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The Black Lodge

Nell’oscurità di un futuro passato
Il mago desidera vedere
Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l’ altro
Fuoco cammina con me

BlackLodge

Non penso esista serie più immaginifica, metafisica, delirante di Twin Peaks.
Ha fortemente influenzato la mia vita e vivide, nel ricordo, resteranno le serate a casa di Lucia S., in compagnia di pizza e cocacola per condividere la grandiosità di quel prodotto televisivo.
Inclusa la maratona TwinPeaks che, per una notte intera, ci incollò davanti allo schermo ipnotizzate dalla “danza del nano”.

“Chi ha ucciso Laura Palmer”, in fondo, non si è mai capito.
Era infatti intenzione primaria di David Lynch, non svelarne l’identità fino all’ultima puntata.
Le leggi di mercato gli avrebbero dato ragione nei riscontri audience se i veri assassini (quelli della ABC N.d.M) non avessero fatto pressioni perchè si anticipassero i tempi.

Per le ragazzine angosciate da figure oscure , sarà stato l’intangibile, viscido e terrificante Bob.
Per i razionalisti di scuola freudiana, l’incestuoso e disturbato Leland, scrigno dei segreti orrori da moderna famiglia del Mulino Bianco.
Per i cattolici estremisti, saranno stati il vizio, la droga, il sesso sconsiderato, la bisessualità.
In ultimo, i sociologi, scorgeranno il carnefice, nella vita perbenista di provincia, che spinge le giovani rampolle figliedipapà ad oltrepassare i confini del lecito per sconfiggere noia ed vuoti esistenziali.

Nel tripudio lussureggiante di simbologie, citazioni esoteriche e mistici viaggi di sola andata nel darkside dell’animo umano, chi si è sempre e solo domandato “Chi ha ucciso Laura Palmer”, è il classico stolto che osserva il dito puntare la luna.

Oltre 17 anni sono passati dalla prima messa-in-onda di Twin Peaks, e l’inesorabile scandire del tempo non ha intaccato fascino e smalto dell’ oscuro serial che, ancora, mantiene in rete, uno spropositato numero di siti che ospitano interpretazioni e fanfiction legate ai personaggi dei Picchi Gemelli.
Una vera Chiesa, fedele nei decenni, che si riunisce nei luoghi consacrati alla Storia, per svolgere veri e propri rituali di reminiscenza collettiva.

Oggi, chi volesse ripercorrere le atmosfere di quei giorni, può ringraziare il lavoro creativo (e religiosamente conforme allo spirito lynchano) di Emmanuel Papillon, giovane webdesigner francese.
Attraverso le pagine del sito tematico lynch.batbad.com, virtualmente ricostruisce i Mondi proposti nella cinematografia di David Lynch, disponendovi sapientemente suoni e immagini in un vero e proprio roleplay tutto da vedere, sentire, scoprire.

Tributo stilisticamente impeccabile, molto simile ai labirinti mentali di icone immortali come i protagonisti di Eraserhead, The Elephant Man, Dune, Velluto blu, Mulholland Drive (solo per citarne alcuni).

Buona navigazione e, attenti a dove mettete il mouse… I gufi non sono quello che sembrano.

2 comments Digg this

2 Comments so far

  1. Artemisia gennaio 10th, 2008 01:47

    Ho visitato il tuo blog su SL. Non so, non mi convince molto questo “vivere virtuale”, non si sta esagerando troppo nel preferire la vita non reale a quella tangibile e “carnale”? (nel senso buono del termine eh!)
    Non si rischia di enfatizzare ulteriormente l’egoismo personale? Non esiste sofferenza e morte laggiù. Tutto è comodo, bello e senza problemi veri :-(
    (non è un attacco alla tua persona sia chiaro)

  2. Marileda gennaio 11th, 2008 08:54

    Nessuna offesa, ci mancherebbe.Proprio oggi con il già citato Vik Ariel, parlavamo nel bar dietro casa mia (e sua) in RL, di come e quanto sia difficile per “gli esterni” a SL comprendere determinate situazioni .

    La vita “virtuale”, come la chiami, non è altro che una proiezione imperfetta della vita “carnale” in una sorta di mondo perfetto.

    Senza falsi buonismi, voglio dire che donne di 70anni riescono a fare sesso, che gli infelicitati matrimoniali possono trovare svago , che alcuni hanno trovato giovamento nel passatempo del building (chi di noi non ha amato il LEGO!!!), e che altri ancora sono riusciti a superare gravi problemi di relazione dovuti a gravi malformazioni fisiche.

    Non è comodo-e-bello.
    Non è neanche perfetto come a noi “avatar” piace credere.Io, ad esempio, ho un pessimo carattere.
    Non cambio certamente perchè sono in SL… anzi, mi capita anche di litigarci con la gente… e lì è amara.

    Le variabili sono infinite, ma sai pur sempre che sei al sicuro a casa tua.Se vuoi cercare avventure puoi farlo senza rischiare di incorrere nel maniaco di turno, se vuoi divertimento e, magari, non hai la macchina per uscire, lo trovi con concerti live, conferenze, dibattiti… se sei troppo in su con l’età per la discoteca, prendi il tuo avatar, lo tiri a lucido e ti teleporti dove più preferisci.

    Mi spieghi cosa c’è di “enfatizzante per l’ego”?
    Nella vita reale l’immortalità si sogna costantemente, così anche come esaper volare e mantenere in eterno il proprio amore.Se lo si fa in second life non esiste più il diritto sacrosanto a sognare?

    Come ho scritto nel mio piccolo wiki esistenziale di Second Life, non nascondiamoci dietro ad un dito.Siamo sempre noi gli artefici del nostro destino.

    Mi auguro, nel tempo, tu possa comprendere meglio i meccanismi etici un pò complessi di questo particolarissimo mondo.

    Un bacio.

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