Archive for novembre, 2009
C’è qualcosa…
di storto dentro me…
Non so spiegare cosa sia. Sento incepparsi la ruota di certe dinamiche psico-socio-comportamentali. Odio tutto e tutti senza neanche un logico perché. Ho bisogno costantemente di colpevoli sulla mia strada e di responsabili con nome e cognome che si prendano carico di tutte le mie inadempienze.
Odio, a maggior ragione, chi prova a volermi bene. Quelli gentili, disponibili, premurosi. E li odio proprio per questo, perché non capiscono che il motore mi si è ingolfato e che non riesco sentimentalmente a guardare oltre la punta del naso.
L’odio è fonte di ispirazione, è linfa dei popoli, è humus creativo. Stimola l’ingegno e mi aiuta a pianificare tattiche di stampo criminale, pur di averla vinta. Oggi è così, domani chissà.
Ma odio in particolare una persona, che ha preso la via di fuga senza neanche lasciare un post-it sul frigorifero. Me lo merito, non nego l’evidenza. Meriterei anche un po’ di considerazione, però, quella vera.
Perché la Vita è un prendere e un dare. E, almeno sul piatto della bilancia, di quel che ho dato penso di aver perso il conto. Essere non-amici, scuote la coscienza più di un elettroshock sul muscolo inerme. Ed è più devastante dell’essere amanti o nemici.
L’odio mi mette sul piatto l’occasione per sentirmi più cattiva. L’odio è una banale scusa per dirti: “mi manchi”.
Nonostante tutto. Si. Mi manchi.
5 commentsMa la gente mi guarda come se
c’è qualcosa di storto dentro me…
mi vien voglia d’urlare
e invece no…
ti vorrei cancellare
e non si può…
sono un’anima in pena…S.Caputo/Sogno Erotico Sbagliato/Anima in pena
Morte di una povera falena
Con le poesie son sempre stata negata. Dal liceo ad oggi. Non so scriverne, non so leggerne. Però, Carpeoro, Lui, si, sa bene come rendere cose, situazioni, immagini, in versi.
E’ il mio Direttore, ma non c’è piaggeria in questo gesto. Solo la voglia di condividere una cosa bella, nella tragedia, perché il ricordo rimanga vivo, intenso. E perché la parola “amore” non venga confinata alle favole etero con principesse simil-barbie e sentimenti da “…e vissero per sempre felici e contenti”. Se c’è una Brendona, per tanti uomini, tanti uomini ne hanno evidentemente bisogno. E non solo per sesso. E non solo per sentimento.
No commentsQuesto strano nostro mondo
che ti impone come amare,
che pretende predicando
che tu sia da definire
o maschile o femminile,
a seconda d’un pendaglio
o di qualche aggiunta vile,
definendo dal dettaglio,
distinguendo Luna e Sole!
Ma tu ora nella Luce,
ne sorridi dolcemente
delle nostre distinzioni …
Dove tutto si produce
sei padrona finalmente
anche delle tue emozioni.
Il colore della violenza
I silenzi composti delle donne sono tinti di nuance scure tendenti al giallo. Lividi sul corpo e nell’anima. Un baleno di viola e blu con spruzzate di nero.
“E’ la notte che mi porto dentro“, diceva una mia amica.
E’ la notte, con un mantello omertoso cucito di sentimenti. Perché le donne sono dense di amore buio e paura, quando qualcosa le ferisce. Ed è la fragilità ad imporre regole, leggi, e quel falso pudore da vergogna, che detta frasi mute, urla di dolore, pagine vuote e intense.
“Violenza non è la parola adatta. Non c’è una parola adatta per descrivere quello che provo. La violenza si può frenare, la violenza puoi contrastarla. Ma il vuoto, quel pezzo di te che la notte si porta via no. Quello rimane per sempre. ”
Un marchio impresso con il fuoco, come accade con il bestiame. Sei un pezzo di carne, inerme, pronto al macello.
“Parlano in coro. Tutti. Sento le loro voci nel cervello. E gli occhi, per strada, addosso come iniettatti sotto pelle. Si può anche impazzire, per questo. Allora ti racconti palle. Che non è vero, che non può accadere di nuovo. Che domani è un giorno migliore. Che una doccia basterà a lavare lo schifo che senti dentro.”
E’ una Babele di odori sgradevoli e penetranti. E di lettere affastellate in posizioni scomode. Frasi senza senso, polaroid bruciate sotto la lente d’ingrandimento.
Irrimediabilmente lacerata ti trascini verso la vita. Rompendo gli specchi per non vedere quello che sei diventata, quello che ti hanno fatta diventare, dimenticando chi eri.
Quei silenzi composti possono diventare una voce importante. Ed i pezzi, con l’aiuto di tante associazioni e iniziative internazionali, restituire l’immagine rubata, il coraggio di denunciare e la forza nel chiedere aiuto.
Perché i colori della violenza ritornino ad essere solo sfumature nella scala cromatica. Perché la notte non ci soffochi. Per il diritto alla vita e all’amore.
Da sole siamo fragili ma, unite, possiamo anche far paura. Noi.
25 Novembre
Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne
Iniziamo da qui.
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