Archive for ottobre, 2009
Storie
…ogni volta che racconti una storia vissuta, se è bella (ma bella davvero), alla fine è sempre come parlarne in terza persona.
Tipo quando parli di un film visto al cine che t’ha strappato l’anima.
E ti emozioni allo stesso modo, consapevole che quella che stai raccontando, non è la tua vita e, in fondo, neanche quella degli attori.
Ma ti senti pur un po’ Bogart , e dici: “cavoli, però, con quell’impermeabile sarei figo quanto lui”.
Senza ammettere che Rick Blaine sei tu, da sempre. E che l’impermeabile ce l’hai in naftalina, dentro l’armadio.
Perché una storia bella (ma bella davvero), è troppo bella per averla vissuta (davvero).
7 commentsde Re-impasti
Prendo al volo una roba scritta da Fran come spunto. E sarò breve. Brevissima.
Lo giuro.
Compilando da zero il mio account su LinkedIn, ho controllato come, in tanti anni di onorata e inarrestabile carriera, a questo punto, dovrei già esser bella che pronta al pre-pensionamento. Ma il Mondo non gira sempre come vorremmo…
Anzi. Diciamo che non gira proprio. E se gira, quando gira, nei miei pensieri all’incontrario va.
Procedendo secondo l’assioma di Murphy
…se qualcosa può andare male, lo farà.
Mucciante, nuovo padre-padrone di RadioDue, mette alla porta i grandi professionisti che han fatto il successo della Radio giallo/arancio della RAI, per dar spazio a fenomeni da baraccone, ballerine e nani dislessici.
Non firmerò petizioni. Non invierò mail. Non protesterò ad alta voce.
Proverò solo pena per chi non comprende il mio genio a basso impatto culturale e, soprattutto, low-cost.
A quest’ora, credo, una one-woman-show come me, tra Timperi e Pastore, ci sarebbe stata da Dio…
6 commentsShiny Happy People
Pare la mia sia una sorta di abitudine tutta chic.
Quella di partecipare agli eventi e parlarne poi due secoli dopo, con estrema nonchalance, fischiettando, discreta come un carefree salvaslip e serena stile protagonista del moment dopo-la-cura.
Io sono apparentemente così. Casuale, disordinata, impossibile e perennemente in ritardo.
Motivo per cui, armata di colla vinilica, ci provo anche questa volta a cavarmela, mettendo insieme i pezzi di memoria. Quel che ne resta, quanto avanza, spacciando per vintage ogni oggetto da rigattiere sparso in soffitta.
Ho il tempo di cinque files .mpeg da convertire in .mov, posso farcela.
Il primo capitolo riguarda la Blogfest09. Bella, bellissima, di più. Ne ho sognata una dalla prima edizione. Ho sognato di esserci, per ridere, giocare, parlare, conoscere, dire, fare, baciare, lettera, testamento. Non so spiegarvela diversamente, e così è se vi pare. Tanti gli assenti, ma pace che “ogni lasciata è persa”. I Camp (io a dire il vero ho dormito in piedi per tutto il tempo), gli speeches (si scrive così??) sparsi come perle (incluso il mio), i momenti conviviali, a mio parere, la cosa più bella in assoluto.
Riva ci ha graziati, donandoci giornate a tratti primaverili. La costanza è stata premiata.

Ho ritrovato la mia compagna di malefatte Dania e scoperto quel solare cinquantenne di Andrea Beggi. Usato e abusato della compagnia di Simply Giulia e Fabrizio Sinopoli. Testato la guida sportiva di Roberto, ed il suo savoir faire. Stritolato di abbracci quella blogstarlette della Fran (che era una gran figa, la sera dei MBA).
Ho pokato con Neri. E parlato amabilmente con Ninna. E scusate. Invidiatemi. Senza facili ironie.
La bella gita, è durata il giusto (se escludiamo le 12h tra treno e bus, ecco). Ed io mi trascino dietro ancora le foto (degli altri, perché la mia macchinetta è in attesa di resuscitare dopo i postumi-da-tempesta-di-sabbia-egiziana), con vera Shiny Happy People, certificata B.O.C. (Bloggers ad Origine Controllata).
Mi rotolo ancora sui cuscinoni della memoria. Saltello. Lasciva. Mi distendo tra i ricordi.
Anche quelli brutti. Schiacciandoli nella meraviglia dei miei 72kg. Essere una donna di peso, qualche volta, serve pure.
E, credo, il primo capitolo finisca qui. Magari, come per tutti i miei “incompiuti”, sarà il primo ed anche l’ultimo sulla Blogfest09. Però non ci giurerei.
Se mi commentasse Paul the Wine Guy, forse, potrei anche cambiare idea.
Forse. L’ho detto, non ci giurerei.
Hey, here we go!
P.S.: link, controlli ortografici, immagini. Prima o poi verranno aggiunti. Ed anche qui, non ci giurerei.
P.P.S:
- qui, ad opera di PocaCola e Ninna mi confronto con MFM “…e vien dal mare” #senzatimore
- qui, invano, tento di attirare l’attenzione del BVZ Beggi a botte di Poken
- qui su Libero-News sbagliano il mio nome vergognosamente
- qui tutte le foto che non ho fatto io ma che, fortunatamente, hanno fatto gli altri
Pizzino#4
Cioé. Boh. Beh. Si. Che se dici pubblicamente una puttanata ci sta pure bene. Dato il contesto, data la gente, data la location. Ci sta, davvero. Ci sta. Cioé. Bah. Buh. Solo che, però, se la dici in maniera così plateale potrei pure incazzarmi e pensare: “mavedituchestronzopezzodimmerda”. Mah. Vabbé. Sarà. Che quando poi guardi Lei con quegli occhietti sinceri, gli occhietti dell’ammore, poi penso. Mah. Si. Beh. Si può. Cheseistronzopezzodimmerdauguale ma, in quel momento, sembri così reale da farmi credere che… cioé. Boh. Beh. Si. Che la ami davvero. E che tutto il resto è noia. E che anche io, un tempo, con gli occhietti dell’ammore, ti guardavo senza trovare il coraggio di dirtelo, comunque. Ci sta. Cioé. Bah. Buh. Ci sta pure che io sono sincera, che tu sei sincero, che noi siamo sinceri. Mah. Si. Beh. Si può. Però. In quel luogo, in quel tempo, in quel momento, ci avevo creduto davvero. In quel bacio. Che per gioco nasce come una puttanata. Che per gioco, oggi, in una puttanata muore. Cioé. Boh. Beh.
Ma si. Boh. Ci sta.
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