Archive for luglio, 2006
aqua vitae

Da lunedì 24 luglio sarò la presentatrice del festival Aqua Vitae, organizzato dalla Otium Records con la direzione artistica di Carmen Sisto e Franco Muciaccia nell’ambito de il Valore dell’Acqua, il cartellone estivo promosso dall’Assessorato alle Culture del Comune di Bari.
Otto appuntamenti gratuiti, dal 24 luglio al 1 agosto in Largo Adua ore 21.30, dedicati all’acqua, al suo valore, alle sue problematiche e alla sua forte valenza simbolica. Musica e videoinstallazioni di artisti provenienti da tutte le province pugliesi per questo ringraziamento all’acqua.
Il primo appuntamento, lunedì 24 luglio, è affidato al tarantino Ivano Fortuna che presenta il progetto Uèzete in collaborazione con Gabin Dabirè, straordinario polistrumentista africano.
Martedì 25 luglio sul palco i 70123, ormai storica band barese, presentano l’album De Puglia madre.
Mercoledì 26 luglio è il turno dei gioiesi C.F.F. e il nomade venerabile, gruppo emergente con all’attivo la partecipazione al prestigioso Sziget Festival di Budapest, per una tappa del loro Ghiacciotour.
A chiudere la prima parte di Aqua Vitae giovedì 27 luglio Sergio Laccone, cantautore barese che ha partecipato al festival di Sanremo e ha collaborato, fra gli altri, con Renzo Arbore e Toni Esposito, sul palco con il live laccone.com.
Si riprende sabato 29 luglio con il gruppo barese Chorearum che presenta Percorsi Battenti per proseguire domenica 30 luglio con Daniele di Maglie in concerto con il progetto Angoli.
Lunedì 31 luglio sarà la volta dei brindisini Scamnum e il folk raggae del loro Inversion.
Infine martedì 1 agosto sul palco Zina, progetto nato dall’incontro di alcuni musicisti magrebini e pugliesi: una fusione che evoca i ritmi della tradizione gnawa e le melodie della musica jazz, i suoni del rap, del reggae, del dub e le armonie gitane.
Per tutta la durata del festival a fare da fondale ai live un vjset dedicato all’acqua di Francesco Lopez della Oz Film e materiale visivo a cura dell’Acquedotto Pugliese, che patrocina il festival.
Inutile dire che ci sarà da divertirsi.Superfluo aggiungervi di non mancare!
11 commentsla mia rosa
Discorrendo con Lenny del più e del meno, gli ho narrato un sogno pulp della notte scorsa.I particolari del sogno sono irrilevanti (benchè la natura onirica delle mie fantasie possa far gola a Eli Roth), quel che conta è il seguito della conversazione.Mi domandavo del perchè mi torni impossibile immaginare di fare del male ad una certa persona.
Adoro Lenny perchè ha sempre una risposta pronta.Mi ha suggerito una soluzione pratica: Boxing Helena.
Descritto dai critici come il “peggior film mai passato al Lido di Venezia”, all’epoca lo trovai incredibilmente affascinante per il connubio amore-perversione espresso con tanta sagacia.
L’idea di voler legare a sè l’oggetto del desiderio ribelle, inscatolandolo dopo averne fatto una Venere priva degli arti, ha un nonsochè di poetico e devastante.
E’ la metafora reale di quello cui un rapporto uomo-donna divrebbe aspirare nella sua sublimazione massima:”io ho bisogno di te quanto tu di me”.Uno scambio equilibrato e continuo, alla scoperta vicendevole l’uno dell’altra.
La vita unisce e divide continuamente.Finchè qualcuno o qualcosa non ci obbliga a mettere il freno ma mai, e dico mai, dandoci la possibilità di sezionare con chirurgica precisione l’anima.
Quanto sappiamo dei nostri compagni?Quanto vorremmo saperne ancora?
Boxing Helena soddisfa questa ancestrale sete di conoscenza, tarpando le ali della protagonista per permetterle di arrivare làddove neanche gli angeli potrebbero giungere.
La sostanza greve del corpo diviene pensiero abbattendo qualsiasi barriera, toccando il cuore attraverso la carne viva, trasformando in alta alchimia la banale attrazione ormonale tra uomo e donna.
Certo, sarebbe bello, riuscire ad applicare la coercizione fisica come mezzo giustificato per un’elevazione spirituale superiore.
E’ questo, dunque, l’amore?
Penso di si.Amore è anche ingabbiare una farfalla privandola dell’aria per permetterle di mantenere la sua bellezza intatta per sempre, inchiodandola ad una bacheca.
E consumarsi lo sguardo rimirandola in quella perfezione di ghiaccio con occhi che nessuno per lei avrebbe concepito mai.
“Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi . Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”
7 commentsun’estate italiana
Mentre gli esimi colleghi del forum transalpino, giurano e spergiurano di non essere MAI stati interessati al risultato della FINALE ( Je n’aime pas le foot, mais l’important ce n’est pas que l’Italie ou la France gagne, mais plutot que tout le monde s’amuse et passe un bon moment….sarà poi vero???) e quelli ITALIANISSIMI approfittano dell’assenza-webmaster per trasferire il Circo Massimo su RLC.it , in cuor mio ho vissuto le emozioni più vere e belle che una partita potesse mai regalare.
A parte che, su questo saremo concordi, al Mondiale diventiamo tutti commissari tecnici e fratelli di sangue, il clima patriottico ed il senso della bandiera, sembrano tornare all’antico splendore, riassumendo forma di valore tangibile e di identità collettiva.
Fantastiche le immagini, splendida la “redenzione” delle “veline” promosse ad angeli del focolare, incredibile il team di Lippi…
Tutti gli uomini del CT, diverse paia di occhioni alla Oliver Twist che, inizialmente, ci credevan minga all’Italia Campione del Mondo (sembravano dirti durante il match con il Ghana “gna’ a’ famo…gna’a’ famo”).
Ci credevo minga anco mi.
E non venitemi a dire “te l’avevo detto”.Tanto ci credevate minga anche voi.
Siamo partiti con il piede sbagliato… e non mi riferisco certo alle capacità atletiche degli Azzurri!
Noi con voi
voi con noi
per un sogno che non muore mai
Vogliamo parlarne(non a caso le Ed.Musicali si chiamano DISCORSO)?
Alzi la mano UNO, ma dico UNO solo che sia stato tentato dall’impararne mnemonicamente mezza strofa.
Siamo qui (ecco, restateci)
col cuore azzurro come il nostro cielo (un cielo azzurro non lo trovi neanche a pagarlo)
trasparenti e forti come il nostro mare(quella è l’acqua di del Piero!)
Siamo il battito di un cuore (qualche altro luogo comune?)
che nessuno puo’fermare (poesia allo stato puro!)
come l’onda di un’alta marea (…e quest’immagine d’Orazio l’ha rubata a Venditti, non facciamo i finti tonti!)
Un duo comico barese (Toti&Tata), lanciò in quel del tavoliere, un mitico tormentone, diverse estati fa…
“ma non la senti la nostalgia del passato?”
Io l’ho sentita, decisamente.Mandando indietro i ricordi con “lo scorrimento lento”, ho rivisto i Mondiali di italia ’90 quando dalle piazze un coro all’unisono si levava cantando.
Non deve aver preso solo me, la nostalgia del passato, tanto che, COPPA alla mano, Mr. Dj dell’Olympia Stadion ha fatto girare per noi, il vero, grande, unico INNO del cuore AZZURRO!!!
Un brivido nel sentire l’attacco inconfondibile “alla Moroder”, una furtiva lacrima e poi le voci a squarciagola:
notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un’estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un’estate
un’avventura in più
PS: cantandocantando, nel frattempo, Vera si guadagnava la copertina di Textamerica come rappresentante canina dei supporter Italiani.E’ lanciatissima verso il mondo dello spettacolo… devo iniziare a preoccuparmi?
un’inquilina per l’Appartamento Veneziano
Non ho resistito.Quando ho visto il promo di Coming Soon Television, mi sono detta “Mari, hai smesso di cercare casa”.
Sei giovane, disinvolto, brillante e ami il cinema. Vorresti andare sulla Laguna,ma non sai che pesci prendere.Coming Soon television accorre in tuo aiuto offrendoti la possibilità di essere uno dei sei ragazzi inviati al 63° Festival di Venezia, diventando così protagonista de “L’Appartamento Veneziano”.
Dal 28 giugno al 3 luglio 2006 Marco e Giò toccheranno le città più importanti d’Italia alla ricerca degli aspiranti reporter. Davanti alle telecamere i candidati dovranno dar prova di possedere le caratteristiche e la spontaneità necessarie per diventare inquilini de “L’Appartamento Veneziano”.
Warner Village di Casamassima (BA), h 15:30.Più o meno 40° all’ombra, un deserto nel parcheggio da fare invidia alle atmosfere by Sergio Leone.
PRIMA REGOLA DEI CASTING: mai essere puntuali, presentarsi (almeno) 40 minuti prima dell’orario stabilito.
I provinandi sono già disposti ad emicerchio nel foyeur blurosagiallo, giocondi e lievemente emozionati… mentre io (Miss Casting 2006) sono appiccicata dall’altra parte delle porte trasparenti, disperata come Hoffmann in “The Graduate”.
Cosa volete farci, con i maniglioni antipanico non ho mai avuto troppa fortuna.
Finalmente riesco ad accedere in sala.
Ciceroni, nell’avventura di questo casting, sono Marco e Giò, volti noti di Coming Soon Television, nonchè menti perverse che hanno dato vita a TREDDI, il conduttore digitale della fascia protetta RAI più amata dai bambini.
SECONDA REGOLA DEI CASTING: mai sottovalutare chi deve provinarti.Parti dal presupposto che ne vedono mille, come te e più di te.Dato di fatto: loro sono lì e tu non sei da nessuna parte..
Torinesi (“facciamoci del male”…alla Moretti), riescono a farsi perdonare le origini made in Piemonte grazie a simpatia, gentilezza e professionalità….condite da un pizzico di bastardaggine “gianduiotta”, a renderli ancor più godibili, nelle improbabili domande per i malcapitati davanti alla telecamera.
Stringo amicizia con alcuni ragazzi, una fra tutti Rossella ( che tanto “ragazza” non si sente più, pur non dimostrando assolutamente l’età dichiarata).
TERZA REGOLA DEI CASTING: l’unione fà la forza.Se anche non dovessero sceglierti, almeno potrai ricordare una bella esperienza…e delle belle persone.
Visto da vicino, Giò, è decisamente più carino che in video.Marco incute un certo timore su qualche collega…voci mormorano “è abbastanza cattivello” (i commenti sui responsabili casting, riempiono il nero del cambio cassetta ).
QUARTA REGOLA DEI CASTING: stemperare la tensione con un pò di sano spirito di cameratismo, non ha mai ucciso nessuno.
Finalmente il mio turno.L’involontaria voce da hotline (il timbro di fabbrica della Marileda Inc.®), sortisce immediatamente i primi effetti… con nonchalance, dopo una discreta prova di presenza e spirito televisivo, mi impallo sul saluto da “panterona” richiestomi dai sadici responsabili.
La chiusa del mio improbabile servizio da Venezia Lido, è un mostruoso ibrido tra i programmi notturni della DIVA FUTURA ed il lancio della pubblicità alla “Simona Ventura” in Music Farm.
Agghiacciante.
QUINTA REGOLA DEI CASTING: divertiti e fai divertire.Accantona lo spirito di competizione, quello lasciamolo alle aspiranti Miss Italia ed ai piloti di F1.Sei lì per mostrare cosa sai fare, non per dimostrare che lo fai meglio di chiunque altro.
Un sorriso mi accompagna sino alla fine.Io e Giò passiamo qualche minuto fuori-onda disquisendo del Santo Graal (poteva mancare???) a (tele) camera spenta .
Avevo perso un pò la mano su certi argomenti…ma, si sa, il Graal per godersi i suoi cinque minuti di celebrità, non perde mai occasione.E’ più forte di lui.Che primadonna, quasi più di me…un prezzemolino!!!
Ora di cena, e di tornare a casa.
Dal Warner Village di Casamassima, per “l’Appartamento Veneziano” di Coming Soon Television è tutto, Marileda vi dà appuntamento alla prossima e… ricordate!Tutti gli altri, sono ”solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”.
Stay tuned!
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