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Archive for dicembre, 2006

Buon Natale 2006!

[video]http://www.youtube.com/v/NyJwFkAVTgY[/video]

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E Podcast fu!

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…buon ascolto con il Pollo di Gomma!

podcast@mariledamaggi.it

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La radio per menti sveglie!!!

Penso siano in molti a conoscere il mio passato radiofonico e la passione per le frequenze, analogiche e digitali che continua ad essere per me fonte continua di ispirazione e ludibrio.

Il nostro viaggio nel fantasmagorico mondo dei podcast continua, dopo la prima segnalazione del MITO in persona (non avrete certamente dimenticato Fabio Gava?!?! ), oggi, scoprirete due podcasters con grande e vera competenza musicale, nonchè una sana dose di ironia… che con la tristezza incombente sul web (più del NULLA de “La Storia Infinita”), rappresentano una salutare boccata di aria fresca per tutti i radiofili e podcast-maniaci netizen.

Radiorubik, è una radio creata per gli appassionati di musica che cercano sempre qualcosa di diverso, che si stacchi dalla monotonia del panorama musicale commerciale
Questa radio è frutto di un progetto di uno staff disposto in varie parti d’Italia che persegue un obiettivo comune:
mettere in risalto le sonorità emergenti di cantanti o gruppi che non hanno ancora detto la loro al grande pubblico
Una vetrina che man mano prenderà forma seguendo diversi stili musicali, diversi modi di fare propria la musica attraverso interviste, presentazioni degli artisti, rubriche di approfondimento musicale e culturale

I padri fondatori, di questo progetto, tanto bene realizzato tecnicamente, quanto condotto egregiamente, rispondono ai nomi di Valerio Callegaro ( studente in scienze della comunicazione è promotore del progetto, musicista e appassionato di musica) e Vito Monno (ha seguito subito Valerio nel progetto, aiutandolo nella Home page, negli effetti audio e intervenendo nelle trasmissioni registrate).

Directly from Callegaro Studios, la “radio per menti sveglie”, come tale si afferma, propone veri e propri excursus a 360° nel mondo della musica, erudendo i meno colti e convogliando i più esigenti, con imperdibili appuntamenti sapientemente bilanciati… cocktails profumati di folk e bossanova, aromatizzati al country ed alla fusion, delicatamente speziati da blues e jazz, colorati nelle varianti del prisma da elettronica ed hip hop, senza dimenticare mai gli antichi sapori dal rock e del pop.

Radiorubik, è anche la conferma di una leggenda metropolitana… Torino è la città maledetta per eccellenza… in poco tempo, è riuscita a “piemontesizzare” un pugliese DOC come Vito.Sfido chiunque a riconoscere nella sua voce anche una sola sfumatura a svelarne i natali baresi…

I “valà” di Valerio diventeranno il Vs tormentone preferito, e non potrete evitare di prendere in prestito qualche battuta di Vito, in puro stile gianduiotto.

Stay Tuned…

……e che il Rubik sia con voi!

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La Storia siamo Noi

 

Sono alla mia prima esperienza con il doppiaggio, grazie all’amico Marco Greco, a STUDIOPUNTOCOM e CAPOLINEAFILM.

Il cortometraggio, dal titolo importante, “La Storia siamo Noi” (prendendo le fila dalla celebre canzone di De Gregori), nei suoi nove minuti e ventidue, affronta macro-storia e micro-storia, sottolineando l’importanza di ogni singolo gesto, di ogni piccola cosa, nello svolgersi del tempo.

Ci sono “storie”, che pur non scritte sui libri scolastici, riflettono grandezza ed intensità.

La via Traiana e la splendida location degli scavi archelogici di Egnazia, sono complici dell’amore di due ragazzi, apparentemente divisi per provenienza e dialetto, ma uniti dall’infallbile dardo di un libro, cupido consumato sia dall’epoca di Paolo e Francesca (galeotto fu il libro, e chi lo scrisse).

Strano gioco del fato, aver posto sulla mia strada questa Opera (presentata in occasione di  Progetto Rome).Presto la voce, opportunamente diretta nel doppiaggio da Marco, ad una archeologa romana, interpretata da Vittoria Lucà.

Strano, si, proprio in un periodo che mi porta ad allontanarmi da alcuni non-luoghi del web, proprio per infantili diatribe sul senso della storia.

La Storia siamo Noi.

I miei complimenti per soggetto, regia e sceneggiatura a Carmelo Angelico, per l’attualità degli argomenti, e l’espressione di immortali sentimenti attraverso i suoi occhi.

[video]http://www.youtube.com/watch?v=U-c12dSgw58[/video]

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,

questo rumore che rompe il silenzio,

questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono “Tutti sono uguali,

tutti rubano alla stessa maniera”.

Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,

la storia entra dentro le stanze, le brucia,

la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)

quando si tratta di scegliere e di andare,

te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,

che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare,

ed è per questo che la storia dà i brividi,

perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia non ha nascondigli,

la storia non passa la mano.

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.


La Storia siamo Noi

Francesco De Gregori

Album: Schacchi e Tarocchi

 

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Inchiesta su GAYsù

Un pò come nell’antico assioma della celebre pellicola “Amici Miei” (cos’è il genio…), oggi mi trovo a riflettere sulla realtà pura dei fatti.

La differenza tra Luminari ed Illuminati, sta nel fatto che i primi conoscono solo passato e presente, mentre i secondi scorgono anche il futuro… e senza sfera di cristallo.

L’antefatto di questa vicenda, si consuma tra le mura domestiche di casa dei miei.

Quel luminare del mio uomo (senza voler utilizzare termini troppo offensivi), ha avuto la geniale idea di omaggiare mio padre di un libercolo (“l’ho sentito da Bonolis, mi pare fatto su misura per lui..”), senza comprendere che, quel tomo innocente, tanto innocente agli occhi di un cristiano integralista e bigotto, non sarebbe stato (“vedrai, che se gli piace, riusciamo a fargli leggere pure Dan Brown”).

Sto parlando di INCHIESTA SU GESU’ di Corrado Augias.

Tralasciando le ormai trite e ritrite congetture su una Maddalena transgender per mano di Leonardo, e di un Cristo libidinoso che se la spomiciava davanti agli apostoli lì a far candela, questa volta, l’eresia è davvero più sconcertante.

Tanto da aver scomodato Padre Cantalamessa (“qual’è il colmo per un prete??”) che, immediatamente, ha messo all’indice (come nel migliore stile “Il nome della Rosa”) l’opera di Augias, sulle prime pagine dell’Avvenire.

Che già, aggiungo, sentir dichiarare da Augias “sono ateo ma vi racconterò Gesù uomo”, prelude ad un regolare tribunale inquisitorio con tanto di flambè in Piazza S. Pietro…

Nel libro emerge l’uomo Cristo. Che prima di tutto era un ebreo, che osservava la Torah, il suo nome era infatti Yehoshua ben Yosef, cioé Gesù figlio di Giuseppe. Gli autori prendono in esame tutti i testi del Nuovo Testamento, analizzandoli senza le incrostazioni teologiche formatesi successivamente, e insieme analizzando anche i cosiddetti vangeli apocrifi. Cioè tutti quei testi che il cristianesimo ufficiale ha deciso, molti secoli dopo Cristo, di non riconoscere come ‘parola di Cristo’, ma che furono comunque scritti da autori che vissero all’epoca del profeta. Molti di essi lo conobbero addirittura. Con l’onestà di chi ammette di voler restare lontano dalle questioni di fede, Augias ha mandato in stampa per Mondadori un libro che è semplicemente storico.

Il titolo è inequivocabile, si parla infatti di inchiesta. Un’inchiesta che tratteggia un Cristo che poco ha a che fare con il cristianesimo. E infatti l’idea che il teologo gesuita De Rosa mette sotto accusa è proprio questa. Un’altra ipotesi contenuta nel libro, che scandalizza la prurigine gesuita, è che tra i discepoli del Cristo si fossero instaurati rapporti omosessuali.

Secondo De Rosa questa tesi è affrontata nel libro con ‘un’insistenza un po’ morbosa’. Anche sulla resurrezione del Cristo Augias e Pesce hanno fatto puntualizzazioni storiche che fanno inorridire i fedeli disposti a credere che Maria abbia avuto un figlio restando vergine: Cristo non sarebbe risorto, ma, arrestato e messo a morte dai Romani per motivi politici, scomparve lasciando un vuoto tra i suoi seguaci, i quali si consolarono immaginando fosse tornato in vita.
Augias si difende così “Privato del suo mantello teologico – spiega – Gesù diventa una figura più affascinante, perché più drammatica, più fragile, una figura da amare, che si capisce molto meglio senza fede”. “Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera fede”.

(www.gay.tv)

In tutta la polemica, come si dice finemente dalle mie parti “se zompa il cocomero và in culo all’ortolano” dove, l’ortolano del caso, manco a farlo apposta sono io.

Perchè, con tanto di lettera scarlatta sul petto, sono ufficialmente diventata, per mio padre,  “l’eretica miscredente che è riuscita a traviare anche quel bravo ragazzo di Fabrizio”.

Ma vedi tu…

Tremate, tremate, le streghe son tornate!

 

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Influenza…

…qualcuno me l’ha tirata a furia di maledizioni e gasteme

Ed ho anche una mezza idea di chi possa essere stato.

Somministrare della cassòla al polonio radioattivo non dovrebbe essere, in fondo, così difficile come sembra…

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Le CIRCOSTANZE dei CFF

Seppure amareggiata da una serie di infortuiti eventi personali, trovo rigenerante gioia nel darvi notizie di questo calibro.

I CFF e IL NOMADE VENERABILE, per me sono una band diversa dalle altre.

Siamo sinceri, non posso non amare un gruppo che, nel castello della memoria, fà riaffiorare ricordi splendidi come il BariGround Festival, la mia prima esperienza come presentatrice di Kermesse.

Da allora, la musica visionaria e l’ermetica poesia dei loro testi hanno accompagnato ogni singolo giorno, donandomi emozioni uniche, come solo i grandi sanno fare.

Ritrovandoli durante il Festival AQUA VITAE, ho espresso pubblicamente la mia adorazione per il sestetto che, in tanti anni di carriera, ha collezionato successi e seguito incredibile…

Questa sera, presso il prestigioso teatro barese Kismet , i C.F.F. e il Nomade Venerabile presenteranno il nuovo cd “Circostanze” in uscita a fine novembre per Otium Records.

Dieci canzoni e un videoclip in cui trova piena espressione il percorso artistico multiforme sin dagli esordi intrapreso : pop-rock riverberato, dark-wave cantautorale, strisciante psichedelia e improvvise virate distorte si inseguono e si intrecciano alle suggestioni scatenate durante i concerti dal teatro-danza e dalla video-arte.
La serata della presentazione assume un valore particolare per una serie di motivi.
Innanzitutto perché, prima del concerto, è prevista la proiezione dell’onirico videoclip “Io sono un albero” realizzato dalla OZ Film (www.ozfilm.it).
Poi perché, durante il concerto, in tempo reale e con massicce dosi di psichedelia, Pino Maiorano manipolerà e diffonderà le fotografie scattate recentemente al gruppo.
Ancora perché il talentuoso contrabbassista andriese Mario de Nigris sarà ospite speciale in occasione dell’esecuzione di “Birkenau”, canzone unplugged che descrive il dramma dei campi di concentramento.
In ultimo (ma non ultimo) perché farà il suo esordio sul palco con i C.F.F. e il Nomade Venerabile la nuova arrivata Anna Moscatelli (www.resextensa.it), sinuosa ed ammaliante, che d’ora in avanti curerà gli aspetti relativi alla danza-teatro e alla scenografia.
Al termine del concerto spazio all’inebriante dj set a base di new wave, indie-rock, elettro-pop, dark… curato da Martinik di Primavera Radio Taranto (poptones.splinder.com).
La struttura del teatro Kismet consentirà di legare tutti questi momenti in un unico ed intenso percorso emotivo che incanterà tutti i presenti.
La serata prenderà avvio con la proiezione del videoclip alle ore 22:30 e sarà ad ingresso gratuito. Sarà possibile acquistare “Circostanze” presso un punto vendita appositamente allestito in teatro.

Vederli crescere in questa esponenziale maniera, è una piccola grande emozione.

Vi aspetto numerosi al Kismet.

 

Un ringraziamento particolare a Robert di ManualediMari per aver dato voce all’evento sulle sue seguitissime pagine.

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