Stat rosa pristina nomine
“Si fanno libri solo su altri libri e intorno ad altri libri. […] I libri parlano sempre di altri libri e ogni storia racconta una storia già raccontata. Lo sapeva Omero, lo sapeva Ariosto, per non dire di Rabelais o di Cervantes” (U. Eco, “Postille al Nome della Rosa, 1983)
Non penso ci sia metafora più calzante, dell’intero tomo de “Il Nome della Rosa”, per rispecchiare quanto la cosiddetta blogosfera, stia degenerando in schiamazzi, e sentito dire e censure di varia foggia e natura.Un Dio incarnato, procede di Madre in Figlia, mietendo con la sua falce bianca, vittime inermi del puro (e innocente) piacere del riso.Il terapeutico riso.
Jorge,nel Settimo giorno, Notte I, afferma
Disse un filosofo greco (che il tuo Aristotele qui cita, complice e immonda auctoritas) che si deve smantellare la serietà degli avversari con il riso, e il riso avversare con la serietà. La prudenza dei nostri padri ha fatto la sua scelta: se il riso è il diletto della plebe, la licenza della plebe venga tenuta a freno e umiliata, e intimorita con la severità. E la plebe non ha armi per affinare il suo riso sino a farlo diventare strumento contro la serietà dei pastori che devono condurla alla vita eterna e sottrarla alle seduzioni del ventre, delle pudenda, del cibo, dei suoi sordidi desideri. Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, e quindi parlando da filosofo, portasse l’arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell’irrisione, se alla topica della paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell’impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili — oh, quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, Guglielmo, ne sareste travolti!
Come frate Guglielmo, in tutta innocenza, rischierò di perire nelle fiamme, pur di difendere sempre la sacrosanta verità.E’ la vanita’ di certi uomini, e donne, a spingere crociate e fulmini, e saette, e bramosìa di potere.Rendendoli miseri/e, insulsi, e vicini agli Inferi come pochi Daìmonos riuscirebbero a fare, trevestiti da angeli con le loro candide ed immacolate piume a nascondere melma e disprezzo per il genere umano.
Cara Amica Blogger,
senza invitarti a sciropparti tutto Eco, che pure rappresenta una miliare pietra nell’esposizione di Universali Principi di reale Unione e Fratellanza, rileggiti codesto passo, e guarda nello ” nella Eco “ la tua anima, prima di fermarti all’icona mortale delle tue insulse carni.
Jorge, dico. In quel viso devastato dall’odio per la filosofia, ho visto per la prima volta il ritratto dell’Anticristo, che non viene dalla tribù di Giuda come vogliono i suoi annunciatori, né da un paese lontano. L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, all’eccessivo amor di Dio o della verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimo con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro. Jorge ha compiuto un’opera diabolica perché amava in modo così lubrico la sua verità da osare tutto pur di distruggere la menzogna. Jorge temeva il secondo libro di Aristotele perché esso forse insegnava davvero a deformare il volto di ogni verità, affinché non diventassimo schiavi dei nostri fantasmi. Forse il compito di chi ama gli uomini e di far ridere della verità, fare ridere la verità, perché l’unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità
Ho detto.
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non è cosa da leggere domenica mattina quando è quasi l’una… ci ritorno domani
Grazie Mari, belle parole le tue, grazie di cuore!!