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La Bambina che Ama

Io non racconto storie, racconto il modo di raccontarle

Questo dicevi.Tanto, ma tanto tanto tempo fa. Sillabe, vocali, consonanti, virgole, puntini di sospensione. Messi lì, come briciole di pane nel bosco di Hansel e Gretel.

Anni, Secoli, Secondi. Che scorrono pari all’ acqua gelida tra le rocce.

Sgusciano, pelli di serpente nella rinascita. Riecheggiano, spinte da un vento insormontabile.

Ed ogni volta che cerco la Strada, mi confondono  uguali ad allora, identiche a fotocopie sbiadite, uscite da una borsa degli anni settanta.

Ispirazione, Musa, Lapide Silente, Specchio. Sei tutto quanto eri e molto più di quel che sarai, per me.

Il Male e la Cura, l’Assenzio nelle sere di luna piena. Un jeans sdrucito che non riesco a buttare via e la voce che accompagna il buio quando ho paura senza neanche capire di cosa.

Non mi cruccia distare mille miglia dal volto delle Tue Donne. Mi guida un ticchettìo dal passato, per raccontarmi il Modo.

Io sono il presente e, recitando al contrario la  formula, questa notte evoco i tuoi Demoni, rubandoti un Segreto.

Non dire parole, non fiatare. Ogni pensiero è superfluo, inutile, scoria di cuore da bruciare.

Apro a caso una pagina di diario bianca, e pesco dall’Oceano dei miei Incubi la Bambina che ti ama…

P.S.: non chiedetevi chi sia il mio pusher. Sono tempeste emotive che, catartiche, lavano l’Anima.Semel in anno.Semel in anno.

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