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Archive for maggio, 2009

Che cos’è l’Amour

Ci hanno provato in tanti. Molti senza riuscirci, alcuni saltando come pezzi di carne su mine anti-uomo, altri ancora montandoci su miniere d’oro riempiendoci la testa di regole, paroloni scientifici, romanzetti estrogerinici.

L’Amore è, cantato melensamente della Cuccarini, geneticamente mutato dall’involuzione della specie, che oggi suona come l’Amore c’è. Più o meno come la frase Dio c’è, scritta con le bombolette spray agli angoli dello spaccio.

L’Amore non esiste, è una balla inventata dagli atei del sentimento. Fosse neanche l’assorbente femminile che non si vede, non si sente, non c’è. Più efficace come slogan, per una marca di condoms particolarmente sottili.

L’Amore. Egoista. Accentratore. Universale. Meraviglioso. Inconcludente. Triste. Sognatore.

Una puttana annoiata, travestita da Nada. Appoggiata a uno specchio. Tra fanatici in pelle che la scrutano senza poesia.

Il mio Amore non ha suono e non ha luce. E’ Figlio di un Dio Minore. Non vuole definizioni e si contorce come  un vecchio ulivo centenario. Attende l’estate per farsi battere passivamente, l’inverno per nascondersi nella neve.

Primitivo e volgare, vive la condanna di esser venuto al mondo quanto un figlio deforme, scrivendo le pagine del suo diario segreto con il succo di limone. Ogni nome ne mantiene il profumo pungente e si dissolve all’aria di un nuovo giorno. Nell’attesa del tempo che verrà.

Amen.

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Pizzino#3

Interrompiamo momentaneamente le trasmissioni per comunicarVi che il mio uomo si è improvvisamente inzerbinito. Non solo passeremo insieme un week-end  tutto per noi, ma ha anche promesso di cucinare, lavare i piatti e poi  massaggiarmi con olii essenziali nel massimo del relax e del romanticismo.

Penso sia ormai una certezza. S’è fatto l’amante. Non vedrei altra ragione.

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Non sono tanti e non sono pochi.  Sono giusti trentadue.

Sono gli anni di Cristo meno uno, ed i 44 gatti in fila per tre con resto di due meno dodici.

Semplicemente trentadue.

Non mi piace tirar le somme. Forse perché risultati ce ne sono pochi. Le certezze risultano n.p., non pervenute, come alcuni dati elettorali, quando ci sono i brogliacci.

Ho una madre, un padre, un fratello, un fidanzato, un cane. Ed uno spropositato numero di persone che non amo chiamare amici. Che gli amici vanno e gli amici vengono. Preferisco pensare a loro come puntini. Tanti puntini che, messi insieme, formano una linea.  La mia linea. Quella linea sottilissima e nera di persone che mi accompagna da quel quindicimaggiosettantasette. Che la TV diventava a colori e le donne prendevano la pillola. E mio padre riscuoteva il suo primo stipendio da dottore, per comprarmi le Barbie rifalde dal giornalaio dell’ospedale. Erano in busta, le ricordo ancora. Ma bellissime. Ah, se erano belle.

Scrivendo i testi per uno dei miei programmi, ho scoperto che il quindici Maggio, sono nati Brian Eno e Mike Oldfield. E pure Giorgio Mastrota e Dario Baldambembo. Son cose da non sottovalutare.

Come non li sottovaluto, questi splendidi trentadue che, ridendo e scherzando, mi hanno portata ad un lavoro bellissimo, a conoscere gente fantastica, a vivere esperienze meravigliose, e ad esser qui per raccontarvele.

Tanti auguri, Mari.

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I Basilischi

Questa volta ero seriamente tentata dal non pubblicare alcun resoconto del Camp a Matera. Ogni volta che scrivo qualcosa, volontariamente o meno, scateno flames, crisi mistiche e risse 2.0 . E questo non concilia con il mio profondo desiderio di peace&love, maturato dopo secoli di problemi familiari, personali, lavorativi, eccetera eccetera eccetera.

Non sarebbe giusto, però, nei confronti di chi si è accollato onori ed oneri facendosi un mazzo così.

E non sarebbe corretto in nome dei sacri vincoli di amicizia bloggereccia, che mi legano a certa gentaglia che adoro frequentare.

Per cui, mi limiterò (senza, volgaVmente scadeVe in facili gossipponi), a dirvi che è stato bello tutto. Che tutti erano splendidi. Che anche io mi sono fatta fotografare in pose da diva. Che le incomprensioni ci son state ma è tutto, spero, chiarito.

Il lato negativo di un BarCamp è in chi non ci viene.

In tutti quelli che, pur non avendo partecipato, da fuori manipolano i “sentito dire”, o creano telefoni senza filo (i cordeless della fuffa), facendo scoppiare imbarazzanti diatribe sul pettegolezzo via chat, FaceBook o FriendFeed.

Io c’ero, sono stata abbastanza social e, social-mente, mi son goduta lo splendore di Matera, agitando le  chiome anabolizzate al vento e facendomi sciogliere il pallore da latticino al sole caldo dei sassi.

MateraCampers

Il fascino  del MateraCamp è una macchina del tempo in bianco e nero, così film anni ’60, dove  tecnologici bloggers dall’aria glamour e fashion, si trasformano in moderni Basilischi. Vitelloni geek  in cerca d’autore, così attuali e così antichi al tempo stesso, fra tradizione e desiderio di evasione. Personaggi partoriti da grandi registi: da Pasolini a Gibson, da Zampa a Beresford… tutti con una storia da scrivere ancora, tra pagine virtuali ed onirici scenari.

Il MateraCamp è location di straordinarie emozioni, narrate dai giovani aedi del 2.0. Immagini e parole per una indimenticabile esperienza, da ripetere per chi non c’era, da tatuare nel cuore per chi l’ha vissuta.

CREDITS

Lasciatemi sottolineare l’accoglienza fraterna di Rosalia. Amica storica della mia Mamma, nonché infaticabile proprietaria dell’ Albergo Italia. Ha il potere, in ogni trasferta Materana, di farmi sentire a casa mia, anche in una camera d’hotel. Mi ha vista nascere, crescere, pascere. Le devo molto per l’affetto, l’amicizia, il calore immutato negli anni.

E ringraziare poi chi, credendo nella manifestazione, ha contribuito a renderla unica nel suo genere:

Agenzia Viaggi Lionetti, Blogstargame, Bottega dei Sassi, Consorzio del Pane di Matera, Consorzio di tutela Vini MateraDOC, Derado, Egghia!, GFoss, Ideama – Web Agency, La Cantina della Bruna, La casa nei Sassi, Le dodici lune, La Stamperia Liantonio, Masseria Grieco, Mediateca di Matera, MTCom – Comunicazione e Relazioni Pubbliche, Panificio San Giacomo, Peperoni Pennella, Personalizzami, Sassiland, Videouno, Villa Schiuma, Blogo, GeekFiles, Liquida.

Tra i celolunghisti dell’obiettivo: Antonio Vergara (tanto criticato per le sue “brutte” foto, e poi osannato da tutti per i meravigliosi montaggi), autore della foto che troneggia in questo post, ed Elena “brezzadilago”, artefice dell’imago che, attualmente, mi fa da avatar in tutti i social network.

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