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Archive for giugno, 2007

Io, Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa

Ho sempre provato una forte attrazione per i paradossi.
E’ forse questa mia predisposizione alla fascinazione dell’incredibile, ad avermi fatto amare artisti visionari come Escher e Dalì.

Magritte tentò di sovvertire questo mio desiderio di surreale, schiacciando (paradossalmente) l’illogico con un paradosso logico.
Attraverso il celebre dipinto L’usage de la parole I afferma che

Talvolta il nome di un oggetto prende il posto di un’immagine. Una parola può sostituire un oggetto nella realtà. Un’immagine può prendere il posto di una parola in una frase. In un quadro, le parole sono della stessa sostanza delle immagini.

Dunque, benchè quella raffigurata possa sembrare una pipa, non sarà MAI una pipa nel vero senso della parola.

E’ forse per questo che non ho mai ammirato Magritte più di tanto.
Questa laica dietrologia mi irritava non poco.

Insomma, cerchiamo di esser pratici.Potrà anche non essere una pipa, però le assomiglia parecchio.

Più che paradossale, la storia della pipa, a me pareva onestamente assurda.
Un pittore dipinge per passione e fede.Poi smonta il tutto con troppa logica.
E’ una roba da matti.

Contrario al Magritte-pensiero è invece il culto dell’ Invisibile Unicorno Rosa.

Nato come paradosso ateo, nella dimostrazione dell’inesistenza di Dio, ha presto preso piede su internet e nelle università mondiali con fiumi di inchiostro a parlarne e schiere di adepti adoranti.

« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Sappiamo questo perché essi sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Noi crediamo per fede che siano rosa; e per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »

Fantastico.

Questo pomeriggio, mi sono scoperta Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa.
Una sorta di segno del Destino, un fulmine a ciel sereno.
Quando qualcuno ha tentato di farmi credere che non ero una pipa, mentre i presupposti logici (seppure nel paradosso) c’erano tutti.
Come insegnatomi dalle Scritture, compatirò dunque gli adoratori dell’ Ostrica Viola

« Perché io ho visto la mia indegnità nel Suo sguardo, poiché ero un peccatore, destinato per sempre a trascorrere l’esistenza in presenza della terribile Ostrica Viola, dando la cera alla sua conchiglia e massaggiando i suoi miserabili e fangosi piedi. Dal momento che, ecco, l’Ostrica Viola ha veramente dei piedi, e gambe quindi, e dita dei piedi, che le danno il dominio su tutte le vongole dei mari, e le permettono di andare presso i figli dell’uomo, per tentarli e portarli alla distruzione. »

( l’Ostrica Viola, conosciuta anche come “Ostrica Viola del Giudizio”, fu inizialmente una “favorita” dell’Invisibile Unicorno Rosa, scacciata poi dai Suoi Pascoli a causa del Grande Peccato: aver tentato di convincere i seguaci che l’Unicorno preferisce la pizza con funghi e peperoni all’ananas e prosciutto)

Possano gli zoccoli dell’Invisibile Unicorno Rosa non essere mai ferrati.
Perchè scrivere una frase sotto una persona per provare che questa non sia mai esistita è inutile ed illogico.
Perchè per preferire la pizza con funghi e peperoni bisogna avere dei seri problemi.

Io, Gran Sacerdotessa dell’Invisibile Unicorno Rosa!!!

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J&J

La vita era come una strana vacanza.
Mai Jules e Jim avevano giocato una partita a domino così importante.
Il tempo passava.
La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.

Jules e Jim,1962 regia di François Truffaut

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…quel profumo di Estathe…

Mentre qui, nel profondo sud, il caldo spacca le pietre, ti accorgi della nuova stagione solo entrando in un supermercato.
Non so se vi è mai capitato, di incrociare lo scarico del the in bottiglia.
Quel profumo sintetico, fruttato ed esotico, tipico delle spiagge tipo Rimini-Riccione che sa di amori usa-e-getta sotto il solleone e creme solari al burro di cocco, inebria la mente risvegliando le sinapsi vacanziere.

Con un sob! di troppo ho superato questo Golgota d’ Estathe, e son giunta fino al bancone salumi, dove ho chiesto del prosciutto di tacchino per scrollarmi di dosso l’amara realtà di quattro mesi quasi esclusivamente dedicati al lavorolavorolavoro.

Certo, lamentarsi quando fai il lavoro che ti piace, come ti piace e perchè ti piace è davvero da ingrati cronici.

Dimensione Live Music

Adesso, giusto per dare una botta di vita alla mia pigrizia atavica, sono anche DJ con RWS del martedì techno-tamarro su Second Life a partire dalle 22:00, presso la discoteca DIMENSIONE LIVE MUSIC coordinate ERE Pantalica 141, 116, 24 (o, direttamente, con http://slurl.com/secondlife/ERE%20Pantalica/141/116 ), situata nella suggestiva location di un vulcano .

Son cose belle, quando puoi ballare, metter dischi e stare a contatto con la gente senza la ferrea necessità di tirarti a lucido come i manichini passando due ore in bagno per la ristrutturazione.

Leone di Lernia

Se poi riesci ad avere in diretta un MITO come il pugliesissimo LEONE DI LERNIA, la libidine si infiocca, fregandosene anche delle regole di dizione e della corretta impostazione da navigata speaker (quando mi convincerò che il dialetto NON SO PARLARLO sarà sempre troppo tardi).

Il dark side prende piede, senza farmi comunque dimenticare gli obiettivi primari.
Un libro da pubblicare (e le bozze da rivedere), un sito da riempire ( con tempestività da lumaca ), diversi concorsi radiofonici, provini, colloqui da sostenere.

Nonostante tutto, alla fine, con o senza cannuccia, un ritaglio di Estathe l’ho già stipato con i vestiti nel mio trolley rosa.
L’ambito premio per queste erculee fatiche…

Rennes le Chateau

…e non vedo l’ora!

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