Questo male di vivere (varie ed eventuali)
L’ho detto, l’ho fatto.
Non c’è più niente, niente, niente, che mi leghi a te. Caro FriendFeed.
Quando un tot di persone, si fosse accorto della sparizione del mio account, pensai, ne avrei parlato.
Quel momento è giunto e, di frasi che giustifichino “l’estremo gesto”, ce ne sono davvero poche.
FriendFeed è il male. E’ la pigrizia che prende forma di Agente Smith. Si moltiplica, subdola. Ci intasa di dati e informazioni inutili, dimezzando con l’accetta il tempo di produzione. Accumula perfetti estranei che vanno di pala nel tuo intimo, gente cui non glien’è mai fregato nulla di cosa scrivi, di cosa provi, di come agisci.
E, a pecora, ti fai inglobare dal gioco perverso. Belando sottoscrivi gruppi, segui mode e mode, senza un perché. Parte l’annullamento psicologico e cresce la sudditanza da una sorta di effimero successo. Superfluo.
Come Clarice Starling, un giorno, ho sentito la necessità di frenare il pianto degli agnelli.
Mi ha meravigliata il più intelligente tra i cari Friends:
adesso come saprò cosa fai?
Non so, come facevano gli antichi?!?!
Una telefonata, una mail, un sms. Magari, puoi prenderti anche la briga di digitare l’url del mio blog e dare uno sguardo a quel che scrivo, senza accatastarmi in quel continuo saliscendi di avatar e paroleparoleparole.
E poi, diciamolo, a me, lo smile dei “like”, era venuto pure un po’ sulle balle.
C’è lo slow-food, lo slow-drink, lo slow-sex. Per apprezzare la qualità dei contenuti, senza farsi fagocitare da una quantità industriale di schifezze a buon prezzo.
Io ritorno allo slow-blog. Voi fate un po’ come vi pare.
Più umano. Più vero.
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cos’è, un pesce d’aprile anticipato?
mai stata più seria di così
Al riguardo ho scritto: «In ogni caso, personalmente non credo che si debba strepitare o sottolineare più di tanto il fatto che qualcuno decide liberamente di andare ‘oltre’ l’esperienza di un Social Network, eliminando il proprio account. Molto spesso mi ritrovo a valutare la possibilità e l’eventualità di chiudere i battenti, consapevole che ogni esperienza ha un suo tempo. E’ preferibile maturare certe scelte con la consapevolezza di se stessi e del proprio passo e non sull’onda della rabbia, della disapprovazione o, ancora peggio, del risentimento verso qualcuno (che, magari, è scantonato nel nostro vissuto analogico…nella “realtà”…facendoci un po’ male). Siamo noi i responsabili della possibililità di vivere – e valorizzare – questi spazi come strumenti di amplificazione e non di restrizione delle nostre libertà. E, a volte, la massima forma di libertà è proprio la declinazione della libertà. Sul “come” farlo, poi, secondo me ognuno è arbitro. Infatti, non ho mai ben capito chi afferma che andarsene in silenzio è come sbattere la porta.»
Fai buon viaggio, Marileda…
(a presto)
L’a.
Touchet. Sei una grande. Ma questo lo sai. Sul dove di preciso lascerei libero spazio all’immaginazione. Mi pare ovvio, comunque, si dia per scontato che questa è la mia esperienza. Poi, giustamente, ognuno la vive come preferisce. Tempo addietro, criticai pesantemente chi fece scelte ben più drastiche. Ma io avevo perso il controllo di una cosa che mi creava “fastidio fisico”. FriendFeed mi disgustava ad ogni schermata. E più disgusto provavo, più l’attrazione cresceva. E la voglia di averne ancora, ancora, ancora. Ammetterai, spero, che l’utilizzo sfrenato del mezzo possa, alla lunga, dimostrarsi deletereo. E che, nel momento in cui la dipendenza, da un qualsivoglia mezzo sociale, si trasforma in patologia, forse, è arrivata l’ora di staccare la spina.
Per amore del buon senso.
Prendo in prestito un termine di FriendFeed per sottolineare un pensiero che condivido appieno.
LIKE!
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«Mi ha meravigliata il più intelligente tra i cari Friends:
adesso come saprò cosa fai?
Non so, come facevano gli antichi?!?!
Una telefonata, una mail, un sms. Magari, puoi prenderti anche la briga di digitare l’url del mio blog e dare uno sguardo a quel che scrivo, senza accatastarmi in quel continuo saliscendi di avatar e paroleparoleparole.»
.:.
Ahò, non è mica morto nessuno.
Mi dispiace Mari
passerò comunque a trovarti qui
OK. io ho preso atto che non c’è UN solo uomo soddisfacente qui dentro… mi deleto ed esco a cercarne uno !!! (—-> Marileda™)
[ci mancherai...]
Appoggio appieno la tua scelta. Del resto FriendFeed si porta via parecchio tempo per cazzeggiare. Certo, un po’ ti mancherà, ma adesso ti accorgerai di avere parecchio tempo libero da dedicare ad altre cose, magari anche più intelligenti.
E comunque, lunga vita allo slow-blog!
peccato, vé.
Sottoscrivo ogni parola. Non so cosa abbia scatenato questa decisione e non insisterò per saperlo. Amicizia è anche questo: capire senza bisogno di troppe parole. Massimo rispetto per te, sorella. Tanto che me frega…io per sapere come stai ho altri mezzi più diretti no. E poi son contenta di leggerti qui. A casa tua. Dove decidi tu che peso dare ad ogni parola. Un abbraccio
Marileda, annichilito dalla vergogna e dalla frustrazione perchè, ovviamente, ignoro cosa sia FriendFeed, dalla mia caverna preistorica, filosoficamente appoggiato alla mia clava penso a quello che mi disse mia nonna quando le comunicai che non volvo più vedere intorno a me le masse di cibo che allietano il meridione … Mi disse: Figliuzzu, u’ problema unn’è lu mangiari, è la vucca! Se qualcuno ti chiede la traduzione falla a tuo piacere perchè l’argomento mi sembra pertinente e esauriente …
Bacio
Carpeoro
Tenderei a pensare che quando uno strumento diventa il “male” e come tu scrivi “E’ la pigrizia che prende forma di Agente Smith. Si moltiplica, subdola. Ci intasa di dati e informazioni inutili, dimezzando con l’accetta il tempo di produzione. Accumula perfetti estranei che vanno di pala nel tuo intimo, gente cui non glien’è mai fregato nulla di cosa scrivi, di cosa provi, di come agisci”, quasi mai è colpa dello strumento.
I sentimenti verso le persone, in particolare o in generale, cambiano. Verso alcune sto diventando particolarmente insofferente, è vero, mi sono accorta di nascondere e bloccare molto più spesso di quanto abbia mai fatto, ma continuo a credere che FriendFeed sia uno strumento eccezionale, proprio perché aggrega contenuti che altrimenti non avrei modo di leggere. E perché credo nella serendipità.
Poi, ovviamente rimane spazio per altro, il cazzeggio, l’inutile, il rumore, ma sta a me imparare a modularlo a mio piacimento o spegnerlo del tutto. Questo per dire che rispetto la decisione di chi lascia, è sacrosanta, però mi permetto di dire che probabilmente il mezzo non c’entra molto e le ragioni vanno cercate altrove.
Tanti auguri per tutto e a rivederci in giro.
e noi passeremo di qui.
Io te lo assicuro.
Perchè sono certa che senza la piccola casa dei nostri blog il resto non ci sarebbe mai stato. Ed è a quella che dobbiamo rimanere attaccati.
Ti capisco e rispetto la tua scelta.
Se è vero che FF consente di regolare il rumore, è altrettanto vero che avrebbe senso rimanere lì (smanettando continuamente sui comandi) solo se esistono ancora interessi validi.
In questo senso la tua scelta è coerente con la frase “Non c’è più niente, niente, niente, che mi leghi a te”, chiarissima, nonché l’occasione giusta per verificare, se mai ce ne fosse bisogno, chi veramente è interessato a quello che dici.
FF non è l’unico mezzo per tenersi in contatto: basta volerlo fare.
Un abbraccio.
Roberto
Ovviamente se il blog è uno strumento che ti permette di comunicare meglio di FF hai fatto bene a cancellare l’account. Che FF sia il male invece mi sembra esagerato. Magari sono alcune persone che stanno su FF che rendono tutto molto complicato
io qui sto, cara la mia Zia. ‘ndo vado ?
poi ci sentiamo con altri canali, eh
abbracc’.
e poi sto’post è proprio bellino
…non so
francamente mi piace molto di più leggere su un blog…
è come lasciare parlare liberamente, esprimere meglio un’emozione.
Mah! sarà che mi piace ascoltare. Che ne so.
un abbraccio
Sai già come la penso. :-**********************
ecco spiegato il perchè e il percome delle cosa. e comunque non c’è bisogno di un perchè per fare la cosa che si preferisce. avevi già detto che ti mancava il blog e il mondo dei blog e stai portando avanti la tua filosofia con coerenza…io ci sono anche qui. bacio. marlene
Ciao Nicola. Trovo molto interessante l’idea di una microsintassi informativa (e non classificativa) . Secondo me sarebbe utile anche l’inverso. Una cosa tipo dlike (i dont like) affinchè si possa segnare anche qualcosa che non piace e non per forza qualcosa che piace. No?
This comment was originally posted on Nicola Greco
Ciao Nicola. Trovo molto interessante l’idea di una microsintassi informativa (e non classificativa) . Secondo me sarebbe utile anche l’inverso. Una cosa tipo dlike (i dont like) affinchè si possa segnare anche qualcosa che non piace e non per forza qualcosa che piace. No?
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…aggiungo: magari utilizzare il segno – per negare (Esempio: /-like)
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…aggiungo: magari utilizzare il segno – per negare (Esempio: /-like)
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Sicuramente! Questa idea è da segnalare nel wiki http://microsyntax.pbworks.com/
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Sicuramente! Questa idea è da segnalare nel wiki http://microsyntax.pbworks.com/
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Ho fatto richiesta dell’account di accesso. Come posso inserisco anche quella che ti dicevo relativa a /CC [NomeLista] oppure /VIA [NomeLista]
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Ho fatto richiesta dell’account di accesso. Come posso inserisco anche quella che ti dicevo relativa a /CC [NomeLista] oppure /VIA [NomeLista]
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[...] sto riprendendo, come dice Marileda, uno stile di vita molto slow-blog e molto happy-twitter-user. Mentre c’è chi scrive post e [...]
Questa microsintassi moltiplica le possibilità di un mezzo già molto potente quale è Twitter. Davvero notevole.
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Questa microsintassi moltiplica le possibilità di un mezzo già molto potente quale è Twitter. Davvero notevole.
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Io mi sono iscritto da relativamente poco, e dopo la sbornia iniziale mi son fermato. Calma.
Ti capisco, ti aggiungo ai feed e continuo a leggerti qui.
però per veicolare rapidamente delle news può essere utile, anche se quando non c’era la rete e le notizie arrivavano lente lente si viveva lo stesso, anche meglio in fondo in fondo
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il giorno dopo l’aggressione al berlusca sono stato a pranzo da amici. Mentre noi stavamo qui a twittare e tumblerare la statuina, loro la sera dell’"attacco" erano a mangiare una pizza o vedersi un film, o altro. La mattina avevano sentito e leggiucchiato qualcosa in giro. Durante il TG di pranzo avevano visto per la prima volta il video, che per me era ormai vecchio. Si vive benissimo senza rincorrere le news (tranne quando lo si fa per mestiere
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E altre considerazioni sui rapporti che si creano tra le persone sui social, sui blog e là fuori, volevo farle, ma finirei per alludere ai soliti fatti personali che ormai sono troppo vecchi e lontani per essere importanti, anche se quei maledetti periodicamente tornano. Non sono neanche abbastanza lucido da scrivere qualcosa di senso compiuto, forse
Forse è anche ora di andare a dormire. Non nevica nemmeno qui fuori, almeno vedrei qualcosa di bello.
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Ma i rapporti virtuali, o meglio le "amicizie virtuali", appartengono all’immaginario Signor Frank? "ma io non sono immaginario"(citazione)
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http://tinyurl.com/ygcy659 poco lucido e molto discutibile, come al solito, ma viva le cose scritte di getto e senza pensarci troppo!
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Rispondo solo ora. Ed in maniera impersonale. Magari ho fatto una cazzata e, qualche volta, lo ammetto, mi mancate. In questo momento storico, però, voglio lasciar spazio solo alle cose che possono migliorarmela, la vita. E FF, mi ripeterò, lo trovavo aberrante. Un giorno ho fatto delete senza neanche pensarci su, alle centinaia di foto, di frasi, di ricordi, di emozioni legate a certi momenti. Quel che conta davvero, un posto nella memoria, lo troverà ugualmente. Grazie a tutti, ovviamente. Dopo il post su Berlusconi e Massoneria, credo di non aver mai visto così tanti commenti insieme, da queste parti.
Bravissima. Da un fautore – da sempre – del slow-blog come me che ti aspetti? Bravissima. Concordo e rilancio. Gli amici, quelli veri, li incontri al bar dell’angolo o in qualche altro posto, non in un social network.
Il tuo argomento vale per molti altri strumenti web che invece di farsi usare ci usano…
Un saluto a tutti.
Io leggo qui… Mica su friendfeed. Brava.