|
|
|

Archive for novembre, 2008

Quando balla il POPOLO DI INTERNET

Il mio fidanzato l’aveva detto: “Mari, il tuo problema è che non conosci le sfumature di grigio“.
Come sempre, aveva ragione lui.
La mia prima uscita ufficiale, dopo sei mesi di reclusione e lavori forzati è stata l’acme dell’eccesso, un delirio di voci, volti, colori, suoni e superalcolici.
Insomma, per qualche ora mi sono sentita catapultata in quinta superiore, quando hai diciotto anni appena compiuti e tutto (o quasi) ti è permesso dalla Legge.

Questo, e molto altro ancora, è stato il FaiQuelCazzoCheTiPareCamp.

Facciamo una piccola premessa.Su Twitter, qualcuno m’ha tacciata di snobismo.Certamente, il dubbio viene se mi sparo sei ore di treno per partecipare alla manifestazione “collaterale” e non al Camp “vero e proprio”.Mi toccava di forza fare una scelta: passare per l’intellettual-sborona del secolo (e, dunque, perdermi l’escluzivizzzzzzima serata), oppure fare la bloggeuse party-chic e non partecipare al RomeCamp2008.

Ad essere sincera, appena postosi il dilemma ho immediatamente rintracciato Maxime, minacciandolo di forargli le ruote della macchina, distruggergli il parabrezza, rigargli le fiancate,se non fosse uscito un posto per me sul bus del duepuntozero che conta.

Lasciata a casa con i piatti da lavare quella parvenza di brava ragazza costruita davanti ai parenti, ho staccato il cervello e mi sono posizionata in quel della Capitale.La prima Mission Impossibile è stata cercare un parrucchiere alle 19:30 su Roma.
Neanche la raccomandazione del Papa è riuscita a farmi la grazia e, dunque, con due cicorie spiaccicate intesta mi sono diretta in tassì dove mi aspettavano quel Sagomone di Stefigno e quel Personaggione di Smeerch.

La mia serata alternativa era già cominciata.Non pensavo avrei rimorchiato prima ancora di salire sull’autobus: Maurizio, il tassinaro testosteronico, parte con l’approccio antiromantico, proponendomi un giochetto con la sua leva del cambio.Non è il mio tipo, ed io sono una bambina all’antica.Fortunatamente molla la presa (e l’impresa) alla salvifica telefonata del mio Dottore di Fiducia (Col, non ti sarò mai abbastanza grata!).

Con balzo da pinguino, mollo il viscido rimorchione per salire in groppa al destriero di Stefigno (scooterone in prestito, che avevate capito?), per avviarmi al Pulitzer dove alloggiano numerose blogstar in loschi affari affaccendate.Pian pianino la compagnia si anima… qualcuno suggerisce che il tasso alcolico sarà basso (ah, PocaCola!), e tra abbracci, baci e carrambate, scorgo quella meraviglia di Dania che, porcazozza, non è figlia di Photoshop manco per niente.

Tra il figume imperante nella hall, si fa strada the woman in red, la Carrie Bradshaw del Tavoliere,più charmeause non s’era mai vista: una diva bonsai, così in tiro che a Rutigliano, mi sa, non l’avrebbero riconosciuta.

Mi si rizzano le cicorie in testa.Sono tutte splendide ed io, come al solito, trafelata e rincoglionita dal viaggio, sembro Bridget Jones prima della cura.

Finalmente arriva il bus.Alto, bello, simpatico, intelligente.Ci si sta stretti come sardine e qualcuno si lamenta.Un classico però, son certa che in tutte le feste, anche a certi matrimoni perfetti, qualcuno zittozitto ha da ridire.
Se non è la sposa è il tavolo, se non è il tavolo è la bomboniera.

Ma non è l’Evento del Secolo (quello era un party raffinato ed educato, questo un raduno di sbalestrati fuori di testa)e, dopo una traversata romana come quella sui due piani, non penso ci sarà più nessuno disposto a lamentarsi.Dimenate le carni ( e le chiappe, vero Maxime?), presi d’assalto i taralli, prosciugate le taniche di vino(io ne so qualcosa), al Gianicolo si respira sempre e solo aria di fiesta.Parte la schiumata collettiva, qualcuno si imbosca, chi fuma, chi ride, chi scherza.Ed il cielo, trapunto di stelle, è sempre più blu per il Popolo di Internet(cit.).

Nonostante l’epilogo della sottoscritta al Cto di Garbatella (non fosse stato per Vipera-Infermiera-MamminaPremurosa, forse, sarei ancora nella hall del Pulitzer a scimmiottare Amy Winehouse dopo la peggiore delle sbronze), ho vissuto tutte le forti emozioni che, alla mia età, per alcuni, sono solo un ricordo.

Mi sono sentita, per la prima volta dopo secoli, adolescente e matta, senza responsabilità nè vincoli, uno Spirito Libero con la sola, unica, sconsiderata voglia di Fare Quel Ca**o Che Mi Pare.

P.S.:due ringraziamenti doverosi.Il primo a TechLovers che ha sponsorizzato questa meraviglia di notte, il secondo al personale medico e paramedico del Dipartimento di traumatologia S.Eugenio-CTO che mi ha rimessa a nuovo, più in forma di prima(toostrong,toofast,toobetter).

P.P.S.:dimenticavo… vorrei ricordare i link di tutti, le facce di tutti, i nomi di tutti.Vi prego, chiunque voglia essere linkato, si segnali tra i commenti e potrà avere la degna visibilità.:-)

P.P.P.S. (volante uno a volante due):troverete alcune deliranti testimonianze qui e qui.

16 comments

Adorable,Desiderable…Lovable!

Mi fanno sorridere quelle donne che guardano convinte “What Women Want” e poi sospirano come casalinghe disperate -Ah!Se mio marito/fidanzato/compagno/amico/padre/fratello capisse e comprendesse almeno mezza volta cosa voglio e quel che penso !- (e fosse almeno la metà di Mel Gibson N.d.M.)

Brave Loro.Giucas Casella è una sola, il Mago Casanova di paranormale ha giusto la laccatura nei capelli ed il paragnosta di Arcella non ci azzecca manco per sbaglio.

Cosa credono, che la sfera di cristallo o la lettura del pensiero siano scienze esatte?!?!

L’uomo italico è pigro, in generale (non me ne vogliano in maschietti alla lettura), FATTI NON PAROLE e se non vi sentite capite, il sistema più diretto è FARGLIELO CAPIRE (tratto da “Perle di Saggezza della Mari”, in vendita nei peggiori bar di Caracas).

Lovable indice un concorso… che non è, effettivamente un concorso , ma il concorso , quello bello, quello definitivo, quello che più riuscirà ad unire l’utile al dilettevole.

Lovable and You

Lovable and You

Andate su www.lovableandyou.it , caricate un video, due video, tre video (non siate timide, l’outing è come le ciliegie, uno tira l’altro) ed invitate amici, parenti, fidanzati, mariti a votarvi e commentarviaggratisse, mica come nei realities che si paga per esprimere il proprio giudizio).Date libero sfogo alla fantasia e suggerite al Mondo intero cosa possa essere ADORABLE, DESIDERABLE… LOVABLE!

Non resta che armarsi di videocamera ( e/o minicamera del telefono cellulare, webcam), ed improvvisarsi ambasciatrici del pensiero femminile.

-Si, ma che si vince?-

Per la nostra amica perspicace che ha fatto una giusta (e lecita) domanda, siete tutte re-indirizzate su Lovable and you .

Già altre donne, come voi, si sono messe in gioco, diventando testimonial di categoria: simpatiche, frizzanti, compite, riservate, imbarazzate.C’è veramente posto per tutte.

Presto ci sarò anche io (con alcuni post a tema, su queste pagine, oltre che con i video).

Del resto, quanto pensa una donna è importante, ed è giusto si sappia in giro… magari sarà anche la scusa buona per far capire al Vostro Lui come potete essere

Adorable

Desiderable…

LOVABLE!

4 comments

Faccia da blogger

Che bello scoprirsi in prima pagina, con la heavyrotation dei ritratti di Palmasco, sul sito ufficiale del RomeCamp.A qualcosa, dunque, le nostre belle facce da bloggers servono…

P.S.:dicheno che, forse, e dico forse, e ripeto forse… al RomeCamp potrei esserci anche io.Ma, per averne la certezza, potrete cercarmi su un bus inglese a due piani.

1 comment

Pizzino#1

La frequentazione lavorativa di alcune emittenti sicule-e-dintorni, mi ha insegnato la bellezza di questa breve ed intensa forma di comunicazione ,affidata ad un lembo di carta scritto velocemente.

Non associatelo subito alle missive del Provenzano, perchè se no chiudo qui dando a tutti degli ignoranti in puro stile Vittorio Sgarbi: la lingua italiana, nella sua declinazione dialettale, ha un suo perché, una sua origine, un suo etimo.Se poi volete farvi insegnare dalla televisione, accomodatevi pure che io resto fuori.

Tra l’altro, in Sicilia non gode di interpretazioni negative: per l’uso comune è una lista della spesa, un numero di telefono passato alla compagna di banco, la chat di cellulosa per esprimere un pensiero silente e fulmineo.

Un pizzino, dunque.

Così il mio Direttore non mi accusa di aver abbandonato il mio blog, io non mi sento doppiamente in colpa nei confronti del Neri perchè occupo a scrocco spazio inutile sul suo server, e mio figlio Sw4n potrebbe essere finalmente orgoglioso di me, continuando a ripetermi “ma tu, se ti impegnassi, potresti anche scrivere per I GRANDI BLOG COLLETTIVI”(il primo a non leggermi è sempre lui, ma non facciamolo sapere troppo in giro).

Io non ce l’ho il dono della fluente e pixelosa grafia.Ho fatto gli orecchioni, il morbillo, la varicella.Ma Il blogging compulsivo no.Quello mi manca…

Sarà opportuno vaccinarsi?

M.

3 comments