Il passeggero ******* **** ******* è desiderato in Direzione
Questa la capiremo in due, solo io e te, almeno spero.
Ed è inutile che quello spilungone che somiglia al mago Casanova si senta tirato in ballo, e neppure il Principe Azzurro che lasciava i messaggi minatori, tantomeno quel tipo occasionale con il quale, a parte il contesto, sono stata davvero bene.Non parlerò di Voi, non questa volta.
Quando così tanti chilometri ci dividono, quando le vite prendono strade assurde, quando hai pure i miei occhiali da vista dimenticati in una notte che neanche sarebbe mai dovuta esistere, è difficile parlarti con il cuore in mano, o anche solo scriverti una mail ( a quale indirizzo poi?Sarebbe come chiedere ad uno zingaro, “dove ti spedisco gli auguri di Natale?” ) per chiederti come stai.A tenermi informata un weblog (l’RSS fa miracoli) ed una sommaria idea di cosa fai, di chi frequenti, di cosa mangi a colazione.
Insolito, per due che come noi, di questa vita, hanno diviso gioie e dolori, ricordi ed incertezze, paure e sogni.
Forse sei quello che più ha capito di me , forse sei quello con il quale mi sono aperta più teneramente senza mai il terrore di essere giudicata.Con te ho abbassato la guardia,mi sono lasciata andare, in te mi sono rifugiata quando il freddo tormentava la mia anima.
Amici, fratelli, amanti.Non so quale termine sia più appropriato per descriverci.. in fondo non ce ne sono termini per due come noi che irrequieti, mai hanno saputo attendere pazienti la felicità.
Una volta, davanti al solito drink (immancabile, terzo incomodo, durante le nostre conversazioni) che ti piaceva di me quel che ero, senza “quell’inutile sorrisino da straccia***** stampato sul viso”.Oggi posso dirtelo, neanche a me quel sorrisino è mai piaciuto troppo infatti, seguendo il tuo consiglio, l’ho rinchiuso in isolamento lasciando il suo posto ad una falsa aria da vincente che niente e nessuno potrebbe mai abbattere.
C’è un discorsetto,che ancora in me non trova una ragione.
Oggi più che in passato.
Quel che mi fa rabbia è il corso e ricorso storico.Scoprire , da adulta, che le cose non sono cambiate, che la tua testa è sempre la stessa e che viaggiare ed accumulare esperienza e sofferenza non ti ha ancora insegnato niente.
Non saprei in che altro modo dirtelo, perchè sono una che difficilmente, adesso, esprime liberamente i propri sentimenti.Con te, poi, questo tasto è sempre stato una sorta di guerra.Troppo amici per amarci, troppo poco amici per essere fratelli.
Me ne accorsi la prima volta quella sera,quella dell’ultimo bidone, che qualcosa era scattato.Quando provai ad “infilarti” nella mia vita reale… quella delle pizze davanti alla tv con F., quella dei grandi progetti, quella dei “come potrei chiamare mio figlio”, quella di “M. non è mai esistito”, quella di… “neanche tu sei mai esistito”.Non era possibile, lo sapevamo in due.Lo sapevo io, lo sapevi tu.
Lo sapevamo da quando mi confidasti di amare I. (maledettissima ossessione della tua vita) e da quando, sempre con I., tutto finì all’improvviso.Con un gioco di prestigio ci siamo vicendevolmente usati riempendo incolmabili vuoti, sperando che qualche grado in più nel bicchiere l’avrebbe reso miracolosamente mezzo pieno…
Da lì un’infinita lista di ragazzine, bambine, giochi più o meno idioti, sorrisi da fare invidia al mio, maschere grottesche e raccapriccianti in mostra come ad una sfilata di moda.E mi facevano rabbia.Una rabbia che non immagini neanche.Perchè tu non eri così, perchè mi rendevo conto di non essere mai riuscita a darti quello che cercavi, di aver fallito come amica e come amante.
Non è quella che tu e qualche altro ciarliere informatico chiamereste “crisi di gelosia della gattamorta”, è solo il grido disperato di chi non ce la fa più a vederti gettare la vita nel cesso per sacchi di immondizia che hai ancora il coraggio di chiamare amore.Cerchi lavoro in posti assurdi, cambi casa come un nomade, annaspi in un mare di frivolezze tra gli sguardi delle lolitine vestendoti di assurdi nickname (lo so che parli del tuo nickname in terza persona, ti pare normale farsi fagocitare dalla tua metà oscura?!?).
Fa più male a me che a te.
E se non lo sapevi, ora lo sai.
Fa male a chi ti ha amato davvero, leggere su un blog del ca**o che non ti sei mai sentito amato.
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Ciao Marileda,
ho letto con interesse ed attenzione.Sembra un racconto da pubblicare.Non so se si riferisce a delle persone realmente esistenti o,se addirittura, riguarda te.Posso dire la mia in tutta franchezza? La dico! Secondo me va bene per una novella d’amore e potrebbe andar bene anche per un film.Nella realtà la ragazza in questione avrebbe dovuto capire da tempo che non si possono spiegare certi comportamenti di lui.E’ fatto cosi,punto.Si possono trovare tante scappatoie psicologiche per lui:che è alla ricerca di una dimensione,che ha un carattere instabile,che cerca di cogliere l’attimo fuggente,ecc.ecc.Ma,una persona che legge questo racconto,non essendo coinvolto emotivamente perchè non ha vissuto la vicenda
direttamente,non può dare dei giusti consigli.Chi ha provato dei sentimenti veri difficilmente dimentica.
Per capire,a volte,bisogna soffrire.Bisogna sentire il dolore.Una buona spada si forgia mettendo nel fuoco la lama e poi tuffandola nell’acqua ghiacciata.Si ripete l’operazione tante volte finchè la lama acquista la giusta tempra.Perciò si dice:”Temprato come l’acciaio”.
Cosi si “forgia” il carattere.Anche se certi ricordi sono sepolti nel pozzo della mente e tornano a galla,è meglio per la ragazza dimenticare…lui non la merita.
Poi ricordati quella storia di Maometto che va…alla montagna.Capisc’iammè? Ma se non hai tempo fa niente.
Ancora? Beh,perlomeno se sono riuscito a farti ridere qualcosa di buono l’ho fatto oggi.
Teseo… devi dire qualcosa a marileda giusto? bene… esistono, oltre il blog che immagino ti ABBIA TOCCATO personalmente, le mails e gli sms.
E se ho capito chi tu sei… ho capito perchè scrivi queste parole.
Ciao.
Se io non ho capito chi sei tu…non ho capito.Scusa Terre,ma vi può essere un equivoco madornale.Non credo tu abbia capito chi sono.Marileda invece ha capito chi sono e perchè scrivo cosi.
Scusa,ho dimenticato di salutarti:
Ciao.
Ciao TESEO, solo una cosa: spero veramente di sbagliarmi.
Ora spero soltanto di riuscire a risentire Marileda e che questa storia non l’abbia scossa…
Voglio ogni bene per lei.
Tutto qui.
Ciao.
Ciao Terre,
non c’è alcun dubbio:ti sbagli.Io sono solo un amico e nulla più.Certo,anch’io auguro a Marileda ogni bene possibile.
Ciao.
Mari…tu hai sempre ragione…
da qualche parte nel mondo.
Come volevasi dimostrare, Terre, Teseo non è il diretto interessato (a proposito, la mail posso vederla solo io e chi lascia il post… comunque, non si sa mai, l’ho criptata.Un buon sistema è lasciare mail fittizie… svelato il trucchetto
), ma lo ringrazio per la testimonianza (dovrei chiamarlo da una vita… come mio solito mi dò alla macchia quando studio e lavoro mi soffocano).
Per il “Dottore” ho poche risposte, forse tante domande.
Ma il punto non è questo.
Il punto è che un sentimento che non è un sentimento (o quel che diavolo è stato) si trasforma in rabbia allo stato puro quando sai di aver voluto bene ad una persona e di essere valsa nalla sua vita come l’asso di bastoni.
Cagne e porche trovano posto nei tuoi ricordi, nelle tue citazioni vittimistiche, incluse quelle che in maniera costante ti hanno accoltellato, dilaniato, spaccato in due.
Certo, è semplice ringraziare con il cuore chi ti ha amato “ufficialmente”, meno semplice è leggere tra le righe e sentire la voce di chi bene te ne ha sempre voluto e te ne vuole ancora.
Il passato è passato, e riguardo al nostro rapporto ambiguo, ora, con una vita sentimentale serena e con il senno di poi, posso semplicemente aggiungere che le cose sono cambiate.Almeno da parte mia.
L’amore, quello estremo,quello infinito, quello provato per una persona speciale come te, no.
Non cambierà mai.
Ma la stima e l’affetto per quella stessa persona che si butta in una discarica da cuore infranto senza consolazione, dalla mia posizione, non posso proprio mantenerli… ognuno è artefice della propria esistenza, ognuno si costruisce la felicità giorno per giorno, sperando in un futuro migliore.
Mi stupisco di te che, invece, ti impegni a demolire le speranze affogando in certi deleterei ricordi.
Se poi aggiungiamo la cosa che “nessuno ti ha mai amato”, qui mi sento personalmente tirata in ballo e, se permetti, mi girano anche un pò i co***oni…
…Mari, hai ragione, ancora una volta, ma non pensi che proprio perche’ si parla di andare “al di la’”, il tuo nome non puo’ apparire tra le “comete”? se tu fossi valsa nella vita di questo qualcuno quanto l’asso di bastoni, penso che ne avresti avuto dimostrazione ben piu’ palese di quattro chiacchiere sparse su di un weblog.
con affetto.
Dr. Dobermann
Vabbè, Dobermann, Coso, o comediavolotifaichiamareadesso.Il web è un modo terribile per comunicare, specialmente quando si tratta di sentimenti.
Aver messo in corner il mio nome in lista tra le tue varie letterine e passaparoline è ancora più offensivo che non sentirmi citata affatto.
Ci rinuncio.
Talvolta, secondi si nasce e secondi si muore.
E’ una sensazione che tu conosci bene, peccato ti abbia insegnato poco.
E se fino a ieri sera ero incazzata per gioco e per vendetta, adesso sono nera come una biscia bavosa.
Ci sono solo due persone che fino ad oggi mi avevano fatta incazzare così, complimenti vivissimi per aver guadagnato un posto sul podio.
Fammi uno strafavore del ciufolo, volevi sparire dal web, fallo e basta ma non depositare spazzatura pubblicamente con il mio nome piantato su.
A quasi 30anni suonati, se permetti, l’orgoglio inizia a farsi sentire e se ho navigato in passato nella merda non vuol dire la cosa si debba ripetere per il presente e per il futuro.
Ti devo molto, come uomo e come amico.Penso i debiti, adesso siano belli che appianati.
Tanto non c’è problema, dalla lista della spesa, qualche ex nella tua vita spunterà sempre… buon per te.
LA COPPIA MODERNA
(che casino, il meglio verrà dopo)
Quando per la prima volta l’uomo apparve sulla terra, che è un tempo assai lontano, mi viene difficile pensare allora quale prima e unica coppia che fu prima in ADAMO e poi EVA. E venne poi così la prole che fu prima in Caino e poi Abele, ma che uno solo poi rimase, per la sorte che sappiamo. Ma in che modo chiedo allora, la prima coppia per sviluppare la specie rispettò…: “Andate, crescete e moltiplicatevi!?”, visto che la storia dice questo: “Caino poi andò”; ma dove, per una vita solitaria? E visto che la storia dice donna, ma non far altro nome, ch’io posso poter leggere, forse ad un forzato suo rientro a portar scompiglio nella coppia e al primo incesto della storia? Fosse mai questo il peccato originale ? (quanto più semplice parrebbe allora capire l’uso dei simboli per capirne meglio la storia!). Che dire poi di Set, l’altro figlio di ADAMO, avuto poi da EVA per riempir il vuoto di ABELE; e in seguito cosa avvenne per le figlie e poi sorelle? Leggo per questo allora altro libro della storia: “Vi è proibito di prendere in moglie le vostre madri, le vostre figlie, le vostre sorelle, siano esse figlie di entrambi i vostri genitori o solamente di vostro padre o vostra madre, le vostre nipoti, le vostre sorelle di latte, le vostre nutrici, le vostre suocere le figliastre che avete sotto tutela, le figlie di vostre donne con le quali vi siete congiunti. Ma se ciò non è stato, allora vi sia lecito sposarle, le donne dei vostri figli quando sia, stato censurato il matrimonio. Mi vien tanta confusione; corre d’obbligo sembra allora, ch’io debba sentire altre campane, e nel fare questo io vò in questo oceano così grande in ordine sparso e casuale.
Ma è bene, e qui va detto, che la Bibbia (quella vera) non ha mai sbagliato; caso mai il traduttor dei tempi nel voler semplificare il significato (esigenza della storia), caricare troppo i simboli, non pensando poi nei secoli, che non per pietà, ma per stupidità, chi nel voler saper tutto e subito, e senza un minimo di umiltà, e sono tanti, inevitabilmente peccare di superbia e di altezzosità. Beati gli umili perché a loro verrà la verità! Se per quanto fin qui esposto il vero Padre sta nei cieli, per le letture più antiche il vero Padre sembra essere il Nulla dal quale scaturisce il Tutto; così avremo PURUSHA come Principio maschile che sarà per noi Adamo; PAKRITI, come Principio femminile che sarà così Eva, che per mezzo della SHAKTI – Energia Divina – che tutto pervade, avremo così la vita. In un modo o nell’altro nelle storie così sconosciute o conosciute o malamente interpretate, per non dimenticare ISIDE e OSIRIDE degli antichi Egizi; dell’Alfa e poi dell’Omega, dell’ albero Sephirotico e del Serpente gnostico e a tutte quelle scole di pensiero, e sono tante, dove ognuna pare essere solista, anche se il Dna ne sa qualcosa, son lieto finalmente e dopo tanta fatica di annunciar a lor signori, – “Ecco a voi la coppia”. Quale gran compito allora in questa coppia a lottar in questo mondo per far vivere, par così, la specie? Se la nascita dell’omo e della donna par però un mistero, come può essere stata allora la vita per la prima coppia della storia? Vado pertanto a leggermi, per starmene più tranquillo (così credo), i libri de la scola, almeno così fan tutti; ma che sorvolo ben volentieri quel simpaticone di Charles DARWIN che con la sua teoria sull’evoluzione ha portato tanta perplessità; a capirlo per primo sicuramente è stato pure lui per la mancanza di quell’anello, ma che comunque, “grazie Charles”, perché il ricercatore muove pur sempre nel bene o nel male la coscienza e la ragione, e quel che conta se vogliamo poi imparare, bisogna pur ragionare. L’uomo dei tempi antichi nel prendere la sua Eva con i muscoli, ne affermava al mondo intero – “Questa è la mia donna e guai chi la tocca perché poi con me dovrà lottare”. Il frigo e la lavatrice di certo, no, non c’era; allora si divise pure i compiti; tu fai questo ed io fò quello, ma tu donna sempre in casa dovrai restare, perché sarò io a comandare (così credeva lui). Passarono gli anni, e par sorgere tanta confusione. Di chi è quel figlio…. E di quale padre!, tu mi devi rispettare; qui c’è il bisogno di legalizzare; ma con quali leggi? E intanto pare nascere così la gelosia, (come dire in quel che faccio è tutto mio), ma quanto dolore nel suo sorgere, forse era meglio prima?
ciao tresor…stupita e attonita….Ho vissuto la tua stessa esperienza, per tanto tempo..Posso dirti solo che mi dispiace, ma tanto….
Santin
Non sono io la persona a cui ti rivolgevi,ma una che conoscevi.Sennonchè ,anche se non ci rivedremo nè sentiremo più,scrivo per dirti che non ce l’ho mai avuta con te,e che se mai ho fatto qualcosa che ti potesse urtare,mi spiace davvero.Che tutti abbiamo i nostri momenti di sclero lo sai già.Lasciamela passare se esco di scena abbozzando un vuoto sorriso,non so fare altrimenti…:-)
@TESEO: fantastica la tua lezione di vita… potremmo imparare molto da persone come te.Grazie.Di cuore.
@SANTIN: queste sono storie standard, fatte con lo stampino… parlarne, forse, potrebbe aiutare chi ancora non compie l’esorcismo, a mettere in fuga i demoni che le infestano per porre la parola fine a determinate situazioni.Ti bacio affettuosamente e non so come esserti grata per le parole di conforto.Ora io sto bene, ma quante come me ci piangono ancora su?
@PERSONIKNEW: interessante.La tua mail (che solo io posso vedere) non mi porta a nulla.Men che meno l’IP, ancora peggio ravanando nei ricordi.
E se comprassi una vocale?Giro la ruota?
Mi piacerebbe davvero capire chi sei, giusto per confermare a me stessa che, tra le persone che ho conosciuto, c’è sicuramente un segnale identificatore a porle su gradini diversi…
Rimango in standby, curiosa come un furetto…
Ciao Marileda, non sapevo avessi un sito così bello!
Ho letto la storia…..era……..toccante…..
purtroppo nn posso leggere tutti i commenti ora spero di non occupare spazio inutile solo per salutarti. ci vediamo quand’è ciao!
Alessio