Archive for novembre, 2007
Voyager, ai confini dell’incoscienza!

Il Giacobbo di Notredame ha colpito ancora , grazie al cielo, per l’ultima puntata della stagione.
Vi parla una che, tutto sommato, dal letamaio della sua profonda ignoranza, Giacobbo lo ammirava, e non certo per la nuance di colore del suo fondotinta.
Un tempo, credevo dosse l’unico a rendere accessibile e comprensibile l’informazione su alcuni argomenti di non facile fruizione pr il vulgo, con una bella impostazione all’americana.
I Miti cadono, Babbo Natale non esiste, la Befana fa la cubista quattro mesi all’anno nel locale di Briatore, il mago di Oz non ha poteri straordinari e Roberto Giacobbo ( che pure all’epoca fu un discreto autore televisivo e radiofonico, meritevole di tutta la mia stima e fiducia ), è scaduto nel kitch (barbara usanza berlusconiana), nel volgare, nel sensazionalistico/surreale, nella disinformazione da giornaletto scandalistico (senza offesa per i vari Stop, Visto, Cronaca vera etcc.).
Stento a credere fosse tra gli autori di quel programmone del ’97 chiamato Misteri, condotto egregiamente da una desaparecida Lorenza Foschini.
Eppure c’è chi vede i suoi programmi.
Così come chi ha il coraggio di seguire Enigma (Tomeo non me ne voglia, ma anche Augias s’è inGiacobbito…), Top Secret, Urban Legends e tutte quelle mostruosità mediatiche con misteri, voci di corridoio e imprecisioni storiche buttate nel tritacarne catodico.
Il vero problema, non sono Giacobbo, o Augias o Brachino.
Il vero problema è in un pubblico sempre meno esigente e costantemente più ignorante che se ne fotte di aprire un libro autonomamente per constatare se quanto propinato corrisponda a verità.
Mi domando se non sia questa richiesta del fatuo e approssimativo a spingere un’offerta come Voyager (ai confini dell’incoscienza!) e a portarci verso oscuri e drammatici confini del cretinismo globale e, con un sospiro di sconforto, dove andremo a finire di questo passo.
Rose: Kitty, tu sai chi è Graham Greene, vero?!
Prof. Farmer: Certo, chi è che non ha visto la serie Bonanza?!
( Donnie Darko di R. Kelly, 2001 )
Cronache dal Metaverso_Chi non ha peccato

Che i reality siano una gran cosa mi pare appurato.
Scoprono i nervi in situazioni estreme, lasciando trapelare il peggio di ognuno di noi (o il meglio, per carità), dando uno spaccato in 4:3 dell’uomo e della donna medi.
C’è qualcosa di losco e affascinante sulle dinamiche psicologiche che scattano sulle varie isole, fattorie e talpe del piccolo schermo.
Losco perchè non sai mai come ti può prendere la crudezza di certe esasperazioni dell’animo umano, affascinante perchè dà la possibilità unica di capire i meccanismi della psiche secondo meccanismi universali.
Forse sono limitata io, ed è una possibilità concreta ma, sia nella Real Life che nella Second Life, ho la perversa masochistica tendenza a fidarmi all’inverosimile.Mi fido delle parole ( nelle quali credo sopra ad ogni cosa, con un loro peso specifico di volta in volta), mi fido dei cosiddetti amici e mi fido dell’antico adagio newtoniano per il quale d ogni azione di un corpo A su un altro corpo B corrisponde una reazione uguale e contraria del corpo B sul corpo A.
Dunque, se si fa del bene, per riflesso, quel bene dovrebbe ritornare in uguale o simil misura nel tempo.
Stringendo il limone, odio lo schifo e la feccia composto dai melmosi individui che, riconoscendosi fra loro, accettano qualsiasi ipocrisia riconoscendo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno solo con chi e con cosa fa comodo al momento giusto nel momento giusto.
Se c’è un principio sul quale ho fermamente investito, è la possibilità che anche dietro il peggiore dei rospi potesse nascondersi un principe azzurro.Su tale utopia ho speso giorni e giorni della mia vita, senza mai domandarmi quanto fosse bene o quanto male.
Ieri sera, durante la diretta dallo studio dell’Isola dei Famosi su Second Life ho visto cose…
Ho visto uomini scimmia rinnegare la Salvatrice tre volte prima che il gallo abbia cantato.
Ho visto naufraghi affamati, idolatrare un Carnefice.
Ho visto una donna saggia, pronta a ribaltare il proprio giudizio spinta dall’ormone impazzito.
Ho visto anche un rospo peloso falso e indisponente, bearsi di una sua parmanenza sull’Isola dovuta alla propaganda di una vestale devota ed ingenua.
Ho visto… ed ho sentito.Anche troppo.
Ed è in queste occasioni che mi rendo conto di quale ingegnosa e democratica mannaia sia il televoto.
Quel che dò tolgo, come e quando voglio.Ed il mio pronostico per la prossima settimana è che Mahem uscirà con la coda fra le gambe.
Perchè chi giudica senza cognizione di causa o con la leggerezza tipica dell’ignoranza, merita la lapidazione di piazza.
Se chi non ha peccato ha il diritto di scagliare la prima pietra, immacolata come una verginella stringo orgogliosamente in mano il sasso della vendetta.
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