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Archive for marzo, 2009

Verità nascoste o bugie evidenti?

Dopo uno spropositato numero di comparsate frivolo-bloggerecce, ho deciso di darmi arie da persona seria.
Per quanto sia noto a pochi, scrivo anche su Hera Magazine, cose più o meno interessanti.

E tra sabato e lunedì ho risposto al richiamo di un convegno organizzato da Acacia Edizioni:

Rennes le Chateau.Verità nascoste o bugie evidenti?
locandinarlc

Non mi lascerò trascinare dal gossip che molta gente ha sviluppato intorno all’evento.

Credo anche non siano degni di nota o di risposta, coloro che mi hanno scritto “se non c’è Giacobbo non è un convegno su Rennes le Chateau”.

L’organizzazione è stata inappuntabile, la compagnia più che buona, i commenti sagaci.Non vedo di cosa ci si possa lamentare.

E non sono di parte. Perché se si parla di Maria Maddalena parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di geometrie e allineamenti new age parliamo ANCHE di Rennes le Chateau, se parliamo di graal, parliamo ANCHE di Rennes le Chateau.

L’occasione è stata ghiotta per rivedere la mia collega di viaggio de “la Regola”, Lucia Mammaoca Zemiti , disquisire con lei sugli argomenti del convegno, ed incontrare ( due al prezzo di uno), alcuni amici del forum di renneslechateau.it .

L’effetto finale è stato “Pop!Goes my heart“. Per quanto i lusinghieri complimenti ricevuti portino bene a proiettarmi nel futuro, per molti continuo ad essere la battagliera Xena del docu-reality su Sky. Una sorta di meteora anni ’80 cui chiedere l’autografo ( ma sei Mal dei Primitives???Ci canti Furia cavallo del West??? ).

Qualcosa è cambiato.Più di qualcosa.E spero di poterlo dimostrare con il tempo. Sono tantissimi i ringraziamenti che vorrei fare, ma quello più forte e più importante è per il mio Direttore , che continua a credere in me e a farmi capire quanto, spesso, sia meglio non curarsi di terzi, e passare ad un livello superiore di consapevolezza.

Sbirciate Hera, se doveste averne voglia. Presto, prestissimo, potrei avere delle novità da comunicare.

E, ricordate, non è un caso che l’acacia si rinnovi sempre nel corso delle stagioni senza appassire mai.

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Essere Paul The Wine Guy

Con il solito, disastroso, ritardo. Come sempre, del resto. Fossi puntuale neanche mi riconoscerei.

Il ParmaWorkCamp è stata un’incredibile esperienza. Bella  tutta (o quasi) la gente, bella la location, bello il tema portante, bello il clima, belli i ristoranti e portate annesse e connesse. Bella, bellissima, la mente partoriente, quel donnino gravido di entusiasmo e simpatia che è la FranFiorini. Le volevo bene a distanza, da vicino quasi non riuscivo più a privarmene. State attenti, può dare dipendenza.

Amo Parma. Letteralmente. Ed amo l’ospitalità di Parma. Il garbo, la gentilezza, la signorilità.

Il B&B Centro Storico ha accolto me e Siskacesca (inappuntabile compagna di viaggio siculo-partenopea), con profumi familiari fuori dal tempo e dallo spazio.Il Sig. Demetrio mi ricordava tanto Jeff Goldblum. E  Jeff Goldblum è dannatamente sexy.

Poi gli abbracci, e le conferme, un Facebook live come neanche avrei mai sperato.

Sono stata seduta con Corrado, il presunto PTWG di questo Camp. Al prossimo l’interprete cambierà, come nelle soap-opera. PTWG è stato il vero protagonista dell’edizione, con le visioni  lynchane dei pizzini materializzatisi nel bagno, la sparizione dei miei rayban celesti (lo so, ti stanno divinamente, maledetto, pensami quando li indosserai), i badge mica tanto esclusivi che ricordavano  le magliette “io ho ucciso Laura Palmer”.

C’è un pò di PaulTheWineGuy in ognuno di noi, penso sia questa la morale. C’è senso critico e sregolatezza, voglia di pace e di zizzania, riflessioni agrodolci sulla vita blogosferica e tecnologica. E poi ci sono gli amorini, e la seduzione e i disincanti tipici delle telenovelas brasiliane.

Come tipo da telenovela brasiliana è Luca Sartoni, simbionte dei suoi bigliettini da visita (amiche, Barbarella usava il palmo delle mani,voi  potrete tentare l’approccio sovrapponendo la vostra Moo-card alla sua, io ero sprovvista… azz’.Andata in bianco.). Uno sguardo al photoshop e sei fottuta.Tipo da film anni ’30 Davide Tarasconi, il timido-precisino dal bicipite assassino (datevi da fare, è ancora single e, quindi, su piazza). Tipo da strapazzami di coccole Adamo. Non fosse stato per la ritrosia congenita l’avrei strizzato come un classico antistress.

Per tutti i gusti, per tutti i flirt.Come i succhini (Morgan spostate).Che un BarCamp senza gossip e succhini, non sarà mai più un vero BarCamp.

L’evergreen MCC al flavour da Fred Bongusto se l’è svignata prima ancora che iniziassero le danze, mentre Marco Massarotto mi ha onorata ( intercettandomi tra un fusillo e due sughi pronti) con una stretta di mano. Vi prego, ditemi che non sono l’unica a non averlo riconosciuto.

La fauna maschile meritava. Non ci sono parole per Stefigno (ah, Stefigno!) e Sonounprecario (premio Wella #PWC ) o per Mushin (mortalmente simpatico) e Smeerch (piacevolissimo compagno di tavola e chiacchiere radiofoniche) e Ciocci (il toscano acchiappa sempre). E Sorchiotti,  e Wolly,i cioccolatini di Eio , Torriero e i suoi interventi al fulmicotone.E Suzukimaruti, chevvelodicoafare,sempre nel mio cuore.

Le quote rosa degne di nota hanno allietato con sobria femminilità l’atmosfera: Elisa (sponsor tecnico ufficiale di accendini), Elena (lo shot più veloce del west), Sogliadibronzo&firstboyfriend , Linda ,Silviakittys , Niki e quel sagomone di Daniela_Elle con markettone incorporato.

C’era anche gente che, non ci fosse stata, avrebbe fatto uguale. Ma pace, non si può voler tutto dalla vita. C’è a chi piace fare qualche chilometro per arricchire il proprio Flickr con trofei più o meno riusciti. I miei complimenti alla perseveranza sfiorante il ridicolo.

Del resto, anche io ho un piccolo trofeo tutto mio. La più bella sorpresa del PWC: Maria/Sednonsatiata .Dolcissima, grintosa, passionale, intelligentissima e con la fobìa degli spigoli.

Unico appunto. E’ mancata la lotta nella fanga. Sinceramente ci speravo. Il trash aumenta l’audience e contenta le platee.

Mi sento responsabile di non aver contribuito come volevo. La colpa, però, datela alla padrona di casa.

Una Fiorini nel cannone è terapeutica e spegne la nefasta fiamma di inutili belligeranze e bagarre.

Come un santino nel portafogli, il sorriso di Francesca è il mio souvenir che custodisco gelosamente.Me lo invidia anche PaulTheWineGuy.

Ci scommetterei il prossimo paio di occhiali da sole.

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Good Vibrations

Riflessione del giorno.

La mia generazione al femminile, sta vivendo la Crisi epocale delle cinque sei regole:

  1. mai con il vicino di casa, sennò sai il condominio
  2. mai con il tipo sposato conosciuto in chat, sarò mica una quindicenne che vaga per Badoo
  3. mai con il migliore amico gay, che tanto si schifa solo a sentire la parola vagina
  4. mai con uno troppo figo, sennò sai i complessi
  5. mai con uno troppo cesso, c’è una dignità da difendere
  6. mai con l’amico dell’ex (o attuale) ragazzo, perchè altrimenti si passa per donne di malaffare *

Alla luce di questi assiomi imprescindibili, inizio a partorire l’idea che La Crisi epocale, possa combattere la Crisi politico/economica.

Dopo aver deciso di candidarmi con una Lista libera alle prossime elezioni, lo slogan con cui mi presenterò sarà:

più dildo per tutte!

E’ la volta buona che ci liberiamo del Nano.

*tnx to LaVyrtuosa per il gentile contributo

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DonnaDisordinata&Discontinua

Mentre osservo il caos che mi circonda, nel rifugio in fondo al corridoio (prima porta a destra), intravedo pagine e pagine di vita sparse per terra.Racconti infantili battuti sulla lettera32, diari adolescenziali pieni di lacrime e amori disperati, CD-ROM ricolmi di fogli elettronici iniziati e mai finiti.Storie, persone, luoghi.Memorie di una me parzialmente abbandonata all’oblio, come un alfabeto senza alpha e senza omega.

Questa stanza è incompiuta.Il galeone di Dylan Dog,insomma, che poi era un vascello.Anche se, non credo la differenza si noti poi tanto.

Il giorno in cui avrò finito di riordinarla succederà qualcosa di apocalittico, me lo sento.

E’ come se il tempo non bastasse mai  quando, in realtà, sono Io a non bastare al tempo.Con un respiro affannoso si fa largo tra il marasma di vestiti, e coperte, e fotografie accatastate. Guadagna  strada tra le cicche nel posacenere, nuotando nei fumi della noia e dei punti interrogativi.Il tempo.

Per coerenza, non mi resta che inforcare il notebook, schiantarmi sul bianco muro di Word in un crash-test emozionale, e lasciarmi andare al sesso sfrenato con un nuovo, avvincente, disperato, erotico tentativo di mettere in riga lettere, tipi e paragrafi, di una Donna Disordinata & Discontinua.

Direi che, tre aggettivi, come incipit, non sono per niente male.

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