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Siamo alla frutta.Secca.

—–>Questo è un post da corda insaponata appesa in cima al doccino del bagno, avverto per correttezza.Ma l’analista costa una cifra, ed io sono quasi al verde.<—–

the poor poet

Mentre ho promesso mari&monti di video, articoli, post dal piglio vivace e gioioso ad amici, brand nazionali e testate di varia natura, mi ritrovo qui a scrivere di cose che non vorrei.In un momento che non vorrei.Con uno stato d’animo che, decisamente, non vorrei.

Dopo il Natale rattoppato, secondo in classifica dopo la venuta di quel Gesù che, tanto, a Pasqua, massacreremo per l’ennesima volta (spiegatemi cosa si festeggia nella nascita di un ragazzino da trucidare con sistematica programmazione…), in casa Maggi, il caro, vecchio  Santa Claus (Klaus?Clauz?Colino?) ha deciso pure di bloccare alla frontiera la parrucchetta nuova di mia madre, quella ordinata ai crucchi, due mesi fa.

Insomma, è un duemilaeotto triste.Triste da manuale.Senza tacchinella, senza aperitivi, senza stelle filanti, senza grandi propositi per grandi anni a venire.Qui si vive giorno per giorno.Ad un livello che Oliver Twist, quando vuol far commuovere i bambini mentre fiocca la neve, prende e racconta due o tre capitoli de “la Vita in casa Maggi”davanti al camino di casa.

Ho il fegato in sciopero, l’asma bronchiale, il colorito di una tisica in fase terminale.

E sono stanca.

Se proprio devo dirlo, sono stanca un pò di tutto.E di tutti.

Sono stanca dei muscoli tirati ogni volta che si litiga con i Miei (eh si, il Mulino Bianco è stato raso al suolo e “La Piccola Fiammiferaia” è il tabloid più gettonato), stanca di cercare di far pace per forza con chi giudica per non esser giudicato (l’ultima Cenerentola si chiamava Pretty Woman… non vi pare abbastanza indicativo del fatto che anche le Favole stiano degenerando?), stanca di sbattermi per due soldi, cercando con le unghie e con i denti di mantenere uno sputo di dignità professionale. Stanca di sognare l’Amore quando poi, alla fine, non posso viverlo.E stanca di provare una profonda invidia e senso di belligeranza totale nei confronti di chi è più felice di me, anche se solo in apparenza.

Questo è un blog personale.Non dovrebbe.Ma lo è.

E non ha sottotitoli.Perchè non può permetterseli.

Perchè quando finisci di lavorare nel cuore della notte, dando per certo che qualcosaqualcosa l’avrai sbagliata e domani, sicuramente, ne sbaglierai qualcuna di più, ti rendi conto che la pazienza è agli sgoccioli e che piangere serve a poco.Anche se sarebbe tanto liberatorio.

Le delusioni cocenti, i dolori profondi, le ferite purulente, quelle che vivo, le conosco solo io.E chi mi vuol bene.O me ne ha voluto.Per davvero.

E’ un Capodanno senza bottigliate, concerti in piazza, cenoni da doversi sbottonare i pantaloni.

Il 2008 finirà per molti ma, per me e per Lei, il31 Dicembre, sarà solo un giorno in più sul calendario.

A farmi rabbia è che, dopo tanti sforzi, tanto impegno, tanta dedizione e tanti sacrifici,questo Capodanno  sarà tutto quello che posso promettere a mia Madre.L’impotenza è più deleterea della rabbia.Non comprenderne i motivi, o l’origine o l’antidoto, manda in loop ogni spiacevole pensiero amplificandolo all’Infinito.

Lei non se lo merita e, forse, neanche io.

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6 Comments so far

  1. Slow dicembre 30th, 2008 16:55

    Una cosa per volta, vedrai che ne veniamo fuori :-)
    Se vuoi ci parlo io con tua madre.

  2. Alessandra Elle dicembre 30th, 2008 17:13

    ci sentiamo appena so qualcosa.
    ti abbraccio, mia piccola sorellanza!!
    :*

  3. Fabio dicembre 30th, 2008 17:43

    non so proprio che dirti,
    ti mando almeno un saluto da Genova

  4. Slow gennaio 3rd, 2009 03:55

    Aspettiamo sempre tue notizie, qui o su FF :|

  5. vin gennaio 6th, 2009 16:16

    Non mi sento di farti auguri particolari, ti lascio solo l’abbraccio più caro che posso donarti.
    Un bacio Vin!!

  6. vin gennaio 7th, 2009 00:28

    Non era per ricevere un augurio, ma per donare un abbraccio, la befana regala anche quelli!!

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