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Archive for agosto, 2009

Villa Certosa: il Tempio della Figa

villa

Mi sono imbattuta (casualmente), nell’articolo scritto da Cristina Cucciniello “Il Tempio di Villa Certosa“.
Scritto bene, impostato bene, scorrevole, grammaticalmente corretto. E sensazionalistico. Molto, sensazionalistico.

Il mio punto di vista, opinabilissimo, è che però il senzionalismo, talvolta, valichi il confine del buon senso, pur di rifilare agli ignoranti (nel senso latino dell’ignorare, ovvero del “non sapere”), farloccate a buon prezzo mascherate da scooppone in salsa esoterica.

Questo tipo di dinamica è contraria ad ogni etica giornalistica, e trovo rappresenti un vero insulto all’intelligenza del lettore medio.

Seppure la Cucciniello, possa vantare nel suo percorso un buon curriculum di stampo simbolico-esoterico , ed abbia richiesto la consulenza di persona più che qualificata (il Prof. Marcello Fagiolo, studioso di Archittettura Massonico-esoterica), l’incastro dei tasselli risulta debole, campato in aria, privo di quello spirito oggettivo nell’osservazione della realtà, necessario se non indispensabile per un simile reportage.

Nello scritto si afferma:

Quando nel 1981 si scoprì che era iscritto alla loggia P2, Silvio Berlusconi minimizzò: “L’ho fatto solo perché me l’aveva chiesto un amico, Roberto Gervaso”. Insomma, l’adesione alla massoneria – e in particolare a una loggia coperta – sarebbe stata poco più di una casualità e un evento insignificante.Sono passati quasi trent’anni e dell’attrazione del Cavaliere verso compassi e cappucci non si parla più.

Manca un fondamentale dettaglio.

Quando parliamo di P2, parliamo di una Loggia, già fuori da ogni regolamento e ritualità rispondente ai canoni classici.

Per il Grande Oriente d’Italia la “Loggia di Propaganda 2” aveva sospeso ufficialmente la propria attività all’interno del GOI stesso a partire dal 1976 e, pertanto, risultava congelata. Priva di qualsiasi potere esecutivo.

Ciò significa che la P2 di Gelli dal 1976 non agiva più all’interno del consesso massonico, ma autonomamente.

Una Loggia di nome e non di fatto, quindi.

il premier continua a coltivare una serie di vaghi credo iniziatici collegati con l’affiliazione massonica e con le ritualità pagane?

Il barbatrucco è sporco ed infame.

E’ normale uso e costume, utilizzare il termine “ritualità pagana“, per richiamare nell’immaginario le Sette, i sacrifici umani, e gli utilizzi deviati della sessualità per culti di dubbia moralità.
Di per certo posso affermare che, in nessuna Loggia che si rispetti, vengono praticati tali “rituali pagani”. In Loggia ci si barda di tutto punto, e non ci sono contatti fisici che superino la stretta di mano, l’abbraccio, i baci sulle guance.

Ma, anche questo, non viene specificato nell’articolo.
Ravanare nel torbido viene facile con i recenti (e mica tanto) trascorsi del Premier nel suo trastullarsi con giovani donzelle.

Se poi, accoppiarsi senza ritegno, vogliamo definirlo “ritualità Massonica“, accomodatevi pure, è pronto il carro per il paese dei Citrulli. C’è posto per tutti.

[...]gli esperti, vedono in Villa La Certosa un grande percorso massonico e iniziatico – pieno di simboli astrologici, esoterici e anche religiosi, ma non cattolici – convinzione che si rafforza se alle immagini scattate dai fotografi si aggiungono quelle riprese dal satellite di Google Earth.

Del resto, la villa e il parco, “con i disegni geometrici di cerchi nel verde, sembrano concepiti proprio per una visione dal cielo, dal punto di vista che nell’antichità poteva appartenere solo al Grande Architetto dell’Universo”, come spiega a ‘L’espresso’ il professor Marcello Fagiolo, professore di Storia dell’Architettura all’Università La Sapienza di Roma, esperto italiano di simbologia dei giardini e autore del volume ‘Architettura e massoneria: l’esoterismo della costruzione’ (Gangemi editore).

Boom! Signori.
I disegni geometrici di cerchi nel verde, al massimo, riportano ad un solo simbolo ricorrente: la figa.

Si, ho detto proprio “figa”. Non scandalizzatevi.

Se vogliamo espressamente concretizzare l’ossessione simbolica del Premier, alla ricerca di un significato esoterico: la danza dei cerchi (i cerchi concentrici), è  l’espressione tipica dell’unione carnale, nella tradizione Celtica.
Tra l’altro, i labirinti, a partire dal Medioevo, sono sempre stati luogo di ludus e di corteggiamento. Ove ritrovarsi in maniera pulita per (ehm…) giocare sporco, liberandosi dei freni inibitori tra corse a perdifiato e infantili  risate isteriche, con il terrore (e la voglia) di perdersi in vicoli oscuri.

Devo aggiungere altro?

Forse.

L’orto botanico, ad esempio, visto dall’alto presenta una pianta quadrata ispirata a quella che, nell’iconografia, viene attribuita al Tempio di Salomone a Gerusalemme, costruito nel X secolo avanti Cristo e distrutto dai Babilonesi 500 anni dopo.

Il Tempio di Salomone era a pianta rettangolare. L’orto botanico è una semplice scacchiera quadrangolare. Se la geometria non è un’opinione, penso qualcosa non quadri. Pardon. Non rettangoli.

tempio

Si possono trarre, a questo punto, le adeguate conclusioni.

Ci manca solo l’affermazione che la servitù porti un grembiule, e che il maggiordomo indossi i guanti bianchi. E la fiera dell’ovvio e dello scontato prenderebbe spunto per altri dieci articoli come questo.

Non è una difesa ad oltranza di Silvio, non è una filippica contro il giornalismo spazzatura.  A me piace mettere i puntini sulle i e far cadere le assurde leggende metropolitane, travestite da Miti moderni. Se lo fa Paolo Attivissimo, posso farlo anche io. Specialmente se sento odor di bufala a cento chilometri di distanza.

Scusatemi, adesso devo andare.

Ho un rito Massonico da adempiere in cucina. Ovviamente, indossando guanti per i piatti e grembiule per non sporcarmi gli abiti.
Magari, chissà, riesco anche a finire sulle pagine de l’Espresso, per mano della sagace Cristina Cucciniello.

Nota: attualmente, non appartengo a nessuna Obbedienza ed i pareri espressi attingono esclusivamente da convinzioni personali, fondate su anni di ricerca, studio e passione.

Ari-Nota: c’è stato un bello scambio privato (e neanche tanto) con Cristina Cucciniello che, oltre ad essere persona graziosa ed educata, è anche una professionista più che qualificata. Mi pare giusto sottolineare subito che la maggior parte dei pensieri fossero del professore consulente e che Cristina non intendesse esprimere pareri personali. Rimango sempre e comunque dell’idea che, prima di insinuare malizia, sia giusto ponderare colori e sapori delle frasi scelte, nell’introdurre l’ospite di un’intervista. Il sensazionalismo c’è, comunque, e si legge tutto.

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E quindi uscimmo, a riveder le stelle.

In rete, con questo titolo, esistono oltre 30.000 risultati. Se siete cascati qui i casi sono due:

  1. avete clickato “mi sento fortunato”, incappando in una sfiga pazzesca
  2. state ancora rosicando per non aver partecipato al BeachCamp09

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Ora, se vi raccontassi tutto, ma proprio tutto, forse, mi beccherei in ordine sparso una decina di querele. Ed io sono povera. Poverissima. E mio fratello non vuole sapere di prendersela, questa benedetta laurea in Giurisprudenza.

Dunque, sarò soft e fresca come l’ovatta intinta in un mojito. A nessun blogger verrà fatto del male in queste note, e tutti i gossip in ostaggio riceveranno un trattamento più che umano.

Viaggio Bari-Francavilla al Mare. Cena a base di liquirizia offerta da IntiniG, benza e posto in macchina pagati dal mio pro-cugino Lorenzo V., tanta buona musica, qualche bestemmia dell’albergatore by phone, una diretta di scherzi-satanici-a-parte, qualche ricordo nostalgico legato a sentimenti antichi, la mia tipica sboronaggine. Segue puntata del Grande Fratello nella Comune Cinese del pernotto ed un punkabbestia nel mio letto.

Telefonate di rito, al mattino, arrivo in spiaggia. Sorrisi sinceri, strette di mano, abbracci, baci casti e puri. Un cetaceo si spiaggia sul Lido Venus armato di pareo. Qualcuno pensa sia Free-Willy, e gli chiede pure l’autografo. Cibocibocibo. E birrabirrabirra. Tanta. Ovviamente si parla di sesso. Sempre, ovunque, comunque. Finché Facebook non ha la meglio ma, anche lì, straccio Luca C. sulle paperelle vibranti.  Sucka pure a calciobalilla. Non con me, però.

Che venga messo agli atti.

Parlo d’amore con Novecento e SimplyGiulia (qui, siete liberi di malignare).

Però c’è il sole. E c’è il mare. Ed il lido che è una favola. Nel delirio da wi-fi, si tenta di comprendere il significato filosofico della parola ridondanza. Mainardi salta come un grillo. Indovinate quale dei tre fratelli. Eh si, perché i fratelli Mainardi sono come le sorelle March, impari a distinguerle solo dopo aver visto dieci volte il film a Natale.

Stalkerato con il surrogato di un Magnum Mr.Facebook, ho fatto già metà del mio dovere. Con un po’ di gentaglia mi lascio trasportare dalle acque adocchiando fustacchioni poco etero. Il fantasma delle tette della Taricani aleggia. Fino a materializzarsi. Sorella Sara è uno spasso. Quasi come Maxime. Ho detto quasi. C’è un bel feel, anche troppo. Ci appartiamo in bagno(libero spazio alla fantasia).

Speech time. E’ tutto bello, è tutto interessante. Quasi non sembriamo dei blogger cazzari allo sbaraglio, nel cuore dell’estate, ma più simpatiche canaglie, innocenti giovani dal sorriso sbarazzino con la brezza tra i capelli. Qualche granello di sabbia sulla pelle, tanta voglia di scoprire ed imparare.

Arriva la cena, ed il tripudio di carne. Sarkiapone pare Vulcano nella sua fucina. Scintille ovunque, casse a manetta, canzoni dei cartoni animati per tutti, anche per i più seri. C’è chi si diletta, nell’attesa, giocando a scopone. E’ un’allegra sagra bloggereccia del benessere. Ottimo cibo, ottimi amici. Ottimo vino. Sto troppo bene. Mentre qualcuno rimane prigioniero del suo personaggio pubblico, io conto stelle cadenti. Una decina, almeno. E’ uno spettacolo indescrivibile.

Scatta il bagno di mezzanotte, il mare è caldissimo e sembra proiettarci in un film degli anni ’80.

Temendo tintarelle di luna, ci fermiamo a chiacchierare sotto gli ombrelloni, con la voglia di dormire sulla spiaggia. Ma la festa è finita, e gli amici se ne vanno. A me non resta che dividere il letto della Comune Cinese con due uomini , Stefigno e Lore, scoprendone il lato più profondo: l’intenso russare.

Il mio grazie infinito è per la cricca MIKAMAI (mia compagna d’avventura in questa esperienza, lo sputtanamento era obbligatorio), per il Lido Venus, per i video di Hermansji, Parco dei Buoi (per avermi fatto scoprire la delizia della crudaiola con il pecorino a scaglie), per il Bar Milan e le sue colazioni, per la visione di quel fustacchione del guardiano della spiaggia che pareva uscito da Baywatch.

Mi torna alla mente una domanda, sotto il cielo notturno d’Agosto: sei felice?

Direi di si. Felice di aver ritrovato Lore dopo tanti anni, di aver provato le emozioni in technicolor da adolescente ad una festa delle medie, di non aver espresso alcun desiderio con il naso rivolto verso il manto stellato.

Non sempre, quanto desideriamo, è ciò di cui realmente abbiamo bisogno.

Appuntamento al BeachCamp2010!

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