Io, Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa
Ho sempre provato una forte attrazione per i paradossi.
E’ forse questa mia predisposizione alla fascinazione dell’incredibile, ad avermi fatto amare artisti visionari come Escher e Dalì.
Magritte tentò di sovvertire questo mio desiderio di surreale, schiacciando (paradossalmente) l’illogico con un paradosso logico.
Attraverso il celebre dipinto L’usage de la parole I afferma che
Talvolta il nome di un oggetto prende il posto di un’immagine. Una parola può sostituire un oggetto nella realtà. Un’immagine può prendere il posto di una parola in una frase. In un quadro, le parole sono della stessa sostanza delle immagini.
Dunque, benchè quella raffigurata possa sembrare una pipa, non sarà MAI una pipa nel vero senso della parola.
E’ forse per questo che non ho mai ammirato Magritte più di tanto.
Questa laica dietrologia mi irritava non poco.
Insomma, cerchiamo di esser pratici.Potrà anche non essere una pipa, però le assomiglia parecchio.
Più che paradossale, la storia della pipa, a me pareva onestamente assurda.
Un pittore dipinge per passione e fede.Poi smonta il tutto con troppa logica.
E’ una roba da matti.
Contrario al Magritte-pensiero è invece il culto dell’ Invisibile Unicorno Rosa.
Nato come paradosso ateo, nella dimostrazione dell’inesistenza di Dio, ha presto preso piede su internet e nelle università mondiali con fiumi di inchiostro a parlarne e schiere di adepti adoranti.
« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Sappiamo questo perché essi sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Noi crediamo per fede che siano rosa; e per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »
Fantastico.
Questo pomeriggio, mi sono scoperta Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa.
Una sorta di segno del Destino, un fulmine a ciel sereno.
Quando qualcuno ha tentato di farmi credere che non ero una pipa, mentre i presupposti logici (seppure nel paradosso) c’erano tutti.
Come insegnatomi dalle Scritture, compatirò dunque gli adoratori dell’ Ostrica Viola
« Perché io ho visto la mia indegnità nel Suo sguardo, poiché ero un peccatore, destinato per sempre a trascorrere l’esistenza in presenza della terribile Ostrica Viola, dando la cera alla sua conchiglia e massaggiando i suoi miserabili e fangosi piedi. Dal momento che, ecco, l’Ostrica Viola ha veramente dei piedi, e gambe quindi, e dita dei piedi, che le danno il dominio su tutte le vongole dei mari, e le permettono di andare presso i figli dell’uomo, per tentarli e portarli alla distruzione. »
( l’Ostrica Viola, conosciuta anche come “Ostrica Viola del Giudizio”, fu inizialmente una “favorita” dell’Invisibile Unicorno Rosa, scacciata poi dai Suoi Pascoli a causa del Grande Peccato: aver tentato di convincere i seguaci che l’Unicorno preferisce la pizza con funghi e peperoni all’ananas e prosciutto)
Possano gli zoccoli dell’Invisibile Unicorno Rosa non essere mai ferrati.
Perchè scrivere una frase sotto una persona per provare che questa non sia mai esistita è inutile ed illogico.
Perchè per preferire la pizza con funghi e peperoni bisogna avere dei seri problemi.
Io, Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa!!!
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Talvolta il nome di un oggetto prende il posto di un’immagine. Una parola può sostituire un oggetto nella realtà. Un’immagine può prendere il posto di una parola in una frase. In un quadro, le parole sono della stessa sostanza delle immagini.
Dunque, benchè quella raffigurata possa sembrare una pipa, non sarà MAI una pipa nel vero senso della parola.
Si,me ne sono accorto quando non ti ho vista alla gara,o meglio quando la tua immagine è comparsa all’improvviso al posto della parola che mi avevi data.Scherzo…!
Tanti auguri per tutto,un abbraccio ed alla prossima.
Giuseppe.
sei fulminata forte anche te!
affascinante la teoria dell’unicorno rosa ma preferisco sempre Magritte e la sua pipa che non è una pipa.
Non la è, cazzo! Mica ti fumi il quadro!
però, in effetti, te potresti anche esserne capace…
ciao!
La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.
http://knights.forumattivo.com/
Saluti.
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COME TI RACCONTO LO INCONSCIO:
Se vuoi sapere dove sta il più grande contenitore di dati e informazioni, non girar tanto in tondo, perché questo, forse, senza sorpresa, in parte, sei proprio tu. Perché tu possa immaginare quanto funzioni questa struttura ti basterà pensare al tuo computer e ai dati che laboriosamente hai inserito. Sappi che il tuo inconscio lo sa ben bene prima ancor di te e non solo, pure gli oggetti, libri e cose che stanno nella tua stanza intorno a te. Questo è quello che chiamerai: INCONSCIO PERSONALE. E’ l’IO che poi cerca, come fai tu con il tuo computer. Prova poi a unir tutti i computer di questa terra in un unico computer e avrai così: L’INCONSCIO COLLETTIVO. E come se non bastasse da qualche parte c’è un cervellone che contiene tutto questo, e che poi tutto ciò è a sua volta la più piccola cosa, rispetto a quell’immensità di signor computer che ha per nome Akasha. Poi, al di sopra di tutto vi è il SE’, ma questo è tutta un’altra cosa, perché non è più un computer, ma veramente assai di più; parleremo anche di questo, ma in un’altra cordata, perché guarda caso è lo padrone del computer; del tuo, del collettivo e pure dell’Akasha. E se per onor del grande Trismegisto che ha ben detto “così in alto, così in basso”, mi permetto nella circostanza di aggiungere per la mia veduta “così in fori, così in dentro”. Ciò che vedi fori con i tuoi occhi attorno a te sul piano sociale, economico, politico, religioso, è esattamente ciò che avviene dentro di te. Tutto è in movimento; è un universo che si agita, che scalpita in un continuo andirivieni di fatti e accadimenti; non ti sorprendere allora se a volte il tuo umore si trova improvvisamente alle stelle o improvvisamente a terra senza ragione alcuna; stattene pur tranquillo perché la ragione c’è; molti dicono: ‘nulla vien per caso’, ma non sanno che poi alla fine è proprio così e diversamente non lo potrebbe essere, a meno che non ti illumini, il che vorrà dire cacciar da te li demoni; acquietare la tua ombra, armonizzare lo tuo potere; eliminare ancor prima di tutto da te li blocchi, elevare la tua coscienza nello studiar la conoscenza. Ma, porca miseria, mi dirai allora tu; non è che sia proprio ‘na cosa da poco; ecco perché ti dico, vedi tutto questo come un gioco, il grande gioco della vita; lascia perdere lo scopone e la roulette se vuoi vivere la grande emozione; ascolta l’inventore che ti chiama da lassù, e chiamalo se vuoi Dio, Architetto, l’Assoluto, il Grande Padre e per essere moderni, la Totalità. Questa è l’unica scorciatoia, a scansare la virtude e conoscenza, te rimarrai per karma e nel giro della Ruota a startene sempre lì nel monologo della tua Ombra. Ti propongo allora di seguirmi con lo mio insegnamento (spero non solo il mio), che deve rimanere per questo solo un esempio, e se ci starai attento, avrai un atteggiamento più sereno ai fatti della vita, sia per ciò che avvien da fori e ciò che avvien da dentro. Dico sempre a chi mi segue, e siete veramente tanti, di non perdere mai come ricordavo prima, il senso de lo gioco, perché il gioco è la carica del bambino, e se guardi bene non è mai stanco, e quando gioca fa pure sul serio e con impegno, magari quell’impegno lo avessero pure i grandi, che nel pensare di essere SERI, sono invece acidosi, permalosi e a volte, pur anche ringhiosi, e questo solo per essere poetici; poi vedremo allora perché. Di conseguenza, per ciò che scrivo, spero tu non rimanga indifferente, perché nel frattempo tutto se move, come ti ho già detto sia che da ‘fori’ che da ‘dentro’; si dice appunto anche per questo: ‘non perdere il treno che passa’, perché anche questa è una possibilità di capire il gran motore che si agita dentro di te. Andiamo allora a far fatica e a tentar di spiegare; questo è chiaro nella mia modestissima pretesa, ma nel rispetto del racconto in qual è la mia veduta di: “COME TI RACCONTO LO INCONSCIO”. Da non dimenticar per questo li Chakras, perché se l’INCONSCIO è lo MOTORE, li chakras son la benzina che se depurata bene sarà di qualità. Quindi te li dovrai leggere; oltre al Karma, la Reincarnazione, le Vie e se vuoi già che ci sei pure il resto, per aver un quadro più completo, tanto per pareggiare i conti; fatica mia, piacere tuo; piacere mio, fatica tua. Per dartene perciò idea, parleremo de lo inconscio come la costruzione di una casa, perché così si fa anche in psicoterapia, dove la parte A sta per la cantina cioè la parte oscura o se vuoi la Nigredo (termine alchemico), il raccattarsi delle cose da non far vedere magari anche importanti ma sepolte in malo modo. La parte B, quell’area che facciamo a tutti a modo nostro visitare: la sala da pranzo, il tinello, un po’ meno la cucina, chiamala, se vuoi, Albedo (termine alchemico). La parte C, la soffitta dove saliamo a curiosar ogni tanto dentro lo baule dei misteri, chiamala, se vuoi, Rubedo (termine alchemico). La parte fuori casa che sta sopra li tetti; il SE’, il contatto; quando apri il lucernaio per vedere le stelle, la magnificenza del Creato, e star per questo in estasi; se nel frattempo ti sei però dimenticato che ti trovi nel tuo palazzo. Se vuoi puoi anche raffigurarti lo inconscio con la parte A: lo Inferno; la parte B il Purgatorio perché sta nel mezzo, e la parte C il Paradiso, il SE’ che puoi per questo raffigurarlo a Dio. Partiamo allora da le fondamenta, perché se son fragili, ti insicura tutta la costruzione della casa, o se la paragoni all’inferno questa ti fa il genoflesso e per carità di Dio…guardiamocene bene a parlarne sottovoce. In quest’area ci sono tutti gli Io de la memoria arcaica e tutti quelli inferociti dalla rabbia e dai rancori, quelli malamente riusciti, ma anche quelli che son frustrati perché non ce l’hanno fatta a dimostrare per tanti inconvenienti i loro segreti talenti, che chiameremo numinosi per rispettar la volontà del mio Maestro Carl Gustav Jung. Nella parte B, vi sono i vari Io più rappresentativi, quelli con la giacca, la camicia e la cravatta e naturalmente la signora in tallieur e quando può con lo vestito a sera. Ma stai ora bene attento, perché io paragono quest’area anche come la configurazione della società, fatta per questa da donne e omini, bambini e vecchi, ricchi e poveri, industriali e commercianti, artigiani e agricoltori, studenti e professori; ben pensanti e nulla facenti, ignoranti e gran dottori, paurosi e gladiatori, perbenisti e truffatori e de li politici, preti e suore, perché per essere una società non possono tutti questi proprio mancare. Tutto un mondo che si agita, per venir belli in mostra e a tizzar l’acqua ognuno al proprio mulino, perché tutto è suddiviso in corporazioni, associazioni, movimenti e altri accidenti, perché chi più ne ha più contento sta. Che cosa potrà mai fare allora quel che chiameremo l’Io centrale, che per quest’area è il migliore? Se ne starà per tanto suo buon senso, zitto zitto; proprio perché il migliore, ad aspettar che si calmino le acque, a tranquillizzare questo o quello, fare sempre il buon pacere, e a lottare pure con la politica a migliorare lo gioco de le poltrone e a far indietreggiar pure l’ombra, che con la sua sete di invasione non sa distinguere il bene e il male; quella è peggio di un dittatore perché sembra sempre a dire: fatevi da parte tutti perché qui ho da comandare io. In questo odore di occupazione essa è assai furba; sa ben bene come raggirare gli ostacoli, per questo io la chiamo confidenzialmente Sua Maestà, perché mi diverto quando posso a prenderla pure in giro; ha nella sua testa una grande pretesa, quella di sconfiggere e di comandar tutti gli Io, e pure la coscienza, perché la intellighenzia alla ricerca della sua autonomia, ‘non sa’ di avere la vista corta, nella vanità di essere grande si dimentica di fortificare anche la coscienza e a far per questo proprio il gioco de la ombra. Ma non devi per questo odiare l’ombra, perché odieresti anche parte di te, ma non dovrai neppure amarla, perché ora hai ben capito quanto furba essa sia; impara allora ad essere gran osservatore come fece Ulisse, per non ascoltare lo inganno de le sirene si fece tamponare le orecchie. Andi
amo così in soffitta ad assaporare le cose belle, lì è più tranquillo; peccato che siamo pigri, ci dovrebbe essere la volontà di andarci più spesso a ritrovare se stessi. L’area è all’estremo limite de lo inconscio, la sede naturale de li super Io, territorio ben curato perché nel superare il tetto ti incontrerai finalmente con il SE’; allora parlerai d’amore come non l’hai mai fatto, potrai contare così le stelle in cielo, perché ce n’è una per ogni tuo neurone; poi si dice che la matematica è un’opinione; ti dimenticherai allora di avere fame, dei rancori che hai nel cuore, ti riempirai di stupore, perché troverai una pace infinita e una dimensione spirituale. Nel SE’ troverai tutto quel che vorrai sapere, perché il sapere non sarà più mistero; però non è facile accedere: questo avviene ne la profonda e vera ricerca nell’accendersi la piccola o grande illuminazione. E’ il premio de la perseveranza, il distacco da lo attaccamento, l’allontanamento da lo ego, il piegarsi de la ombra, lo accelerarsi de lo karma. Tanto per fartene un esempio: quando il sogno vien dal SE’ potrà essere così importante da farti cambiare il percorso de la tua vita; questo è quanto è successo a me (leggi se vuoi per capire meglio: ‘Dimmi come sogni e ti dirò chi sei’). Nel chiudere l’articolo desidero esporti la mia visione di dove io veda la sede de lo inconscio che nel dividere li chakras ti avrò così risposto: il primo e secondo chakra corrisponde all’area A, dove il primo sta per la fisicità e l’istinto, il secondo per le emozioni e la sessualità. Il terzo, il quarto, il quinto chakra corrisponde all’area B, dove il terzo sta per il centro della personalità (leggermente più in basso vi è il centro della rabbia) ed è espressione del potere della volontà e del cambiamento. Il quarto è la sede dell’amore, per questo il centro della coscienza. Il quinto è la sede della comunicazione, dell’angoscia, del giudizio e dell’amore universale. Il sesto e il settimo chakra corrisponde all’area C, dove il sesto sta per l’intuito e il settimo per la dimensione del Sé. Nel ringraziarvi di avermi fin qui seguito, vi lascio con il frammento di una intervista fatta da Miguel Serrano al Maestro Carl Gustav Jung un mese prima de la sua morte avvenuta ne la sua casa di Kùsnackt il 6 giugno del 1961: “Durante la guerra ebbi modo di vedere uomini che avevano subìto lesioni cerebrali che avevano paralizzato le funzioni della corteccia, impedendogli così di avere alcuna percezione del tempo e de lo spazio. Ciò nonostante, quegli uomini continuavano a sognare ed alcuni anzi, ebbero importanti visioni. Ora, se il cervello è completamente paralizzato, l’interrogativo è: quale organo produce il sogno? Con quale parte del corpo sogna un uomo? E’ qualcosa di fisico? O non è forse un’indicazione che in realtà la mente agisce indipendentemente dal cervello? Io non conosco la risposta, ma è un’ipotesi interessante”.
Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale.
hai capito proprio tutto dell’arte te
Carissima,
sono mesi che mi impongo di completare un post analogo ma per pigrizia e indolenza è ancora un draft.
Sono felice di riscoprirti collega sacerdotessa:)
Vediamo se aver ritrovato questo vecchio post mi darà l’energia necessaria per completare finalmente questo articolo!
Che l’Invisibile Unicorno Rosa sia con me (siano benedetti i suoi sacri zoccoli)