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BlogNation
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E quindi uscimmo, a riveder le stelle.

In rete, con questo titolo, esistono oltre 30.000 risultati. Se siete cascati qui i casi sono due:

  1. avete clickato “mi sento fortunato”, incappando in una sfiga pazzesca
  2. state ancora rosicando per non aver partecipato al BeachCamp09

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Ora, se vi raccontassi tutto, ma proprio tutto, forse, mi beccherei in ordine sparso una decina di querele. Ed io sono povera. Poverissima. E mio fratello non vuole sapere di prendersela, questa benedetta laurea in Giurisprudenza.

Dunque, sarò soft e fresca come l’ovatta intinta in un mojito. A nessun blogger verrà fatto del male in queste note, e tutti i gossip in ostaggio riceveranno un trattamento più che umano.

Viaggio Bari-Francavilla al Mare. Cena a base di liquirizia offerta da IntiniG, benza e posto in macchina pagati dal mio pro-cugino Lorenzo V., tanta buona musica, qualche bestemmia dell’albergatore by phone, una diretta di scherzi-satanici-a-parte, qualche ricordo nostalgico legato a sentimenti antichi, la mia tipica sboronaggine. Segue puntata del Grande Fratello nella Comune Cinese del pernotto ed un punkabbestia nel mio letto.

Telefonate di rito, al mattino, arrivo in spiaggia. Sorrisi sinceri, strette di mano, abbracci, baci casti e puri. Un cetaceo si spiaggia sul Lido Venus armato di pareo. Qualcuno pensa sia Free-Willy, e gli chiede pure l’autografo. Cibocibocibo. E birrabirrabirra. Tanta. Ovviamente si parla di sesso. Sempre, ovunque, comunque. Finché Facebook non ha la meglio ma, anche lì, straccio Luca C. sulle paperelle vibranti.  Sucka pure a calciobalilla. Non con me, però.

Che venga messo agli atti.

Parlo d’amore con Novecento e SimplyGiulia (qui, siete liberi di malignare).

Però c’è il sole. E c’è il mare. Ed il lido che è una favola. Nel delirio da wi-fi, si tenta di comprendere il significato filosofico della parola ridondanza. Mainardi salta come un grillo. Indovinate quale dei tre fratelli. Eh si, perché i fratelli Mainardi sono come le sorelle March, impari a distinguerle solo dopo aver visto dieci volte il film a Natale.

Stalkerato con il surrogato di un Magnum Mr.Facebook, ho fatto già metà del mio dovere. Con un po’ di gentaglia mi lascio trasportare dalle acque adocchiando fustacchioni poco etero. Il fantasma delle tette della Taricani aleggia. Fino a materializzarsi. Sorella Sara è uno spasso. Quasi come Maxime. Ho detto quasi. C’è un bel feel, anche troppo. Ci appartiamo in bagno(libero spazio alla fantasia).

Speech time. E’ tutto bello, è tutto interessante. Quasi non sembriamo dei blogger cazzari allo sbaraglio, nel cuore dell’estate, ma più simpatiche canaglie, innocenti giovani dal sorriso sbarazzino con la brezza tra i capelli. Qualche granello di sabbia sulla pelle, tanta voglia di scoprire ed imparare.

Arriva la cena, ed il tripudio di carne. Sarkiapone pare Vulcano nella sua fucina. Scintille ovunque, casse a manetta, canzoni dei cartoni animati per tutti, anche per i più seri. C’è chi si diletta, nell’attesa, giocando a scopone. E’ un’allegra sagra bloggereccia del benessere. Ottimo cibo, ottimi amici. Ottimo vino. Sto troppo bene. Mentre qualcuno rimane prigioniero del suo personaggio pubblico, io conto stelle cadenti. Una decina, almeno. E’ uno spettacolo indescrivibile.

Scatta il bagno di mezzanotte, il mare è caldissimo e sembra proiettarci in un film degli anni ’80.

Temendo tintarelle di luna, ci fermiamo a chiacchierare sotto gli ombrelloni, con la voglia di dormire sulla spiaggia. Ma la festa è finita, e gli amici se ne vanno. A me non resta che dividere il letto della Comune Cinese con due uomini , Stefigno e Lore, scoprendone il lato più profondo: l’intenso russare.

Il mio grazie infinito è per la cricca MIKAMAI (mia compagna d’avventura in questa esperienza, lo sputtanamento era obbligatorio), per il Lido Venus, per i video di Hermansji, Parco dei Buoi (per avermi fatto scoprire la delizia della crudaiola con il pecorino a scaglie), per il Bar Milan e le sue colazioni, per la visione di quel fustacchione del guardiano della spiaggia che pareva uscito da Baywatch.

Mi torna alla mente una domanda, sotto il cielo notturno d’Agosto: sei felice?

Direi di si. Felice di aver ritrovato Lore dopo tanti anni, di aver provato le emozioni in technicolor da adolescente ad una festa delle medie, di non aver espresso alcun desiderio con il naso rivolto verso il manto stellato.

Non sempre, quanto desideriamo, è ciò di cui realmente abbiamo bisogno.

Appuntamento al BeachCamp2010!

10 comments Digg this

10 Comments so far

  1. L'avvocatessa agosto 10th, 2009 20:04

    DLIN DLON – Ricordiamo alla gentile bloggeressa che a volte “non dicendo” o “dicendo altro” si evoca molto di più. Sul Devoto-Oli è l’attività riportata sotto il verbo “alludere”. – DLIN DLON

    Report fantastico.
    Davvero.

    ;-)

    L’avv.

  2. Marileda agosto 10th, 2009 20:13

    Avvocatessa, come sempre mi sei indispensabile in certi casi. E sono felice ti sia piaciuto. Scriverlo non è stato facile, per certi aspetti. Per altri mi è sgorgato dal cuore. Anche se, credo, le due cose possano anche coincidere, qualche volta.

  3. siskaceska agosto 10th, 2009 20:37

    bel report ;)

  4. hermansji agosto 10th, 2009 20:41

    “Non sempre, quanto desideriamo, è ciò di cui realmente abbiamo bisogno.”

    Ora ci penso su.

    .:.

  5. Mitì agosto 11th, 2009 10:21

    Bello, stelìn. Proprio bello. :-*

  6. Sorella Sara agosto 11th, 2009 13:49

    Eppppure tu sei uno spasso, sorella.

    Quello che è successo in bagno resterà il nostro segreto, naturalmente :D

  7. Raffaele agosto 11th, 2009 19:06

    Bellissimo pezzo, peccato non esserci stato:)

  8. [...] – E quindi uscimmo a riveder le stelle, di Marileda Maggi [...]

  9. Giulia settembre 28th, 2009 20:08

    Ma io non ti ho lasciato nessun commento!? Che dire? Dai che tra qualche giorno, in un modo o nell’altro, si replica ;)

  10. GIOVY ottobre 18th, 2009 17:13

    VA ZAP

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