennes le Chateau.

L’occasione è stata ghiotta per rivedere la mia collega di viaggio de “la Regola”, Lucia Mammaoca Zemiti , disquisire con lei sugli argomenti del convegno, ed incontrare ( due al prezzo di uno), alcuni amici del forum di renneslechateau.it .

L’effetto finale è stato “Pop!Goes my heart“. Per quanto i lusinghieri complimenti ricevuti portino bene a proiettarmi nel futuro, per molti continuo ad essere la battagliera Xena del docu-reality su Sky. Una sorta di meteora anni ’80 cui chiedere l’autografo ( ma sei Mal dei Primitives???Ci canti Furia cavallo del West??? ).

Qualcosa è cambiato.Più di qualcosa.E spero di poterlo dimostrare con il tempo. Sono tantissimi i ringraziamenti che vorrei fare, ma quello più forte e più importante è per il mio Direttore , che continua a credere in me e a farmi capire quanto, spesso, sia meglio non curarsi di terzi, e passare ad un livello superiore di consapevolezza.

Sbirciate Hera, se doveste averne voglia. Presto, prestissimo, potrei avere delle novità da comunicare.

E, ricordate, non è un caso che l’acacia si rinnovi sempre nel corso delle stagioni senza appassire mai.

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Essere Paul The Wine Guy

Con il solito, disastroso, ritardo. Come sempre, del resto. Fossi puntuale neanche mi riconoscerei.

Il ParmaWorkCamp è stata un’incredibile esperienza. Bella  tutta (o quasi) la gente, bella la location, bello il tema portante, bello il clima, belli i ristoranti e portate annesse e connesse. Bella, bellissima, la mente partoriente, quel donnino gravido di entusiasmo e simpatia che è la FranFiorini. Le volevo bene a distanza, da vicino quasi non riuscivo più a privarmene. State attenti, può dare dipendenza.

Amo Parma. Letteralmente. Ed amo l’ospitalità di Parma. Il garbo, la gentilezza, la signorilità.

Il B&B Centro Storico ha accolto me e Siskacesca (inappuntabile compagna di viaggio siculo-partenopea), con profumi familiari fuori dal tempo e dallo spazio.Il Sig. Demetrio mi ricordava tanto Jeff Goldblum. E  Jeff Goldblum è dannatamente sexy.

Poi gli abbracci, e le conferme, un Facebook live come neanche avrei mai sperato.

Sono stata seduta con Corrado, il presunto PTWG di questo Camp. Al prossimo l’interprete cambierà, come nelle soap-opera. PTWG è stato il vero protagonista dell’edizione, con le visioni  lynchane dei pizzini materializzatisi nel bagno, la sparizione dei miei rayban celesti (lo so, ti stanno divinamente, maledetto, pensami quando li indosserai), i badge mica tanto esclusivi che ricordavano  le magliette “io ho ucciso Laura Palmer”.

C’è un pò di PaulTheWineGuy in ognuno di noi, penso sia questa la morale. C’è senso critico e sregolatezza, voglia di pace e di zizzania, riflessioni agrodolci sulla vita blogosferica e tecnologica. E poi ci sono gli amorini, e la seduzione e i disincanti tipici delle telenovelas brasiliane.

Come tipo da telenovela brasiliana è Luca Sartoni, simbionte dei suoi bigliettini da visita (amiche, Barbarella usava il palmo delle mani,voi  potrete tentare l’approccio sovrapponendo la vostra Moo-card alla sua, io ero sprovvista… azz’.Andata in bianco.). Uno sguardo al photoshop e sei fottuta.Tipo da film anni ’30 Davide Tarasconi, il timido-precisino dal bicipite assassino (datevi da fare, è ancora single e, quindi, su piazza). Tipo da strapazzami di coccole Adamo. Non fosse stato per la ritrosia congenita l’avrei strizzato come un classico antistress.

Per tutti i gusti, per tutti i flirt.Come i succhini (Morgan spostate).Che un BarCamp senza gossip e succhini, non sarà mai più un vero BarCamp.

L’evergreen MCC al flavour da Fred Bongusto se l’è svignata prima ancora che iniziassero le danze, mentre Marco Massarotto mi ha onorata ( intercettandomi tra un fusillo e due sughi pronti) con una stretta di mano. Vi prego, ditemi che non sono l’unica a non averlo riconosciuto.

La fauna maschile meritava. Non ci sono parole per Stefigno (ah, Stefigno!) e Sonounprecario (premio Wella #PWC ) o per Mushin (mortalmente simpatico) e Smeerch (piacevolissimo compagno di tavola e chiacchiere radiofoniche) e Ciocci (il toscano acchiappa sempre). E Sorchiotti,  e Wolly,i cioccolatini di Eio , Torriero e i suoi interventi al fulmicotone.E Suzukimaruti, chevvelodicoafare,sempre nel mio cuore.

Le quote rosa degne di nota hanno allietato con sobria femminilità l’atmosfera: Elisa (sponsor tecnico ufficiale di accendini), Elena (lo shot più veloce del west), Sogliadibronzo&firstboyfriend , Linda ,Silviakittys , Niki e quel sagomone di Daniela_Elle con markettone incorporato.

C’era anche gente che, non ci fosse stata, avrebbe fatto uguale. Ma pace, non si può voler tutto dalla vita. C’è a chi piace fare qualche chilometro per arricchire il proprio Flickr con trofei più o meno riusciti. I miei complimenti alla perseveranza sfiorante il ridicolo.

Del resto, anche io ho un piccolo trofeo tutto mio. La più bella sorpresa del PWC: Maria/Sednonsatiata .Dolcissima, grintosa, passionale, intelligentissima e con la fobìa degli spigoli.

Unico appunto. E’ mancata la lotta nella fanga. Sinceramente ci speravo. Il trash aumenta l’audience e contenta le platee.

Mi sento responsabile di non aver contribuito come volevo. La colpa, però, datela alla padrona di casa.

Una Fiorini nel cannone è terapeutica e spegne la nefasta fiamma di inutili belligeranze e bagarre.

Come un santino nel portafogli, il sorriso di Francesca è il mio souvenir che custodisco gelosamente.Me lo invidia anche PaulTheWineGuy.

Ci scommetterei il prossimo paio di occhiali da sole.

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Dite che sono grave?

Kiss Me

Era una fredda e gelida mattina di Febbraio, quando uno degli araldi di Techlovers è venuto a prendere il caffè a casa mia.
Raramente faccio entrare nella mia tana maschi che non siano mio fratello o il mio fidanzato.Un certo imbarazzo non è mancato (far sparire slip, reggiseno e calzini, in pochi minuti è impresa degna di David Copperfield!), subito fugato da un numero indefinito di gaffes e risate di cuore (tnxverytnx a Lino Palena per la pazienza stoica e l’incrollabile fede nel proprio mestiere).

Per raccontarvi e raccontarmi, ho aperto le porte del piccolo grande mondo che mi appartiene, narrando la mia storia 2.0 di ordinaria felicità tecnologica.

Di straordinario c’è l’esperienza che, di suo, è già stata bellissima.Iniziata con il famoso bus a due piani , trova un divertente epilogo nel video che potrete visionare , votare e commentare .E nell’intervista dove scoprire piccole chicche sul Marileda-pensiero 2.0.

Votare non è indispensabile.Chi segue questo blog (quattro gatti e due cani, molto simpatici, però), sa bene che sono felice al di là di un primo, secondo o terzo posto.Mi piacerebbe regalarvi comunque la possibilità di vincere uno dei prestigiosissimi premi in palio (PC, smartphone e molto altro ancora!).

Dunque usate e abusate del banner nella mia colonna di servizio (quello con la scritta Techlovers), iscrivetevi (è aggratisse) e parteciperete votandomi all’estrazione di ricchi doni e cotillons!

Avete 48h a disposizione per fare la vostra scelta.

Sgranchitevi le falangi, leggeri clickate sul Vs mouse o scivolate su touchpad,dando la giusta preferenza a seconda dell’indice di gradimento che sentirete di esprimere!

Commentare è facoltativo ma, quei democratici di Techlovers vi lasciano anche libertà di espressione sui singoli concorrenti.

Ma siete ancora qui?!?

Dai su, clickate ,ed entrerete anche Voi nel mirabolante Universo di Techlovers!

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Bridget Jones, spostate…

È di un’ombra e un pensiero che sei innamorata. Non posso darti quello che cerchi.*

Caro Secondo Amore della mia Vita,
dillo che ti suona strano sentirti chiamare così. Che il primo è stato l’Altro, e meno tormentato di te.E stenti a crederci.Dillo.Mi hai rovinato l’infanzia, la prima giovinezza, la pubertà.Il sale delle lacrime versate per te ha inaridito le Lande dell’Anima, su pagine, e pagine, e pagine di diari scritti male, e in fretta.Sotto le coperte, con la torcia.Dopo i giochi della bottiglia e i balli della spazzola rifiutati, dopo il regalo di compleanno con tanto di fiocco (“sai, facciamo finta non sia successo niente, amici come prima”), dopo la mia dignità a domicilio una volta, e anche abbastanza triste.

In quindicianniquindici ( o sedicisedici ) anni, sei rimasto lì, sul piedistallo, frutto dell’arte Ellenica. Perfetto come Apollo, glaciale come un calcolatore degli anni ’70.

Mi sono considerata una tua Creatura da sempre. Forgiata tra i banchi di scuola a botte di Carmelo Zappulla e Mario Merola. Leggendo fumetti e scoprendo il fantasy. Giocando a ZackMcCraken, travestendomi da uomo, bevendo birra e consumando panini. Pedinandoti. Portandoti la colazione a letto. Fotografandoti di nascosto. Mentendo ai miei genitori, pur di starti vicino.

Seconda a tutte. Sempre. Io che non so perdere. Per te sono stata anche medaglia di bronzo, qualche volta. Mentre di bronzo c’era solo la tua faccia. Una faccia da schiaffi, immeritevole delle mie attenzioni, del mio amore incondizionato, dei sacrifici, dell’adorazione pagana.

La sabbia scorre pesante, pesantissima. Il tempo si legge nei nostri capelli. Le strade corrono separate, ma ti seguo attenta e vigile, con la la coda dell’occhio nello specchietto retrovisore.
Non sorpassi. Mantieni una velocità costante.
Sei più o meno mediamente felice, come lo sono io.
E più o meno innamorato, come me.
Con più o meno progetti, più o meno convinti.
Più o meno bello.
Più o meno diverso, più o meno uguale.

Per la prima volta ti stringo senza abbracciarti. E mi immergo in te, senza annegare.
A stile libero attraverso il Canale della Manica. Non sento freddo, non mi tremano i polsi.

Specchiandomi nel tuo sguardo mi scopro donna. Forse più vecchia. Forse più saggia.
Ed oltre lo specchio, il Paese delle Meraviglie. L’emozione non ha voce. Neanche la mia, così finta e impostata.
Seguo il Bianconiglio, il mio Mondo non è più fatto solo da libri con le figure e, tra le pagine, ti scorgo amico e sincero, limpido e luminoso. Sciolgo l’Unico nel magma, una volta per tutte.

Sam: Lo so. È tutto sbagliato. Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo. È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.
Frodo: Noi a cosa siamo aggrappati, Sam?
Sam: C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo.**

* Aragorn ad Eowyn da ” Il Signore degli Anelli-Il Ritorno del Re”. Adattamento cinematografico di Peter Jackson dall’ originale di J.R.R.Tolkien
** Sam a Frodo da ” Il Signore degli Anelli-Le Due Torri”. Adattamento cinematografico di Peter Jackson dall’ originale di J.R.R.Tolkien

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Quando balla il POPOLO DI INTERNET

Il mio fidanzato l’aveva detto: “Mari, il tuo problema è che non conosci le sfumature di grigio“.
Come sempre, aveva ragione lui.
La mia prima uscita ufficiale, dopo sei mesi di reclusione e lavori forzati è stata l’acme dell’eccesso, un delirio di voci, volti, colori, suoni e superalcolici.
Insomma, per qualche ora mi sono sentita catapultata in quinta superiore, quando hai diciotto anni appena compiuti e tutto (o quasi) ti è permesso dalla Legge.

Questo, e molto altro ancora, è stato il FaiQuelCazzoCheTiPareCamp.

Facciamo una piccola premessa.Su Twitter, qualcuno m’ha tacciata di snobismo.Certamente, il dubbio viene se mi sparo sei ore di treno per partecipare alla manifestazione “collaterale” e non al Camp “vero e proprio”.Mi toccava di forza fare una scelta: passare per l’intellettual-sborona del secolo (e, dunque, perdermi l’escluzivizzzzzzima serata), oppure fare la bloggeuse party-chic e non partecipare al RomeCamp2008.

Ad essere sincera, appena postosi il dilemma ho immediatamente rintracciato Maxime, minacciandolo di forargli le ruote della macchina, distruggergli il parabrezza, rigargli le fiancate,se non fosse uscito un posto per me sul bus del duepuntozero che conta.

Lasciata a casa con i piatti da lavare quella parvenza di brava ragazza costruita davanti ai parenti, ho staccato il cervello e mi sono posizionata in quel della Capitale.La prima Mission Impossibile è stata cercare un parrucchiere alle 19:30 su Roma.
Neanche la raccomandazione del Papa è riuscita a farmi la grazia e, dunque, con due cicorie spiaccicate intesta mi sono diretta in tassì dove mi aspettavano quel Sagomone di Stefigno e quel Personaggione di Smeerch.

La mia serata alternativa era già cominciata.Non pensavo avrei rimorchiato prima ancora di salire sull’autobus: Maurizio, il tassinaro testosteronico, parte con l’approccio antiromantico, proponendomi un giochetto con la sua leva del cambio.Non è il mio tipo, ed io sono una bambina all’antica.Fortunatamente molla la presa (e l’impresa) alla salvifica telefonata del mio Dottore di Fiducia (Col, non ti sarò mai abbastanza grata!).

Con balzo da pinguino, mollo il viscido rimorchione per salire in groppa al destriero di Stefigno (scooterone in prestito, che avevate capito?), per avviarmi al Pulitzer dove alloggiano numerose blogstar in loschi affari affaccendate.Pian pianino la compagnia si anima… qualcuno suggerisce che il tasso alcolico sarà basso (ah, PocaCola!), e tra abbracci, baci e carrambate, scorgo quella meraviglia di Dania che, porcazozza, non è figlia di Photoshop manco per niente.

Tra il figume imperante nella hall, si fa strada the woman in red, la Carrie Bradshaw del Tavoliere,più charmeause non s’era mai vista: una diva bonsai, così in tiro che a Rutigliano, mi sa, non l’avrebbero riconosciuta.

Mi si rizzano le cicorie in testa.Sono tutte splendide ed io, come al solito, trafelata e rincoglionita dal viaggio, sembro Bridget Jones prima della cura.

Finalmente arriva il bus.Alto, bello, simpatico, intelligente.Ci si sta stretti come sardine e qualcuno si lamenta.Un classico però, son certa che in tutte le feste, anche a certi matrimoni perfetti, qualcuno zittozitto ha da ridire.
Se non è la sposa è il tavolo, se non è il tavolo è la bomboniera.

Ma non è l’Evento del Secolo (quello era un party raffinato ed educato, questo un raduno di sbalestrati fuori di testa)e, dopo una traversata romana come quella sui due piani, non penso ci sarà più nessuno disposto a lamentarsi.Dimenate le carni ( e le chiappe, vero Maxime?), presi d’assalto i taralli, prosciugate le taniche di vino(io ne so qualcosa), al Gianicolo si respira sempre e solo aria di fiesta.Parte la schiumata collettiva, qualcuno si imbosca, chi fuma, chi ride, chi scherza.Ed il cielo, trapunto di stelle, è sempre più blu per il Popolo di Internet(cit.).

Nonostante l’epilogo della sottoscritta al Cto di Garbatella (non fosse stato per Vipera-Infermiera-MamminaPremurosa, forse, sarei ancora nella hall del Pulitzer a scimmiottare Amy Winehouse dopo la peggiore delle sbronze), ho vissuto tutte le forti emozioni che, alla mia età, per alcuni, sono solo un ricordo.

Mi sono sentita, per la prima volta dopo secoli, adolescente e matta, senza responsabilità nè vincoli, uno Spirito Libero con la sola, unica, sconsiderata voglia di Fare Quel Ca**o Che Mi Pare.

P.S.:due ringraziamenti doverosi.Il primo a TechLovers che ha sponsorizzato questa meraviglia di notte, il secondo al personale medico e paramedico del Dipartimento di traumatologia S.Eugenio-CTO che mi ha rimessa a nuovo, più in forma di prima(toostrong,toofast,toobetter).

P.P.S.:dimenticavo… vorrei ricordare i link di tutti, le facce di tutti, i nomi di tutti.Vi prego, chiunque voglia essere linkato, si segnali tra i commenti e potrà avere la degna visibilità.:-)

P.P.P.S. (volante uno a volante due):troverete alcune deliranti testimonianze qui e qui.

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Faccia da blogger

Che bello scoprirsi in prima pagina, con la heavyrotation dei ritratti di Palmasco, sul sito ufficiale del RomeCamp.A qualcosa, dunque, le nostre belle facce da bloggers servono…

P.S.:dicheno che, forse, e dico forse, e ripeto forse… al RomeCamp potrei esserci anche io.Ma, per averne la certezza, potrete cercarmi su un bus inglese a due piani.

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A Malgioglio doll,in a Malgioglio world

Se avessi un figlio/a, anche dall’orientamento sessuale non perfettamente definito e, per sbaglio,mi domandasse di comprargli una “bambola Malgioglio”,potrei nell’ordine

-tentare il test del DNA, per assicurarmene la maternità
-trovare una culla di adeguate dimensioni per attuare il caro,vecchio escamotage dell’abbandono sul sagrato
-regalargli ActionMan per Natale così,almeno, può fare la coppia

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Materacamp2008

La prima volta che feci l’amore avevo 18 anni.Me lo ricordo come fosse ieri.Una grande emozione e l’ingenua voglia di farlo ancora, e ancora, e ancora.

Il Materacamp2008 è stato il mio primo barcamp.Ed il primo barcamp, si sa, non si scorda mai.

Anche di questo, una volta tornata a casa, ne volevo ancora, e ancora e ancora.Spasmodicamente, visceralmente, fisicamente.

Si fanno cose, si vede gente, si urla “dajeeeeeeeeeeeee!”.E si beve, soprattutto si beve.

E si sta bene, si sta bene da Dio.

Specialmente quando scopri che Clarita è splendida come sembra (e forse di più), che Catepol è, come suolsi dire, una “sorella divisa alla nascita” (e forse di più), che Manila è dolcissima e adorabile (e forse di più, pur essendosi definita sempre “parecchio stronza”), che Palmasco è il tuo guru (e forse di più), che Sw4n è un bidone di uomo (ma questa è un’altra storia…), che i piemontesi non sono tutti uguali (anche se, a volte, sembra), che Zoro non è una divetta, che Paola non è la Littizzetto del tavoliere (è un pò più carina, daje!),che Giovy ha una pazienza incrollabile (dietro l’aria marpionesca), che le chiappe di Stefigno sono più famose di Stefigno stesso(e forse di più), che il leopardato non passa mai di moda, che i Googlisti si sposano,che io e LadyZarcon abbiamo gli stessi gusti in fatto di camicie, che Laura Epifani riscuote più successo di suo fratello (pur non avendo un blog), e che il peperone crusco è il peperone crusco (su questo non ammetto smentite).*

Da un Barcamp si capiscono mille cose.Prima fra tutte che senza il contatto umano i social networks non servono ad un cazzo.E che ci sono bloggers di un sexy pazzesco.Roba che, da una pagina web, mica si può capire (i nomi li ometterò, molti son sposati, taluni fidanzati, altri single ma molto gettonati, troppo gettonati…).

E che quella del 2punto0 è una scusa, come ce ne sono tante.

La scusa per riscoprire tanti bei valori, tanti sorrisi, tante canzoni, tanti abbracci, tanti colori.Che valgono più di mille link, misàmisà.

Pure più dell’indice technorati, degli Adsense, del pagerank, del calendario con Antonio Sofi nudo **.

*in continuo aggiornamento

**no, c’ho pensato bene.Più di questo non si può…

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