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Due figli degli anni ’80

Dieci anni.
Ci pensavo ieri sera, godendomi quella meraviglia nostalgica de “I Migliori Anni” con Carlo Conti.Levati Carlo Conti e le due stoccafisse, potrebbe essere anche un bel programma.

Insomma, ci ragionavo con mio fratello, che il mio uomo l’ho amato anche per questa nostalgia canaglia che ci prese telefonicamente nel ritrovarci dopo dodici mesi dal primo incontro.

Parlammo per ore dei HappyDays, delle sigle dei programmi, delle pubblicità tormentone, di Azzurro a Bari (molti di voi neanche sanno che andava più forte del Festivalbar, in quel gioiellino che era il teatro Petruzzelli), del PorcoCane che avevo comprato al negozio di giocattoli.

Dieci anni, tra alti e bassi, neanche più feteggiati tanto dati per scontati, che non mi sembra vero siano passati così in fretta.

Lui, di una bellezza disarmante, con un fisico da paura, i riccioli biondi e le ciglia lunghe.Io, così convinta di voler fare l’attrice (i corsi di dizione, in seguito, a qualcosa sarebbero serviti), con dieci chili in meno ed una valigia di cartone trabordante di sogni.

In mezzo c’è stato il delirio.La paura di perdersi, la gioia nel ritrovarsi, le lacrime ed i sorrisi spesi nel regalarsi quotidianamente piccolissimi attimi di romanticismo e sensualità.

Oggi, noi figli degli anni ’80, sembriamo usciti da una sit-com americana.Così presi dai dialoghi incalzanti e dalle battute al fulmicotone, costantemente affetti dalla sindrome di Sandra e Raimondo.Sempre con Mike Oldfied nelle orecchie e con Truly, Madly, Deeply dei Savage Garden a ricordarci i primi, interminabili baci davanti al semaforo sotto casa mia.

Di battaglie ne sono corse, di volti maschili ne ricordo tanti, tra me e lui, come tentativi stupidi di esorcizzare quella stabilità affettiva che sempre ho voluto sfuggire, nella certezza della personalità da “zia sbandata” che avrei ritrovato specchiandomi nel futuro.

Qualche volta, un paio di quei volti, li incontro nel cuore della notte, come spiriti inquieti e tormentati, presi nella punizione di un Jorel esiliatore e crudele.Non posso rinnegare quanto vissuto con altre persone, mentirei a me stessa chiamandoli stupidamente “errori di gioventù”.

Il risveglio, per me, però, vuol dire solo lui.Vuol dire un porto sicuro dove attraccare con un bastimento carico carico di difetti e virtù.

Vuol dire canzoni, e film, e maratone con tutti i film di Rocky, e lui che sente gli Eagles, ed io che scimmiotto le coreografie di Madonna mentre preparo la cena.

Lui che capisce i miei problemi familiari, che sa aspettare se non possiamo permetterci qualcosa, che subisce i miei umori e gli scazzi, viziandomi e coccolandomi come solo una copertina calda in inverno saprebbe fare.

Lui che non è perfetto (ma chi lo è, in fondo), e che (con qualche capello in meno) mi asseconda in salute e malattia, in ricchezza e povertà.

Lui, che come me, dopo dieci anni, è ancora uno stramaledetto figlio degli anni ’80, quando ci sentiamo telefonicamente e se gli dico “ti sei perso Sabrina Salerno su Rai Uno” mi risponde, con il mezzo sorriso alla Bruce Willis, “tanto io c’avevo il poster di Samantha Fox”.

E’ proprio vero.Gli uomini desiderano le bionde ma, alla fine, si mettono con le more.Per dieci anni.

E come Fonzie festeggiano l’idea, dicendo “Hey”, con i pollici in su.

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9 Comments so far

  1. kia ottobre 26th, 2008 12:19

    “Hey”… auguri, cara! :)
    Baci

    K!A

  2. qualcuno... ottobre 26th, 2008 16:19
  3. Ilaria ottobre 30th, 2008 13:54

    Ti leggo spesso, in onore dei vecchi tempi… alle volte vorrei riempirti di botte, altre volte abbracciarti forte forte, ma questa volta ho deciso di lasciare traccia del mio passaggio solo per dirti che, a parere di una piccola strega lontana, questa è la via giusta….
    Non giusta per il mondo, non giusta perchè così deve andare, ma semplicemente giusta per te.
    E qualche volta avere i piedi ben saldi a terra, svegliarsi la mattina ed avere accanto un uomo che c’è, nonostante tutto, per quanto imperfetto, per quanto incompleto, che conosce le parti pià brutte e cattive di te, è una delle più grandi fortune.
    Fattelo dire da un’eterna sognatrice alla ricerca eterna della sua luna, come tu del tuo graal, che un bel giorno si è svegliata con l’uomo perfetto accanto…
    E pensa Mary, era li’ da 5 anni… accanto a me, ma la nebbia delle emozioni non me lo mostrava chiaramente.
    Sono felice, di quella felicità normale e scontata che abbiamo sempre detestato. Ma… dura ammetterlo per una come me (e sai cosa vuol dire…)… sono felice per davvero.
    Mi auguro di cuore che un giorno tu possa gridarlo a pieni polmoni: “sono felice!”.

    Ilaria… o YAYA, come vuoi. :)

  4. Vin ottobre 30th, 2008 18:39

    Hey dieci anni sono tanti, io dopo dieci anni di fidanzamento sono convolato a giuste nozze (si dice così)!!
    E tu che aspetti?
    Bacio voice a presto!!

  5. carpeoro ottobre 30th, 2008 22:19

    L’Amore, con la sua presenza, ti rende felice e vivo.
    L’Amore, con la sua assenza, ti rende infelice, ma sempre vivo.
    L’Amore ti rende comunque vivo anche quando non c’è.
    Complimenti Marileda, provare nostalgia dei momenti belli ormai passati è normale, ma provarla vivendo anche quelli belli del presente è Arte.
    Carpeoro

  6. ///umberto novembre 3rd, 2008 12:47

    Essendo nato nella metà degli ottanta, quello di cui parli lo ricordo abbastanza vagamente, per lo più in revival datati nineties..
    Però, complimenti vivissimi per il post.. ;)

  7. Marileda novembre 11th, 2008 09:47

    Non me ne vogliano gli altri ma,in questi commenti, rivedere Ilaria è un pò come trovare un pezzo di se stessi in una scatola del tempo.
    Io ho commesso il piccolo errore di amare l’uomo che la amava (non corrisposta io e, credo, non esattamente corrisposto lui) e da lì infiniti casini che Brooke e Ridge sono due principianti.
    Saperti felice mi riempie di giusta gioia.
    Questa strega dalla bacchetta spuntata e dal cappello a punta leggermente moscio (l’amido gnaaaafà, sorella cara), in realtà è solo stancastancastanca e vorrebbe un minuto fermare il mondo per scendere alla prossima fermata.
    Ti dico che mi fai piacere, ed è bello.
    Il mio blog l’ho aperto per il tuo (chissà se, da qualche parte, scrivi ancora), e diventa, qualche volta, il momento commovente di re-union come questa.

    Bello di più, però, sarebbe incontrarci, un giorno.
    Tu sarai sempre più smilzetta e boccoluta, io più rotonda e scioccata.

    Ma, entrambe, conserveremo quell’affinità elettiva che, in qualche modo, ci ha sempre unite.Nel bene e nel male.
    Ti abbraccio forte forte .

  8. Nicky novembre 18th, 2008 15:41

    Complimenti ! Dieci anni, di questi tempi, sono un vero traguardo, anche con “l’uomo perfetto” !

    Ma io che son bionda, qualche possibilità l’avrò ??

    Besos Nicky

  9. Marileda novembre 19th, 2008 08:33

    Le bionde hanno sempre una marcia in più.Fidati.:-)Te lo dice una mora che, dalle bionde, ha sempre preso carte ;-)

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