Una Buona Pasqua
Che già diversi natali, me li sono abbondantemente bruciati.
Che, siamo sinceri, i primi dell’anno non sono di certo girati meglio.
Che, forse, anche le altre festività, già avevano fatto abbastanza schifo.
Con la Santa Pasqua, faccio tombola. Da Tricase, con furore. In un tre stelle periferico, a duecentometri dall’ospedale e a cinquanta passi dal tabacchino.
Attenzione, non me ne lamento. Il verde del camice sterile mi dona e quella mascherina sul viso mette in risalto gli occhi da orientale. E l’eremitaggio forzato, in fondo in fondo, aiuta anche a non pensare al resto. Tutto quel resto che, per comodità, chiamerò “l’inutile accessorio”.
Tra sfighe, sfighette, sfigati e sfigaTTi, solo per dire Buona Pasqua. Che sarei vagamente se-mi-scredente, ma con la convizione che non puoi mai dire ” è finita davvero”, finché hai ancora almeno un uovo di cioccolata da scartare.
Fra tante sorprese del ciufolo, prima o poi, un qualcosa di decente, pure per probabilità statistica, dovrà arrivare.
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Arriverà stelìn, vedrai che arriverà. Ti sono vicina e ti abbraccio fortissimo in attesa di farlo “dal vivo” con tanto affetto :-***
Tanti cari auguri anche a te tesoro!
Un bacione :*
Se non ci fosse una speranza, almeno oggi ! Buona Pasqua Marileda
si sa che la seconda metà dell’anno è quella che conta?! vedrai, ti offrirà tanti momenti belli. intanto forza e resistenza.