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Archive for luglio, 2009

Il torbido sottobosco

daddari1

Pensavo. Accade raramente ma, quando lo faccio, è una roba di quelle profonde. Avevo preso in considerazione di postar questa cosa sul MyBlog locale di Virgilio. Poi mi son detta “stica”. Non esiste.

E’ la volta buona che, per aver detto la verità, tutta la verità, nulla oltre che la verità, mi becco querele, avvisi di garanzia, dodici mesi senza condizionale e multe ciclopiche, perdendo pure il mestiere.

Che paga. Poco, giusto, ma paga. E son situazioni da non sottovalutare. Che oggi, pare, pagare sia diventato una sorta di optional sgradito.

Ieri pomeriggio, sorseggiando spritz con caro-vecchio-amico-che-tutti-i-cazzi-del-jest-set-barese-sa-e-conosce, sono stata messa al corrente dell’esistenza di una rete sotterranea di inciuci&gossipponi.

Nonsolodaddario, quindi.

E nonsoloManilaGorio (brava/o lei/lui a prender per il collo la gallina quando c’è da farci il brodo. Sistema ideale per acchiapparla ed ucciderla al contempo. Trucchi del mestiere. ).

La Bari occulta, il sottobosco dei favori sessuali (veri e presunti), in una metropoli ciarliera come un paese della ciociaria, viaggia sul groppone del vento con nomi e cognomi. Patrizia è la punta di un iceberg a forma di supposta il quale, zitto zitto, sperona il titanic del blasonato star-system locale.

Un sottobosco torbido, fatto di gay compiacenti, pentasessuali convinti (animali, vegetali, uomini, donne, minerali), ricche femmine di potere con il soldo nel reggiseno. E pompinare. Mutuatemi il termine perché, sinceri, fellatio-maker non avrebbe reso l’idea in maniera adeguata.

E brulica il sottobosco, brulica. Operoso come le vie di Amsterdam, tra vetrine buie e neon rotti, nello squallore dei bagni con gli scarichi dei lavandini intasati, nei fumi della maria bruciata velocemente, magari sul balcone di un locale vip, nei pressi della Bari antica.

E ascoltavo questo disco, come quando ero piccina. I raccontastorie. Cappuccetto Rosso, Raperonzolo, Pelle d’Asino.

Ho ringraziato Chrom, Buddha, Gesù e l’Invisibile Unicorno Rosa , per la prima volta in vita mia, di non aver mai accettato compromessi.

Di aver consumato la mia unica avventura-con-uomo-di-spettacolo (esperienza deludente, oltre che prestazione n.c.), senza nulla chiedere o pretendere in cambio (ero giovane, single, l’ho fatto perché lo volevo fare, e Lui mi piaceva anche parecchio), continuando negli anni a lavorare fuori, dribblando come Maradona ogni uomo  che cercasse il confronto fisico.

Io, che sono una biliosa, invidiosa, rosicona, lo giuro, non provo che pena per Voi tutte, starlette televisive e radioFonICHE (vale anche per i FICHI, non crediate…), sistemate con lo stipendiuccio fisso ed un minimo di notorietà.

Il mio nome, in terra d’Apulia è sconosciuto ai più.

Ma vabenevabenevabenevabene, se l’alternativa è il coro che a levarsi,  da quel sottobosco, invita a  mangiar banane. Non mi avrete mai… e state attenti, troppo potassio fa male alla pressione.

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