Archive for marzo, 2008
Con i tuoi occhi
I tuoi occhi guardino diritto e le tue pupille mirino diritto davanti a te.
(Salomone)
Non avresti gradito un link diretto, nè un IM per ringraziarti di quelle pagine illuminanti.Questo era l’unico sistema.
Distrattamente leggo.Per noia, per curiosità, per puro caso.
Finchè non vedo i tuoi occhi, sullo mio stesso Mondo, ad osservarlo con spirito vivo ed il medesimo cuore di una volta.
Stesso sole, stessa aria, stessi profumi, stesso puntino sulla carta geografica.
Comprendo solo ora quanto non sia importante cercare la Verità dietro due iniziali.
Io ero sola con il mio galoppante egocentrismo, continuando a rimirare tanta pochezza, mentre tu fotografavi la Vita, raccontandone , giorno dopo giorno, ombre e colori.
3 commentsPostumo post (gennaio2008)
CIRANO: Voi cercate qualcuno.
ROSSANA: Sì, e ne sapete il nome. Mi scrive giorno e notte ma non ne so il perché, e fugge senza motivo appena vede me.
Bari è coperta di bianco.
Che è come dire “fiocca all’Equatore”.Più o meno.
E’ il motivo per cui, da queste parti, quando la si racconta davvero grossa o si preannuncia qualcosa di straordinario, la risposta matematica dell’interlocutore diventa “domani nevica!”.
Non sono così egocentrica (seppure, qualcuno, potrebbe anche contraddirmi), ma credo di esserne parzialmente responsabile.
Certo, se una come me trova il fottuto coraggio un bel giorno di guardarsi allo specchio e dichiarare al Mondo e a sè stessa “da oggi non voglio più essere così autocelebrativa come in passato”, domani nevica.
Quando un blogger diserta il proprio spazio per un pò di tempo, lasciando quella tipica, desolata, aria da film di sergio Leone con i rovi di sterpaglia che rotolano su polverose terre, si pensa in ordine di apparizione che :
A) il suddetto blogger è morto
B) il suddetto blogger si è fatto monaco (o suora)
C) il suddetto blogger è quel granculo che ci ha preso con il 5+1 al Superenalotto
D) il suddetto blogger è stato finalmente ricoverato in qualche ospedale psichiatrico
La suddetta blogger, invece, sta bene, fisicamente almeno (annoverabile tra i clinicamente vivi), e dà il suo ultimo annuncio autocelebrativo (ed autoreferenziale, dunque), comunicando che non ha più intenzione di autocelebrarsi in alcun modo.
Un pò perchè non fa più fashion, un pò perchè se andate su gugle, scoprirete che degli 85.000 risultati almeno 70.000 sono tratti da blog (avrò lanciato una moda?!?), un pò perchè l’incalzare della classica age of reason (ammazza, quanto fa Bridget Jones!) mi fa sentire schifosamente ridicola ogni volta che indosso le mie piume di struzzo per scendere la scalinata come Wanda Osiris (o Vanda Osiri, a seconda dell’epoca in cui vi trovate leggendo questo post).
Ridicola quasi come quando metto i tacchi da 12.
E cammino come una papera rischiando l’osso del collo.
Forse (e dico forse), quella specchiata mattutina coincide anche con la voglia di ravanarmi nell’anima alla ricerca dell’Identità Perduta, nascosta sotto le macerie dei nickname che mi hanno accompagnata durante questi anni.
-Quella che noi chiamiamo rosa conserverebbe il suo soave profumo anche senza quel nome-
No?!?
4 commentsAltrove
C’era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo …
Oggi è giorno di eclisse totale.
Lo so, non è vero.
Mi piace pensare lo sia.
Dunque, ho inforcato gli occhiali da sole, anche se fuori piove, e mi sono puntata il lume da tavolo verso la faccia, creando un piccolo sole artificiale.
Calcolando la giusta distanza tra viso e lampada, ho fatto lentamente passare una moneta attraverso il cono di luce.
Un mito molto diffuso è che durante un’eclisse, un drago divori il Sole. Molte culture hanno sviluppato i propri metodi per contrastare gli effetti di un’eclisse: gli antichi Cinesi cercavano di fare molto rumore per spaventare e scacciare il drago, suonando tamburi, scoccando frecce nell’aria e percuotendo pentolame e ferraglia. Questa tradizione è sopravvissuta fino al secolo scorso, quando la Marina Imperiale Cinese usava sparare con le proprie armi da cerimonia durante l’eclisse, per scacciare simbolicamente il drago invisibile.
In India, la gente si immergeva fino al ginocchio nell’acqua di un fiume, credendo che questo aiutasse la Luna e il Sole a difendersi dal drago. In Giappone, usava invece ricoprire i pozzi durante un’eclisse, per evitare vi cadesse del veleno proveniente dal cielo oscuro.
Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch’io …
Fino alla fine dell’800 si credeva che la Terra avesse un secondo satellite oltre alla Luna.
Più piccolo, più veloce, invisibile ad occhio nudo ed in grado di assorbire la luce del Sole.
Fu chiamato Luna Nera ed associato a Lilith proprio per il senso di indefinito mistero a ricordo della misteriosa sensualità e magica indomabilità di quella donna selvaggia.
Secondo la tradizione cabalistica, Lilith fu la prima sposa di Adamo.Scacciata dall’Eden perché desiderosa di dominare il suo compagno. Nel deserto ricevette tre visite di tre angeli con la missione di ricondurla nell’Eden, ma rifiutò: per punizione ogni giorno uno dei suoi figli sarebbe morto….
…e fu costretta a vagare per sempre nell’eterna ricerca dell’ uomo da amare.
Oggi è giorno di eclisse totale.
Lo so, non è vero.Mi piace solo pensare che lo sia.
Fuori, ancora piove.
Spengo la luce, smetto gli occhiali da sole.Stringo la moneta in un pugno… torno a sognare la mia vita.
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni…
Oggi sarò un CUORE DI AVATAR
via Principe Amedeo 49 a Bari
ore 17:30
Marileda Maggi
Nasce a Bari il 15 Maggio 1977.
Blogger, speaker radiotelevisivo, autrice, esperta di comunicazione e new media.
Ha partecipato al docu-reality di Marcopolo/Sky sulla ricerca del Santo Graal, “La Regola”.Già relatrice per il workshop “Donne&Web” all’interno di Expolevante 2007 e corrispondente da Second Life per il portale letterario Manualedimari.it, diretto da Nicla Morletti, è anche giurata per l’assegnazione dei premi “Blog letterario dell’anno2008” e “Autore dell’anno2008”.
Collabora attualmente con RadioAzzurraNetwork, dove conduce W IL MATTINO!, programma di costume e società. Appassionata (da sempre) di misteri, sogna la produzione del suo format ideale e spera di far uscire dal cassetto l’inedito Romanzo sulla cantante lirica del ‘900 Emma Calve.
Mauve Boucher
Nasce su Orientation Island il 10 Aprile 2007, un po’ per caso, un pò per gioco.
Bella e cotonata come Stephanie Powers , la mogliettina di Robert Wagner in Hart to Hart, prende battesimo da un meraviglioso libro di Judith Krantz , “la Figlia di Mistral”.
Mauve come quel violetto pallido e romantico, come il software per l’allineamento genetico, come la pianta dalle proprietà emollienti..Si ribella alle imposizioni neo-grunge e progressiste di sua madre, diventando rapidamente una fashion-victim neo-femminista del Metaverso.Decide di partecipare al progetto sperimentale dell’Isola dei Famosi su Second Life e, gli autori di Magnolia, la arruolano tra i naufraghi.Costantemente affascinata dalle potenzialità mediatiche di SecondLife, non solo è la prima DJ ad interagire in streaming con il popolo della notte, ma produce con Ryder McLeod (alias di Gianluca Neri) lo splendido calendario di SecondNation-Macchianera “Le ragazze di Second Life”.Testimonial per Vichy Italia su SL, in occasione del lancio di Aqualia Thermal, è talmente affascinata dalla prospettiva di sé, da aprirsi un blog per raccontare, in prima persona, la sua Real Second Life.
AVATAR impariamo a conoscere questa parola magica.
COS’E’ SECOND LIFE?Alla scoperta del Metaverso
I MEZZI prepariamo la valigia, pardon… l’inventory!
CONOSCI TE STESSO dove finisce l’uomo e inizia l’avatar?
STASERA DOVE MI TIPPO?Cosa poter fare su Second Life e come farlo.
LA FUCINA DI VULCANO arti e mestieri su Second Life.
A WOMAN IN LOVE innamorarsi nel Metaverso.
SEX&THECITY la sessualità in Second Life
RL ed SL una linea di confine.
PATOLOGICO O TERAPEUTICO?Due scuole di pensiero a confronto.
UN MUNDO DI SCRITTORI: la carta stampata partorita dagli Avatar
CONSIDERAZIONI FINALI
DIBATTITO
Amiata Radio
La radiofonia, è cosa risaputa, dà dipendenza.
Da una settimana circa, mi trovate anche qui con il mio programma taglia&cuci “Red Carpet”.

Dal Lunedì al Sabato, due ore due in mia compagnia, dalle 14:00 alle 16:00, se le cattiverie sui V.I.P. non vi infastidiscono e sognate bucce di banane sui tappeti rossi per vederli esibire in astronomiche culate.
Che meraviglia… tipo, adesso, Amiata passa Rino Gaetano.Ed io sono doppiamente felice.
4 commentsLe Freak, C’est Chic: quando Meme voleva dire Catena
Un tempo si chiamavano semplicemente CATENE DI SANT’ANTONIO.Le catene di sant’Antonio traggono la propria origine come fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi,da cui il nome italiano (C.f.R. Wikipedia).
La cosiddetta “catena”, ha assunto svariate e molteplici forme tra cui quella, da non sottovalutare, di simpatico portasfiga (“cose atroci ti accadranno se non inoltrerai questo messaggio a tot persone”), per grande giubilo degli scaramantici convinti come mio padre che, pronto all’azione, correva a fotocopiare il “pizzino” della jella (trovato, magari, sotto la porta o sul parabrezza), nel numero comandato di copie, pronte per essere imbucate nelle cassette dei vicini (inclusi quelli del palazzo di fronte).
Il web 2.0 (ma anche 2.1, roviniamoci!), rende tutto più glamour, più chic, decisamente cheap anche nella ricezione mentale delle suddette “catene”
La nuova valenza è trendy, dinamica, salvifica… specialmente quando (come nel mio caso) il blog langue parcheggiato da più di trenta giorni e la creatività per l’aggiornamento è in vacanza ai Caraibi (beata lei!).
MEME, li chiamano.
Un meme può essere parte di un’idea, una lingua, una melodia, una forma, un’abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un’unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell’informazione prende il nome di memetica.(ringrazio sempre Wikipedia, da sola non ci sarei mai arrivata)
Le carevecchiecatene, lasciano il posto a questi scintillanti modelli evoluzionistici del trasferimento informazioni.Lusinghe verbali tipicamente da blogger;
maledettamente in.Schifosamente cool.
Hai voluto il blog?Adesso pedala…
Ringrazio simpaticamente (limortà) l’amico Davide per avermi tirato nella spira del MEME, laddove nessuna blogstar si sarebbe mai sognata di trascinarmi… ovvero, il girone de
*°^1^°*Voglio un figlio biologico che sia esattamente come Sw4n.Per questo ho intenzione di costringere il mio uomo a leggersi tutto il suo blog prima di procedere con l’atto fisico per concepirlo.
*°^2^°*Ho gelosamente riposto nel cassetto un completino “made in Amsterdam” in latex e simil-leopardo-peloso(trusciiiiidooo).Mai sfoggiato (ahimè) e di un kitch mostruoso ma, a mio parere,decisamente sexy.
*°^3^°*Il celebre “pollo di gomma” è l’ambito premio vinto ad una sorta di quiz indetto scherzosamente dal webmaster di un forum.Da quel giorno è diventato il mio portafortuna e lo porto sempre con me (il pollo, non il webmaster… purtroppo!).
*°^4^°*Sfoggio sempre con disinvoltura il look “proletario-vicino-alla-gente” ma, dentro, sono una fashion victim denoantri.Vorrei poter abbinare un tubino D&G (se ne facessero della mia taglia) con una collana di Tarina Tarantino e la celebre Birkin di Hermes.Ahivoglia io a fare la comunista al ca**o… è che non c’ho una lira!!!
*°^5^°*E’ una vita che continuo a dichiarare “ODIO I TORINESI”.Al massimo “ODIO IL TORINESE”, ma sarebbe falsa anche questa affermazione.Non posso odiare quella sottile e discreta perfezione,l’aria saccente e compita, quell’aplombe tipico dei moderati con brio.
Belli e impossibili.E la volpe che non arriva all’uva, si sa…
*°^6^°*Quando ero giovane, magra e con il mio primo fidanzato (NO!Non era l’età della pietra, stronzi!), andavamo al chiosco di p.zza Umberto (fronte Ateneo) e facevamo a gara per mangiare il maggior numero di hotdog nel minor tempo.Oggi, il mio fegato ed il girovita ringraziano.
*°^7^°*ho ancora conservata la lettera che mi mandò una persona quando avevo 14 anni.Quella lettera (avidamente custodita come una preziosa reliquia) viene riesumata ogni volta qualcosa o qualcuno contribuisce a farmi finire l’orgoglio sotto i tacchi.“Un uomo per non notarti deve avere una discoteca al posto del cervello”, dice.
Trovo sia la cosa più bella mai scritta dopo il finale di “Via col Vento”.
Come da prassi, passo il turno a Sw4n ,Bridget Jones, Orny , Pam e quel fenomeno paranormale di Larry … non vogliatemene e, ricordate sempre, ad ogni tormentone corrisponde mantra liberatorio uguale e contrario… Le Freak, C’est Chic!
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